Riccò del Golfo in solitaria: guida pratica

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La chiesa di Santa Croce del borgo di Riccò
La chiesa di Santa Croce a Riccò del Golfo di Spezia

Perché scegliere Riccò del Golfo

Riccò del Golfo di Spezia è un comune di circa 3.600 abitanti nel cuore della Val di Vara, a 148 metri d’altitudine e a pochi chilometri dal capoluogo spezzino. Per chi viaggia da solo è una base non scontata ma razionale: sei a metà strada tra il Golfo e le Cinque Terre, con Riomaggiore e Vernazza tra i comuni confinanti, e i costi della notte restano ben più bassi che nei borghi di mare. Il nome approfondisce bene questa vocazione: secondo un’ipotesi deriva da «ricovero», secondo un’altra da «rì» (rio) e «cò» (capo), cioè «caput rivi», testa del corso d’acqua — entrambe rimandano all’antica funzione del borgo come ospizio della pieve di Pignone, luogo di sosta per viandanti che risalivano dall’interno ligure verso l’alta Toscana, e per te oggi è esattamente la stessa cosa: un punto d’appoggio tranquillo da cui irradiarsi.

La pagina che segue organizza una gita di tre giorni senza auto sempre necessaria, con priorità concrete: dove posare la testa, quali borghi e santuari riuscire a vedere, e come gestire i collegamenti pubblici tra valle e costa.

Cosa vedere nel centro

Il capoluogo si esplora in mezza giornata. Partenza dalla chiesa parrocchiale di Santa Croce, costruita nel Quattrocento e rifatta verso il 1639, che custodisce un pregevole bassorilievo del XVIII secolo; attiguo, il vecchio camposanto abbandonato negli anni Trenta, che conserva il fascino dei luoghi di memoria dimenticati. Accanto alla parrocchiale si apre l’oratorio di Nostra Signora della Neve, che occupa il posto dell’antico hospitale: ti trovi quindi davanti all’eredità diretta della funzione originaria di Riccò come stazione di sosta sui confini antichi della strada che portava in Toscana.

Nel corso degli anni il capoluogo si è arricchito di tutti i servizi pratici: poste, farmacia, tabaccheria, bar e negozi di alimentari, per cui ti conviene qui caricare di tutto prima di dedicarti alle escursioni del pomeriggio o alle frazioni più remote.

Itinerario di tre giorni

Giorno 1: arrivo, sistemazione e passeggiata nel capoluogo: Santa Croce, gli oratori, la piazza. Pomeriggio al santuario dell’Agostina, che raggiungi a piedi da Valdipino in mezza oretta salendo su una strada comunale tranquilla: il piazzale regala una vista impressionante su Riccò e sulle sue frazioni, fino ai monti apenninici e al Golfo della Spezia. La storia del santuario è unica: il 10 maggio 1531 la contadina Agostina Bernabone vide un bagliore su un castagno e vi trovò un quadretto della Madonna, che la mattina dopo era tornato sul punto della prima apparizione; la chiesa fu innalzata in pochi mesi e le venne assegnato il nome della fondatrice, anche se l’intitolazione originale era la Madonna di Loreto.

Giorno 2: le frazioni rurali. Riccò ne conta ben quindici, e non puoi pretendere di vederle tutte in un solo giorno; concentrati su Ponzò, borgo fortificato medievale costruito a cerchi concentrici attorno al castello di cui restano solo tracce, con la chiesa di San Bartolomeo ricca di motivi protoromanici; poi Valdipino e Casella, centri storici di tessitura familiare e di scalpellini che hanno lavorato la pietra arenaria per scolpire i portali di tutti i borghi della valle, e dove si possono ancora vedere i mulini e i frantoi. A Valdipino si trova la chiesa di San Giovanni Battista, le cui prime notizie risalgono al 1318, con un affresco del Cinquecento e una fonte battesimale in marmo del 1460.

Giorno 3: il trekking per la costa. Il sentiero CAI n. 7 dal capoluogo risale alla sella della Cigoletta e poi scende verso San Bernardino e Vernazza: tieni presente che il tratto alto è sentiero di esperti, quindi valuta le tue gambe e le condizioni del tracciato prima di imbarcarti; chi vuole la via più metodica può salire fino a Cigoletta (607 m) e tornare indietro. In caso di meteo incerto, sostituisci con Il santuario di San Gottardo sul monte omonimo, costruito intorno al 1650 sopra le fondamenta di un antico edificio, forse un castello, visitato quasi esclusivamente per il belvedere.

Come arrivare e muoversi

Da La Spezia si arriva in macchina attraverso la valle del Vara in 15-20 minuti: percorri la Via aurelia / Val di Vara direzione Pignone, e scolpita verso Riccò che si apre nel fondovalle del torrente omonimo. In treno, il capolinea pratico è La Spezia: la provincia della Spezia è attraversata dalle linee di Golfo e di Val di Vara, e da lì proseguendo con autobus di ATC con orario variabile tra estate e inverno, quindi evita di pianificare con lo stesso orario trovato nel mese di aprile. Riccò non è un tappe lungo una linea a frequenza fissa: consultati con gli orari aggiornati e, soprattutto, fissa il rientro, perché dopo le 19 i passaggi diventano rari. Se arrivi diretto per il trekking di ritorno dalle Cinque Terre, consulta lo stato di apertura del tracciato n. 7 sul sito del Parco nazionale delle Cinque Terre: qualche tratto può essere chiuso o in deroga.

Dove dormire

Tre notti in struttura centrale qui valgono più di una stessa spesa verso il mare: le sistemazioni nel capoluogo si appoggiano su turismo rurale, B&B e agriturismi delle frazioni, mentre sulla costa i prezzi salgono e fuori stagione possono essere proibitivi per chi viaggia da solo. Verifica il parcheggio, il silenzio della strada nella zona e la politica di cancellazione: in autunno potresti decidere di spostare una giorno senza complicazioni.

Cibo e specialità locali

L’area è quella ligure-emiliana dell’interno, quindi il menù è molto più vario rispetto alla semplice distinzione focaccia-pesto: trofie al pesto, panissa, farinata, torte di verdure, funghi dei boschi della media valle e piatti di carne da allevamenti locali. Vale la pena cercare una trattoria che prepara i piatti della tradizione contadina della Val di Vara; i ristoranti che cucinano secondo i canoni della valle sono una scelta più affidabile dei locali del lungomare. Per scegliere al meglio, chiedi sul posto: gli abitanti indirizzano sempre verso il bar o la trattoria giusta.

Esperienze e attività

Puoi confrontare tour culturali a Riccò del Golfo, attività gastronomiche e walking tour: link affiliati GetYourGuide. Controlla lingua, durata, punto di ritrovo e politica di cancellazione nella scheda di ogni attività.

Per l’escursionismo qui servono scarpe buone e acqua: i sentieri del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara attraversano boschi di latifoglie con un dislivello a tratti notevole; il tracciato CAI n. 7 che collega alla Cigoletta è classificato EE, cioè per escursionisti esperti, per una buona ragione. In alternativa, un giro tra i borghi di Ponzò e Carpena può essere fatto con attrezzatura di sicurezza, ma tieni a mente che l’estate ha notti corte e l’inverno porta umidità e nebbia in fondovalle.

Val di Vara e territorio

Il territorio comunale — 37,76 km², circa il doppio della superficie del vicino comune di Beverino — è attraversato dal torrente Riccò, affluente del Vara, e il paesaggio ne segue il fondo vallivo. Il paesaggio è quello dell’interno ligure: castagneti e boschi di latifoglie attorno alle quindici frazioni, oliveti a terrazza e presenza di lavorazione locale della lavagna. La struttur di territorio ha mantenuto forti caratteri rurali: fino al 1806 Riccò, Ponzò, San Benedetto e Carpena erano comuni separati, e quell’autonomia passata ha lasciato chiese, mulini, frantoi e una varietà di vicoli voltati, case-torre e portali di pietra che oggi sono l’immagine forse più caratteristica dell’intero comune.

Una nota storica fu visibile anche nell’epoca più contemporanea: nel 1943 Riccò ospitò il quartier generale del generale Erminio Rovida, con la 105ª Divisione fanteria «Rovigo», fino all’armistizio dell’8 settembre, quando il comando fu sciolto e uno dei primi centri della Resistenza locale; la popolazione ricevette la medaglia di bronzo al valor militare nel 2018 per il soccorso dato ai militari e ai sinistrati dopo l’8 settembre 1943.

Fonti ufficiali: Comune di Riccò del Golfo — sito ufficiale.

Altri itinerari: Follo in solitaria · Ameglia in solitaria · Vezzano Ligure in solitaria.

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Raccomandazioni finali

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