Indice dei contenuti
- Arrivare a Treviso in treno: Treviso Centrale
- Centro Storico: Piazza dei Signori, Palazzo dei Trecento e fontana delle Tette
- I Canali di Treviso: Buranelli, Cagnan e Sile
- Cattedrale di San Pietro: gotico, vitale e Tiziano
- Chiesa di San Nicolò: affreschi trecenteschi di Tommaso da Modena
- Museo Santa Caterina: arte e storia trevigiana
- Mura Veneziane: bastioni, passeggiata e parco
- Villa Manfrin: un gioiello di villa veneta
- Isola della Pescheria: il mercato del pesce sull’acqua
- Cibo trevigiano: radicchio, prosecco, tiramisù e pasta e fasioi
- Muoversi a Treviso: bus e trasporti urbani
- Itinerario consigliato: 2 giorni a Treviso
- Esperienze consigliate
Arrivare a Treviso in treno: Treviso Centrale
Treviso in solitaria è una di quelle scoperte che iniziano nel momento in cui il treno attraversa la pianura veneta e, all’improvviso, il profilo della città murata emerge tra i filari di vigneti e campi di radicchio. Treviso — capoluogo della Marca Trevigiana, soprannominato la piccola Venezia per i suoi canali e la sua atmosfera raccolta — è una delle destinazioni più affascinanti del Veneto per chi viaggia da solo: compatta, a misura d’uomo, ricca di arte, storia, gastronomia e perfettamente collegata in treno con le principali città del Nord Italia.
La Stazione di Treviso Centrale (ufficialmente Treviso Centrale, in Piazzale Duca d’Aosta) è il principale scalo ferroviario della città, situato sulla linea Venezia-Udine, con diramazioni per Belluno e Vicenza. La stazione è moderna, ben servita e a circa 15 minuti a piedi dal cuore del centro storico, attraversando il suggestivo Ponte San Francesco che scavalca il fiume Sile. Per chi arriva in treno, i collegamenti sono eccellenti: da Venezia (Venezia Mestre) in soli 30 minuti con i treni regionali sulla linea Venezia-Udine (cadenza ogni 20-30 minuti), da Padova in circa 40 minuti (cambio a Mestre o regionale diretto in alcuni orari), da Belluno in circa 1 ora con i treni regionali che attraversano le Prealpi Venete lungo la valle del Piave (un percorso panoramico mozzafiato). La stazione dispone di biglietteria self-service, bar, tabacchi e fermata dei bus urbani proprio davanti all’ingresso principale.
Centro Storico: Piazza dei Signori, Palazzo dei Trecento e fontana delle Tette
Il cuore di Treviso è Piazza dei Signori, una delle piazze più eleganti del Veneto, dominata da tre edifici simbolo del potere cittadino medievale. La piazza ha una forma irregolare, tipicamente medievale, ed è il punto di ritrovo principale dei trevigiani, con i suoi caffè all’aperto e i portici che la circondano.
Il Palazzo dei Trecento (o Palazzo della Ragione) è l’edificio più antico della piazza, costruito tra il 1184 e il 1268 come sede del Maggior Consiglio della città. La sua facciata è caratterizzata da una serie di finestre gotiche a sesto acuto e da un grande portico a pianterreno con colonne in pietra d’Istria. Il nome deriva dal Consiglio dei Trecento, l’assemblea cittadina che qui si riuniva. Al suo interno si trova il Salone dei Trecento, un vasto spazio decorato con affreschi trecenteschi e stemmi nobiliari, oggi utilizzato per cerimonie ufficiali e mostre. La visita alla sala è possibile durante gli eventi aperti al pubblico.
Accanto sorge il Palazzo del Podestà con la caratteristica Torre dell’Orologio, un’elegante torre civica in stile rinascimentale sormontata da un orologio astronomico del XV secolo. La torre, alta circa 42 metri, è visibile da ogni angolo della piazza e segna il ritmo della vita cittadina con il suo caratteristico rintocco. Alla base della torre si apre il suggestivo passaggio voltato (la cosiddetta Volta del Podestà) che collega Piazza dei Signori con Piazza del Monte di Pietà.
Proprio di fronte al Palazzo dei Trecento si trova la fontana delle Tette (o fontana di Santa Maria delle Tette), così chiamata per la curiosa statua di una donna nuda con i seni scoperti da cui sgorga l’acqua. La fontana originale risale al 1559, voluta dal podestà veneziano Paolo Capello per celebrare l’abbondanza di acqua nella città. Durante il Carnevale, la fontana faceva scorrere vino bianco dal seno destro e vino rosso dal seno sinistro, in una tradizione bacchica che si ripete ancora oggi durante le feste popolari. L’attuale fontana è una copia — l’originale si trova conservata presso il Museo Luigi Bailo — ma resta uno dei simboli più curiosi e amati di Treviso.
I Canali di Treviso: Buranelli, Cagnan e Sile
Treviso è attraversata da una fitta rete di canali che le è valsa il soprannome di Venezia della Terraferma. A differenza della Serenissima, però, qui i canali sono incassati tra le mura medievali e costeggiati da palazzi signorili, creando angoli di rara suggestione, lontani dal turismo di massa.
Il Canale dei Buranelli è il più fotogenico e il più famoso, così chiamato perché un tempo ospitava le barche dei pescatori provenienti dall’isola di Burano, nella laguna veneta, che qui vendevano il loro pesce. Le sue rive sono fiancheggiate da palazzi gentilizi dai colori pastello, con finestre gotiche e piccole logge, che si specchiano nell’acqua color smeraldo. Il ponte in pietra che lo attraversa (Ponte San Francesco) offre una delle viste più iconiche della città, immortalata in migliaia di fotografie.
Il Cagnan è il canale che lambisce il lato orientale del centro storico, alimentato dalle acque del fiume Sile. Il suo nome deriva dal latino cannetum (canneto), per la vegetazione che un tempo ne ricopriva le rive. Oggi il Cagnan attraversa il quartiere di Santa Maria Maggiore, costeggiando l’antica pescheria e l’Isola della Pescheria stessa, creando un percorso pedonale molto piacevole.
Il fiume Sile è il principale corso d’acqua di Treviso, il più lungo risorgiva d’Europa (95 km). Nasce dalle risorgive nella campagna trevigiana e attraversa la città fino a sfociare nella laguna di Venezia. Le sue rive sono state trasformate in un ampio percorso ciclopedonale, il Parco del Sile, che costeggia il fiume per chilometri, ideale per passeggiate e corse. Il Sile è anche navigabile: in primavera e in estate partono da Treviso delle gite in battello che risalgono il fiume fino a Portegrandi, sulla laguna veneta, un’esperienza unica per vedere la città dall’acqua.
Cattedrale di San Pietro: gotico, vitale e Tiziano
La Cattedrale di San Pietro Apostolo (Duomo di Treviso) sorge in Piazza del Duomo, a pochi minuti da Piazza dei Signori, ed è il principale luogo di culto della città. La sua facciata neoclassica, progettata da Giordano Riccati nel 1836, cela un interno di origine paleocristiana, con evidenti stratificazioni gotiche e rinascimentali che testimoniano i quasi duemila anni di storia del sito.
L’interno si presenta a croce latina, con tre navate coperte da volte a crociera gotiche e un presbiterio profondo absidato. La prima impressione è quella di uno spazio verticale e luminoso, grazie alle ampie vetrate istoriate che filtrano la luce naturale. Le colonne, in marmo rosso di Verona e pietra d’Istria, sostengono archi a sesto acuto che creano un ritmo architettonico solenne e armonioso.
L’opera più preziosa conservata nella cattedrale è l’icona della Madonna delle Carceri, un affresco staccato del Trecento che raffigura la Vergine con il Bambino, ritrovato miracolosamente intatto durante la demolizione di una prigione (da cui il nome “delle Carceri”). L’icona è veneratissima dai trevigiani e si trova nella cappella omonima, a destra del presbiterio, decorata con marmi policromi e stucchi barocchi.
Ma il capolavoro assoluto della cattedrale è la Pala dell’Annunciazione di Tiziano Vecellio (1520 circa), conservata nella Cappella dell’Annunziata. Il dipinto, considerato uno dei vertici della maturità artistica del maestro veneto, raffigura l’arcangelo Gabriele che annuncia a Maria la sua divina maternità, sullo sfondo di un paesaggio collinare veneto dai toni caldi e avvolgenti. La luce dorata, la delicatezza dei volti e la maestria cromatica di Tiziano rendono quest’opera un’esperienza imperdibile per ogni appassionato d’arte.
Da non perdere anche il Museo Diocesano, allestito nei locali attigui alla cattedrale (accesso dal chiostro di San Pietro), dove sono esposti paramenti sacri, oreficerie, codici miniati e reperti archeologici provenienti dalle chiese della diocesi di Treviso. L’ingresso alla cattedrale è gratuito, mentre il Museo Diocesano costa 5€ (ridotto 3€ per studenti e over 65).
Chiesa di San Nicolò: affreschi trecenteschi di Tommaso da Modena
La Chiesa di San Nicolò è uno dei gioielli architettonici di Treviso e un capolavoro dell’arte gotica veneta. Costruita a partire dal 1307 dai padri agostiniani, che qui stabilirono il loro convento (oggi sede della Biblioteca Comunale), la chiesa presenta una facciata in laterizio con un elegante rosone centrale e un alto campanile cuspidato che svetta sul centro storico.
L’interno, a tre navate con archi a sesto acuto e volte a crociera in mattoni a vista, è un tripudio di affreschi trecenteschi che ricoprono quasi interamente le pareti. La navata centrale è dominata da un ciclo di affreschi di Tommaso da Modena (pittore emiliano attivo tra il 1320 e il 1375) che raffigura San Nicolò che libera i prigionieri, San Giorgio e il drago e una serie di santi e beati agostiniani ritratti con un realismo sorprendente per l’epoca.
La vera meraviglia della chiesa si trova però nella Cappella di Sant’Orsola, interamente affrescata da Tommaso da Modena tra il 1350 e il 1355 con le Storie di Sant’Orsola e delle undicimila vergini. Il ciclo è considerato uno dei vertici della pittura gotica italiana per la vivacità narrativa, la ricchezza dei dettagli (architetture, vestiti, armi) e l’uso sapiente del colore. Le scene ritraggono il viaggio di Sant’Orsola verso Roma, l’incontro con papa Ciriaco, il martirio a Colonia e la gloria celeste, in una successione di riquadri che anticipano lo stile del primo Rinascimento padovano.
Accanto alla chiesa si trova il Chiostro Agostiniano, un chiostro duecentesco a due ordini di colonne (pianterreno con archi a tutto sesto, piano superiore con loggia aperta), recentemente restaurato e oggi utilizzato per concerti ed eventi culturali. Il chiostro è il luogo ideale per una pausa di silenzio e contemplazione, lontano dal rumore della città moderna. L’ingresso alla chiesa è gratuito, le visite guidate agli affreschi sono disponibili su prenotazione (tour di circa 45 minuti, 8€ a persona).
Museo Santa Caterina: arte e storia trevigiana
Il Museo Civico Santa Caterina è il principale museo d’arte di Treviso, ospitato nell’ex convento delle monache agostiniane di Santa Caterina, un complesso monumentale del Trecento che include una chiesa gotica sconsacrata, un chiostro quattrocentesco e un ampio giardino. Il museo è stato riaperto nel 2017 dopo un lungo restauro che ha restituito alla città uno dei più importanti contenitori culturali del Veneto orientale.
Il percorso espositivo si sviluppa su due piani e copre un arco cronologico che va dall’età altomedievale fino al Novecento. La sezione più importante è quella dedicata all’arte veneta dal Trecento al Cinquecento, con opere di Tommaso da Modena (di cui il museo conserva una ricca collezione di tavole e affreschi staccati), Giovanni Bellini (la Pala dell’Incoronazione della Vergine, 1470 circa), Lorenzo Lotto, Cima da Conegliano, Paris Bordone e il Pordenone.
Completano la visita la sezione archeologica (con reperti romani provenienti dall’antica Tarvisium, dalla necropoli di Santa Maria Maggiore e dai vari scavi urbani), la pinacoteca dell’Ottocento veneto e la sezione del Novecento con opere di Arturo Martini, Gino Rossi e Luigi Serena. Il museo organizza periodicamente mostre temporanee di alto livello.
Il biglietto d’ingresso costa 10€ (intero), 7€ (ridotto per studenti 18-25 anni) e gratuito per under 18 e over 65. Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00, chiuso il lunedì. Per chi viaggia in solitaria, consiglio di dedicare almeno 1 ora e 30 minuti alla visita, approfittando delle audioguide disponibili in italiano e inglese (incluse nel biglietto).
Mura Veneziane: bastioni, passeggiata e parco
Le Mura Veneziane di Treviso sono uno degli esempi meglio conservati di architettura militare rinascimentale in Italia. Costruite tra il 1509 e il 1518 dalla Repubblica di Venezia dopo la guerra della Lega di Cambrai, quando Treviso divenne l’estremo baluardo settentrionale veneziano, le mura si estendono per circa 4 chilometri e mezzo, cingendo completamente il centro storico.
Le mura sono costituite da un imponente terrapieno in laterizio e terra battuta, largo alla base fino a 30 metri, rinforzato da sei bastioni a forma di punta di freccia: Bastione San Marco, Bastione San Paolo, Bastione San Leonardo, Bastione San Bartolomeo, Bastione San Giovanni e Bastione Manzoni. Ogni bastione aveva una funzione difensiva specifica, con cannoniere, casematte e postazioni per le sentinelle. L’unica porta di accesso ancora esistente è Porta San Tomaso (1517), un’imponente struttura in pietra d’Istria decorata con il leone di San Marco, simbolo della Serenissima.
Oggi le mura sono diventate il polmone verde di Treviso. La passeggiata sulle mura è l’attività preferita dai trevigiani: il camminamento superiore, largo in alcuni tratti fino a 5 metri e ombreggiato da alberi secolari (tigli, ippocastani e platani), offre una vista unica sul centro storico da un lato e sulla campagna trevigiana dall’altro. Il percorso completo è di circa 5,5 chilometri e si percorre a piedi in 1 ora e 30 minuti — o in bicicletta in circa 30 minuti.
Ai piedi del Bastione San Marco si estende il Parco delle Mura, un ampio spazio verde attrezzato con panchine, giochi per bambini e un chiosco, ideale per una pausa rilassante durante la visita. In estate il parco ospita il Treviso Suona Festival, con concerti gratuiti all’aperto.
Villa Manfrin: un gioiello di villa veneta
A pochi chilometri dal centro di Treviso, lungo la strada per Sant’Artemio, si trova Villa Manfrin, conosciuta anche come Villa Manfrin Venier, una delle più belle ville venete della Marca Trevigiana. Costruita nel XVI secolo dalla famiglia Manfrin, ricchi mercanti veneziani di origine bergamasca, la villa è un esempio perfetto di architettura rinascimentale veneta ispirata ai modelli palladiani, anche se la paternità dell’opera non è attribuibile direttamente ad Andrea Palladio.
La villa si presenta come un blocco compatto a pianta rettangolare, con una facciata tripartita da lesene ioniche e un timpano triangolare sormontato da statue allegoriche che rappresentano l’Agricoltura, la Giustizia e la Generosità. Il corpo centrale è affiancato da due ali laterali più basse (le barchesse), originariamente destinate ai contadini e ai depositi agricoli, secondo la tradizione delle ville venete.
L’interno conserva affreschi del Settecento di Giovanni Battista Canal (nipote del più celebre Canaletto) e di Francesco Fontebasso, con scene mitologiche e allegorie della Prosperità. La cappella privata, dedicata a San Giovanni Battista, è decorata con stucchi e dipinti di scuola veneta.
Oggi Villa Manfrin è di proprietà privata e non è sempre aperta al pubblico, ma è possibile visitarla in occasione di eventi speciali (le Giornate FAI d’Autunno e di Primavera) o su prenotazione per gruppi organizzati. La villa è circondata da un giardino all’italiana con siepi di bosso, alberi secolari e una limonaia, che si può ammirare anche dall’esterno, oltrepassando il cancello principale. Per raggiungerla dal centro, si può prendere l’autobus di linea 4 o 8 (fermata Sant’Artemio, 15 minuti dalla stazione).
Isola della Pescheria: il mercato del pesce sull’acqua
L’Isola della Pescheria (o Pescheria di Treviso) è uno dei luoghi più caratteristici e fotografati della città. Si tratta di un’isola artificiale di forma pressoché triangolare situata nel bel mezzo del canale Cagnan, collegata alle rive da due ponticelli pedonali in pietra. Dal 1893 ospita l’antico mercato del pesce (in dialetto trevigiano “a Pescaria”), che si tiene ogni mattina dal martedì alla domenica, dalle 7:00 alle 14:00 circa.
L’isola è coperta da una tettoia in ferro battuto e vetro di gusto ottocentesco, sostenuta da colonnine in ghisa. Sotto i portici, le bancarelle espongono il pescato fresco della laguna veneta e dell’Alto Adriatico: sogliole, orate, branzini, seppie, gamberi, vongole, cozze, ma anche il tradizionale baccalà e le sarde in saor.
Oltre al pesce, intorno all’isola si trovano piccole botteghe, bar e ristoranti che servono piatti a base di pesce fresco, ideali per una pausa pranzo durante la visita. La specialità da provare assolutamente è il baccalà mantecato alla trevigiana (diverso dalla versione vicentina, più cremoso e delicato) servito su crostini di polenta bianca. Il baccalà mantecato costa circa 8-10€ al piatto nelle osterie della zona.
L’Isola della Pescheria è raggiungibile a piedi in 5 minuti da Piazza dei Signori, attraversando via Calmaggiore e il Ponte San Francesco. Il mercato è un’esperienza sensoriale unica: il vociare dei venditori, l’odore del mare, il riflesso dell’acqua sui banchi di marmo e il viavai di trevigiani che fanno la spesa creano un’atmosfera autentica e vivace che è il contrario del turismo di massa.
Cibo trevigiano: radicchio, prosecco, tiramisù e pasta e fasioi
La cucina trevigiana è una delle più ricche e autentiche del Veneto, e per un viaggiatore in solitaria rappresenta un viaggio nel gusto da non perdere. Ecco i quattro pilastri della gastronomia locale che dovete assolutamente provare.
Il Radicchio Rosso di Treviso IGP è il re della cucina trevigiana, un prodotto unico al mondo con il marchio di Indicazione Geografica Protetta. Il radicchio tardivo (quello della varietà a cespo lungo, detto “radicchio di Treviso precoce” o “tardivo”) viene coltivato con un metodo tradizionale che prevede l’imbianchimento in acqua di risorgiva. Si mangia crudo in insalata (con olio extravergine di oliva e scaglie di grana), grigliato (come contorno per carni e pesci), saltato in padella con pancetta e persino nei risotti. Il piatto più famoso è il risotto al radicchio di Treviso e Asiago DOP, una delizia cremosa e leggermente amarognola che si trova in tutte le osterie del centro, a prezzi tra i 12 e i 16€.
Il Prosecco Superiore DOCG è il vino simbolo delle colline trevigiane, prodotto sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene (patrimonio UNESCO dal 2019), a circa 30 minuti da Treviso. A Treviso città, il prosecco si degusta in versione “spumante” (metodo charmat) o “tranquillo” (fermo), sia come aperitivo (l’aperol spritz con prosecco è un rito quotidiano) sia in abbinamento ai piatti di pesce e ai formaggi. Il prezzo di un calice di prosecco in un bar del centro varia dai 4 ai 6€.
Il Tiramisù è forse il dolce italiano più conosciuto al mondo, e le sue origini sono contese tra Treviso e il Veneto. La versione più accreditata lo vuole nato negli anni Sessanta presso il ristorante Le Beccherie di Treviso (in via Isola di Mezzo, nell’omonima via del centro storico), grazie allo chef-ingegnere Roberto “Loli” Linguanotto. La ricetta originale trevigiana prevede solo sei ingredienti: uova fresche, zucchero, mascarpone, caffè espresso, savoiardi e cacao amaro. Oggi il ristorante Le Beccherie è ancora aperto e serve il tiramisù secondo la ricetta originale, al prezzo di circa 8€ a porzione.
La Pasta e Fasioi (pasta e fagioli) è il comfort food per eccellenza della tradizione trevigiana. A differenza della versione più liquida di altre regioni, la pasta e fasioi trevigiana è cremosa e densa, quasi un minestrone ristretto, preparata con fagioli borlotti, pasta mista (spesso gli strozzapreti o le maltagliati), pomodoro, sedano, carota, cipolla e un filo d’olio extravergine d’oliva. Il segreto trevigiano è la salsiccia (di maiale o di cinghiale) che viene rosolata e poi cotta insieme ai fagioli, dando al piatto un sapore affumicato e avvolgente. Si trova in tutte le osterie tradizionali, a prezzi tra i 10 e i 14€ al piatto.
Per un pasto completo da viaggiatore solitario, consiglio le osterie storiche come Osteria al Vecio Raldo (via Pescatori, 8 — menzione speciale per il baccalà mantecato), Osteria al Duomo (via Dei Carretti, 8 — risotto al radicchio eccezionale) e Osteria dell’Accademia (via Genova, 23 — pasta e fasioi da manuale). I prezzi medi per un pasto completo (antipasto, primo, acqua e caffè) si aggirano tra i 25 e i 40€.
Muoversi a Treviso: bus e trasporti urbani
Treviso è una città compatta e perfettamente percorribile a piedi. Il centro storico, racchiuso all’interno delle mura veneziane, si attraversa da un’estremità all’altra in circa 20-25 minuti a piedi. Ma per chi ha poco tempo o vuole raggiungere le frazioni periferiche (come Villa Manfrin o il parco di Sant’Artemio), il trasporto pubblico urbano è efficiente e ben organizzato.
I bus urbani di Treviso sono gestiti da MOM (Mobilità di Marca, ex ACTT), la società di trasporto pubblico della provincia di Treviso. La rete comprende 18 linee urbane che coprono tutto il territorio cittadino e collegano la stazione con i principali punti di interesse. Le linee più utili per il turista sono:
- Linea 1: Stazione FS — Centro — Ospedale Ca’ Foncello (passa per Piazza dei Signori)
- Linea 4: Stazione FS — Sant’Artemio (Villa Manfrin, carcere giudiziario)
- Linea 8: Stazione FS — San Paolo — Santa Maria del Rovere
- Linea 9: Stazione FS — Canizzano — Fiera di Treviso
La fermata principale per i bus urbani è Viale Cadorna, proprio di fronte all’uscita principale della Stazione Treviso Centrale. Il biglietto singolo costa 1,30€ (valido 70 minuti, con possibilità di coincidenze), il biglietto giornaliero (Biglietto Giornaliero Urbano) costa 3,50€ (illimitato per 24 ore su tutte le linee urbane). I biglietti si acquistano presso le tabaccherie autorizzate, le rivendite MOM o tramite l’app MOM App (disponibile per iOS e Android). La biglietteria MOM alla stazione è aperta dal lunedì al sabato, 7:00-19:00.
Per chi preferisce la bicicletta, Treviso è una città bike-friendly con numerose piste ciclabili (circa 50 km di percorsi) e il servizio di bike sharing MOMbike, con stazioni in Viale Cadorna (stazione), in Piazza dei Signori e al Parco delle Mura. Il costo è di 2€ per singola corsa o 12€ per l’abbonamento settimanale.
Itinerario consigliato: 2 giorni a Treviso in solitaria
Giorno 1 — Il cuore storico e i canali
Arrivo in mattinata a Treviso Centrale. Dalla stazione, attraversate a piedi il Ponte San Francesco sul Sile e raggiungete Piazza dei Signori per ammirare il Palazzo dei Trecento e la Torre dell’Orologio. Visitate la suggestiva fontana delle Tette e perdetevi tra i portici di Via Calmaggiore (la via dello shopping trevigiano). Pranzo all’Isola della Pescheria con un piatto di baccalà mantecato (8-10€). Nel pomeriggio, visita alla Cattedrale di San Pietro per ammirare l’icona della Madonna delle Carceri e la Pala di Tiziano (ingresso gratuito). Proseguite lungo il Canale dei Buranelli, il più fotogenico della città, e percorrete le Mura Veneziane fino al Bastione San Marco con vista sulla campagna trevigiana. Cena in un’osteria del centro: provate la pasta e fasioi e un calice di prosecco.
Giorno 2 — Chiesa di San Nicolò e dintorni
Mattinata alla Chiesa di San Nicolò per gli affreschi di Tommaso da Modena (1 ora, ingresso gratuito). Visita al Museo Santa Caterina (10€, 1 ora e 30 minuti). Pranzo con un risotto al radicchio di Treviso (12-16€) in un’osteria vicino al Duomo. Nel pomeriggio, se il tempo lo permette, gita a Villa Manfrin con bus linea 4 dalla stazione (15 minuti, biglietto 1,30€). In alternativa, per gli amanti della natura, escursione lungo il Parco del Sile in bicicletta (bike sharing MOMbike, 2€ la corsa). Prima di partire, dulcis in fundo: un tiramisù originale da Le Beccherie (8€) in via Isola di Mezzo, proprio dove è nato il dolce più famoso del mondo. Partenza nel tardo pomeriggio dalla Stazione Treviso Centrale.
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