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Vallecrosia — dal 2026 denominazione ufficiale Vallecrosia al Mare — è un comune di 6.837 abitanti della provincia di Imperia, schiacciato tra la costa e le prime alture della Riviera dei Fiori, a pochi minuti da Ventimiglia e dal confine francese. Ha due anime distinte: il nucleo costiero, cresciuto nel secondo dopoguerra fino a confondersi con Camporosso e Bordighera, e il borgo antico di Vallecrosia Alta, che sta in collina ed è la parte medievale del territorio. Questa guida spiega cosa vedere, come organizzare tre giorni, dove dormire e come muoversi, con una nota indispensabile su un dettaglio che molti visitatori scoprono solo arrivando.

Il dettaglio da sapere subito: Vallecrosia Alta non è un quartiere del lungomare, ma un borgo a sé, raggiungibile in pochi minuti d’auto o a piedi con un percorso in salita. Chi organizza la giornata senza tenerne conto rischia di perdere la parte più interessante del paese.
Perché scegliere Vallecrosia
Il primo motivo è la doppia anima: mare piano e servizi sul lungomare, borgo medievale con mulattiere e oratori in collina. Si può fare il bagno al mattino e camminare tra gli ulivi nel pomeriggio, senza spostare l’auto.
Il secondo motivo è il clima. La fascia costiera intemelia, con zona climatica C e appena 1.109 gradi giorno, ha inverni miti, gelate deboli e molto rare e nevicate eccezionali: il mare è praticabile da maggio a ottobre, e anche fuori stagione le giornate asciutte non mancano. Per chi viaggia da solo in bassa stagione è un vantaggio concreto.
Il terzo motivo è la posizione. Vallecrosia sta tra Ventimiglia, Bordighera e il confine: in pochi minuti si raggiungono i Balzi Rossi, i giardini Hanbury alla Mortola, Dolceacqua, e in Francia Mentone e la costa azzurra. Chi vuole capire il Ponente estremo ligure trova qui una base tranquilla, meno cara e meno affollata dei centri più noti.
C’è infine un elemento di identità: nel marzo 2026, con un referendum consultivo, la popolazione ha scelto di modificare la denominazione ufficiale del comune in “Vallecrosia al Mare”, con 1.509 voti favorevoli contro 1.284 contrari. Una decisione che dice molto su come il paese intende la propria vocazione turistica e costiera.
Cosa vedere nel centro
Il patrimonio di Vallecrosia è concentrato in due nuclei: il lungomare con le chiese moderne e gli edifici ottocenteschi, e il borgo di Vallecrosia Alta con gli oratori più antichi.
- Chiesa antica di San Rocco, a Vallecrosia al Mare: originariamente dedicata a san Vincenzo, con un primo edificio che potrebbe risalire al X o XI secolo. Dell’antica struttura restano visibili l’abside semicircolare e la volta a botte; fu ampliata nel 1909 grazie al lavoro dei parrocchiani. Conserva un affresco con la Gloria di san Rocco del XVIII secolo e un’ara dedicata al dio Apollo. Tra il 1968 e il 1982 fu sede parrocchiale.
- Chiesa parrocchiale nuova di San Rocco: la prima pietra fu posta il 15 agosto 1976 su disegno dell’architetto Federico Notari, l’edificio in cemento armato a pianta semicircolare fu completato nel 1982 con la consacrazione del 5 giugno. All’interno un crocifisso ligneo realizzato a Ortisei e una tela seicentesca con la Madonna col Bambino e santi, proveniente dalla chiesa antica.
- Chiesa e santuario di Maria Ausiliatrice, presso l’istituto salesiano, edificata tra il 1880 e il 1890.
- Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, a Vallecrosia Alta: origini tardo medievali, rifacimento in stile barocco nel 1737 e facciata decorata nel 1786; della costruzione più antica resta la piccola cappella sul fianco destro della navata, rivestita di mattonelle d’ardesia.
- Oratorio di Santa Maria delle Grazie, a Vallecrosia Alta: eretto nel XII secolo, fu la precedente parrocchiale del borgo; è a navata unica con due cappelle laterali, isolato tra gli ulivi, vicino a una torre d’avvistamento del XVI secolo.
- Oratorio dell’Assunta, del XVII secolo, con un piccolo campanile di forma triangolare, ed ex oratorio di Santa Crescenza, settecentesco e oggi sconsacrato.
Il simbolo del paese sono cinque torri di avvistamento costruite contro le incursioni saracene: il Torrione, visibile dalla costa, sta oggi all’interno delle mura dell’istituto Sant’Anna; una seconda torre si vede lungo la strada che sale da mare al borgo; altre tre case-torri sono nel borgo medievale. Tra gli edifici civili ci sono la Villa Aprosio, ottocentesca, già sede del municipio, e villa Poggio Ponente, costruita nel 1866 da Mrs Boyce con il nome di villa Bella Vista, che ospitò per alcuni anni Elizabeth Bowes-Lyon e la sua famiglia.
Nel borgo di Vallecrosia Alta, l’urbanistica è a pianta triangolare, condizionata da un’ansa del torrente Verbone, con isolati quasi regolari; da qui partono le mulattiere verso Borghetto San Nicolò e Vallebona.
Itinerario di tre giorni
Giorno 1 — Il mare e le chiese del lungomare. Mattina sulla spiaggia e passeggiata lungo la costa; poi la chiesa antica di San Rocco e la parrocchiale nuova, con il santuario di Maria Ausiliatrice. Nel pomeriggio il museo della canzone e della riproduzione sonora, nato dalla collezione del cantante Erio Tripodi, ospitato in una locomotiva FS 835 e in tre vagoni “centoporte”. Sera sul lungomare.
Giorno 2 — Vallecrosia Alta. Salita al borgo medievale: chiesa di Sant’Antonio Abate, oratorio di Santa Maria delle Grazie con la torre d’avvistamento, oratorio dell’Assunta, case-torri e vicoli. Pranzo in collina, poi rientro a piedi verso il mare lungo la strada che collega i due nuclei. È la giornata che richiede più scarpe e meno costume.
Giorno 3 — Il Ponente estremo. Spostamento breve verso Ventimiglia (centro storico, Balzi Rossi, giardini Hanbury alla Mortola) oppure verso Bordighera; in alternativa, entroterra con Dolceacqua e il suo ponte e castello. Chi ha il passaporto a portata di mano può chiudere la giornata a Mentone, a pochi minuti di treno.
Con un solo giorno: mattina a Vallecrosia Alta e pomeriggio al mare. È la combinazione che restituisce meglio il carattere del comune.
Come arrivare e muoversi
Vallecrosia è attraversata dalla strada statale 1 Via Aurelia, che collega verso ovest Camporosso e verso est Bordighera; la strada provinciale 59 sale a San Biagio della Cima attraversando Vallecrosia Alta. In auto si arriva dall’autostrada A10 con le uscite di Ventimiglia o Bordighera, a pochi minuti dal centro.
Sul fronte pubblico, il territorio ha una piccola fermata ferroviaria lungo la linea Genova-Ventimiglia, comoda per gli spostamenti verso Ventimiglia e Bordighera, ed è servito dalla linea filoviaria Sanremo-Ventimiglia, che ricalca il percorso della tranvia Ventimiglia-Bordighera inaugurata nel 1901 e soppressa nel 1936. Per un viaggiatore solitario senza auto è una delle situazioni migliori della zona: treno più filovia coprono quasi tutto il tratto costiero.
Dentro il comune, il punto da chiarire subito è la distanza tra capoluogo e frazione: tra il lungomare e Vallecrosia Alta c’è un dislivello reale, quindi la salita si fa a piedi con calma oppure in auto. Nessun problema, invece, per muoversi nella parte bassa, che è pianeggiante e compatta.
Dove dormire
Vallecrosia non è una località di grandi alberghi: l’offerta è fatta di piccole strutture, bed & breakfast, appartamenti e case per vacanze, con una fascia di prezzi più contenuta rispetto a Bordighera e Sanremo. La scelta tra dormire sul lungomare o in collina cambia molto l’esperienza: sul mare si sta vicini a spiaggia, filovia e servizi; a Vallecrosia Alta si ha silenzio, vista e mulattiere, ma serve un mezzo per gli spostamenti.
Chi viaggia da solo trova conveniente la bassa stagione, quando molte strutture restano aperte e i prezzi scendono. Chi viene in estate dovrebbe prenotare con anticipo, e verificare sempre il parcheggio, perché nella fascia costiera i posti liberi sono pochi. Chi vuole più servizi può valutare Bordighera o Ventimiglia, a pochi minuti di treno o di auto.
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Cibo e specialità locali
Vallecrosia è terra di floricoltura: è la produzione che ha costruito l’economia del comune, insieme a un turismo marino più contenuto. La conseguenza a tavola è una cucina di Ponente legata all’orto e all’oliveto più che al pesce: olive taggiasche, olio extravergine, verdure, focaccia, farinata, e i piatti liguri di sempre come i pansoti con la salsa di noci e il coniglio alla ligure.
Sul fronte dolce c’è una memoria industriale precisa: dal 1943 al 2011 Vallecrosia ha ospitato la sede principale della Fassi, storica azienda di caramelle e affini, poi trasferita a Chiusanico. Nelle botteghe della zona si trovano pasticceria secca e prodotti da forno, oltre a olive e conserve da portare a casa.
Per mangiare, la regola è semplice: i locali sul lungomare lavorano di più in estate e con prezzi da località balneare, mentre nelle strade interne e nel borgo si trovano trattorie più tranquille. A pranzo, nei giorni feriali, cercare i menu del giorno è il modo più economico per mangiare bene viaggiando da soli.
Esperienze e attività
Le attività si dividono tra mare, camminate e territorio. Sul mare: spiaggia, passeggiate lungocosta e, per chi vuole spostarsi, il collegamento con Bordighera e Ventimiglia. A piedi: la salita al borgo di Vallecrosia Alta e le mulattiere verso Borghetto San Nicolò e Vallebona, percorsi brevi ma con panorama sull’intera costa intemelia.
Per chi ama la bicicletta, la pista ciclabile del Ponente ligure permette di collegare i centri costieri; per chi preferisce l’entroterra, la val Nervia con Dolceacqua e Apricale è a pochi chilometri e offre percorsi tra uliveti e borghi. In primavera, la fioritura delle serre e dei campi della Riviera dei Fiori è lo spettacolo locale più caratteristico.
Per chi vuole attività guidate e tour organizzati:
- una ricerca di escursioni nei dintorni
- tour culturali a Vallecrosia
- attività gastronomiche
- walking tour
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Riviera dei Fiori e territorio
Vallecrosia sta al centro del tratto più orientale della Riviera dei Fiori, dove la costa si stringe tra il mare e le prime alture e i confini si fanno vicini.
Bordighera, a est, è la località storica con il lungomare e il centro ottocentesco; Camporosso, a ovest, porta verso la val Nervia; Ventimiglia è la città di riferimento, con il centro storico sull’altra riva del Roia, i Balzi Rossi e i giardini Hanbury alla Mortola; Dolceacqua e Apricale sono i borghi di pietra dell’entroterra, raggiungibili in mezz’ora. Oltre il confine, Mentone è la prima città francese e offre un mercato e un lungomare che meritano la deviazione.
La logica del territorio è semplice: tanti piccoli comuni in pochi chilometri, collegati dalla Via Aurelia e dalla ferrovia. Per un viaggiatore solitario significa poter cambiare scenario ogni giorno senza mai spostare la base.
Gli appunti finali
Tre cose da ricordare. Primo: Vallecrosia ha due parti diverse, e la più caratteristica — il borgo di Vallecrosia Alta — richiede una salita. Secondo: il nome ufficiale è cambiato nel 2026 in Vallecrosia al Mare, quindi alcune indicazioni più vecchie possono risultare disallineate. Terzo: la costa è ben collegata senza auto, ma per il borgo e per l’entroterra serve un mezzo proprio o un po’ di pazienza con i mezzi pubblici.
Da portare: scarpe comode per la salita al borgo, costume e telo mare, cappello per le giornate estive, una giacca leggera per la sera. Fuori stagione, un ombrello: la zona ha piovosità concentrata in autunno e primavera.
Link utili e fonti
- Voce “Vallecrosia” — fonte istituzionale per dati territoriali, monumenti, economia e trasporti.
- Sito del Comune: comune.vallecrosia.im.it — per avvisi, manifestazioni e informazioni sulla nuova denominazione.
- Camporosso in solitaria — il comune vicino, per allungare l’itinerario verso la val Nervia.
- Perinaldo in solitaria — borgo dell’entroterra intemelio, con panorami sull’arco alpino.
- Ceriana in solitaria — guida a questo paese dell’entroterra, per costruire un itinerario più lungo.
I dati su popolazione, altitudine, monumenti, storia ed economia sono tratti dalla voce enciclopedica del comune e dal sito istituzionale. Il referendum sulla denominazione ha avuto luogo il 23 marzo 2026: per gli aggiornamenti ufficiali fa testo il Comune.
Raccomandazioni finali
Vallecrosia è una buona base per un soggiorno lento di due o tre notti: mare, borgo, entroterra e la possibilità di sconfinare in Francia. Chi cerca il mare con la spiaggia sotto casa sceglie la stagione da giugno a settembre; chi preferisce camminare tra borghi e uliveti trova nella primavera e nell’autunno i mesi migliori, con clima mite e prezzi più bassi. Se si ha una sola giornata, si cominci dal borgo di Vallecrosia Alta e si finisca con una passeggiata sul lungomare: in poche ore si capisce perché il paese ha voluto aggiungere “al Mare” al proprio nome.
