Reykjavik in solitaria è un’esperienza che ogni viaggiatore indipendente dovrebbe vivere almeno una volta nella vita. La capitale più settentrionale del mondo (64°08′ N, a soli 200 chilometri dal Circolo Polare Artico) è molto più che un punto di partenza per esplorare le meraviglie naturali dell’Islanda: è una città vibrante, creativa e sorprendentemente cosmopolita, dove il calore umano contrasta con il clima artico e dove anche il viaggiatore solitario si sente subito a casa. Reykjavik è compatta, sicura, percorribile a piedi e ricca di contrasti: accanto alle case di lamiera ondulata del XIX secolo sorgono edifici di vetro e acciaio disegnati dai più grandi architetti contemporanei; il rumore delle acque geotermiche che riscaldano la città si mescola al suono del jazz nei locali del porto; e la sera, se il cielo è limpido, l’aurora boreale può fare capolino persine sopra i tetti della città. Se hai già visitato Oslo in solitaria e Copenaghen in solitaria, o se stai pensando a un grande tour scandinavo che includa anche Tórshavn in solitaria, Reykjavik è una tappa imprescindibile. In questa guida ti accompagnerò alla scoperta della capitale islandese, con consigli pratici su arrivo, spostamenti, cosa vedere, dove mangiare e come organizzare le escursioni imperdibili nei dintorni.
Indice dell’articolo
- Arrivare a Reykjavik: aeroporto di Keflavík e Flybus
- Muoversi a Reykjavik senza auto: bus e piedi
- Hallgrímskirkja: la chiesa che domina la città
- Harpa Concert Hall: architettura di ghiaccio e luce
- Laugavegur e il centro: street art, design e shopping
- Sun Voyager e la costa: una passeggiata indimenticabile
- Perlan e la vista panoramica sulla baia
- Blue Lagoon: il bagno geotermico più famoso al mondo
- Golden Circle: Gullfoss, Geysir e Þingvellir
- Aurora boreale a Reykjavik: dove e quando vederla
- Dove mangiare in solitaria: hot dog e pesce islandese
- Street art e cultura alternativa a Reykjavik
- Consigli finali per Reykjavik in solitaria
Arrivare a Reykjavik: aeroporto di Keflavík e Flybus
La quasi totalità dei viaggiatori arriva a Reykjavik via l’Aeroporto Internazionale di Keflavík (KEF), situato a circa 50 chilometri a sud-ovest del centro città. Keflavík non è l’aeroporto di Reykjavik (quello interno è l’aeroporto di Reykjavik, RKV, usato per voli domestici e per le Fær Øer e la Groenlandia), ma è lo scalo principale per tutti i voli internazionali, ben collegato al centro da efficienti servizi di bus navetta. Il più famoso e conveniente è il Flybus, il servizio ufficiale di trasferimento aeroportuale gestito da Reykjavik Excursions. Il Flybus parte ogni 30-60 minuti in coincidenza con gli arrivi dei voli, costa circa 3.400 ISK (circa 22-25 EUR) a tratta e impiega circa 45 minuti per raggiungere la stazione centrale degli autobus di Reykjavik (BSÍ, accanto al campeggio Reykjavik). Da BSÍ, il Flybus offre anche il servizio di shuttle gratuito verso la maggior parte degli hotel del centro. In alternativa al Flybus, c’è il Airport Direct e il Strætó bus numero 55 (molto più economico, circa 1.700 ISK, ma più lento e con meno corse). Per il viaggiatore solitario, il Flybus è la scelta migliore: comodo, affidabile e ben segnalato. Una volta sull’autobus, il paesaggio che si apre è già un’anticipazione di ciò che ti aspetta: distese di lava ricoperte di muschio, montagne lontane, fattorie isolate e, all’orizzonte, l’oceano. Non serve noleggiare un’auto a Reykjavik: la città è piccola e camminabile, e per le escursioni fuori porta ci sono tour organizzati con prelievo in hotel.
Muoversi a Reykjavik senza auto: bus e piedi
Reykjavik è una città estremamente compatta. Il centro storico, compreso tra il lago Tjörnin, la collina di Hallgrímskirkja e il vecchio porto, si percorre comodamente a piedi in 15-20 minuti da un capo all’altro. Per gli spostamenti verso quartieri più lontani (come Laugardalur, dove si trovano Perlan e la piscina geotermica), c’è il servizio di autobus pubblici Strætó, che copre tutta l’area metropolitana con una rete di linee efficienti. Un biglietto singolo costa circa 490 ISK (3-4 EUR) ed è valido per 75 minuti con tutti i cambi del caso. Se prevedi di muoverti molto, conviene la carta di ricarica Klapp, un’app che funziona come un portafoglio elettronico per i bus. Il sistema è semplice: sali, mostri il biglietto digitale al conducente e via. Non esistono tornelli né controlli ossessivi, ma le multe per chi viaggia senza biglietto sono salate. Per chi arriva in solitaria e vuole un’esperienza più flessibile, molti tour operator offrono il pickup direttamente in hotel o in punti di incontro centrali, come il Bus Stop di Harpa o il BSÍ. Reykjavik è anche una città perfetta per la bicicletta: diverse cycle lane attraversano il centro e ci sono noleggi economici (circa 3.000-5.000 ISK al giorno). La sicurezza è eccellente: Reykjavik è considerata una delle città più sicure al mondo, con un tasso di criminalità tra i più bassi d’Europa, il che la rende ideale per il viaggio in solitaria anche in orari serali.
Hallgrímskirkja: la chiesa che domina la città
Impossibile non notarla: l’Hallgrímskirkja (Chiesa di Hallgrímur) svetta sulla collina centrale di Reykjavik con il suo profilo inconfondibile, visibile da ogni angolo della città. Progettata dall’architetto statale Guðjón Samúelsson nel 1937 e completata solo nel 1986 (ci vollero quasi 50 anni per finirla!), la chiesa è un capolavoro dell’architettura espressionista che si ispira alle colonne di basalto delle montagne islandesi, come quelle di Svartifoss o della costa di Reynisfjara. La facciata è un susseguirsi di colonne di cemento bianco che si alzano verso il cielo come un organo di basalto, culminando in una guglia alta 74,5 metri che la rende la chiesa più alta d’Islanda. All’interno, l’atmosfera è spoglia e luterana: poche decorazioni, un pavimento di piastrelle bianche, un soffitto a volta, e l’incredibile organo a canne costruito dalla ditta tedesca Johannes Klais di Bonn, con 5.275 canne, inaugurato nel 1992. Ogni giorno alle 12:00 si tiene un breve concerto d’organo gratuito, e durante l’estate ci sono concerti serali regolari. Il vero motivo per salire fino a Hallgrímskirkja è però la torre panoramica. Con un biglietto di circa 1.000 ISK (7-8 EUR) e una rapida ascensore, si arriva alla piattaforma di osservazione da cui si gode una vista a 360 gradi su Reykjavik, il fiordo Faxaflói e le montagne della penisola di Snæfellsnes all’orizzonte. È il posto migliore per orientarsi appena arrivati: da quassù si riconoscono facilmente la sagoma di vetro di Harpa, la linea della costa, le montagne variopinte di Esja e, nelle giornate limpide, il ghiacciaio Snæfellsjökull. Davanti alla chiesa si trova la statua di Leif Erikson, il navigatore vichingo che scoprì l’America 500 anni prima di Colombo, donata dagli Stati Uniti all’Islanda nel 1930 in occasione del millenario dell’Alþingi.
Harpa Concert Hall: architettura di ghiaccio e luce
A pochi minuti a piedi da Hallgrímskirkja, sul lungomare del vecchio porto, sorge l’Harpa Concert Hall and Conference Centre, uno degli edifici più straordinari del XXI secolo. Inaugurato nel 2011, progettato dall’architetto danese Henning Larsen in collaborazione con l’artista islandese Ólafur Elíasson (famoso per le sue installazioni climatiche e luminose), Harpa è un parallelepipedo di vetro e acciaio che sembra fluttuare sulla superficie del porto. La facciata è composta da migliaia di pannelli di vetro geometrici — ispirati alla colonna basaltica Kalélundur — che cambiano colore e riflessi in base all’ora del giorno e alle condizioni meteorologiche: al mattino è argentea, al tramonto diventa dorata, la sera si illumina di led blu, verdi e viola. Entrare è sempre gratuito: il grande atrio (il Kaldalón, o “Lago Freddo”) è uno spazio pubblico aperto tutti i giorni, con caffetteria, negozio di design e mostre temporanee. L’acustica della sala principale (Eldborg, 1.800 posti) è considerata tra le migliori al mondo, grazie alle pareti rivestite di pannelli di legno di betulla rossa disegnati per diffondere il suono in modo naturale. Harpa ospita la Icelandic Symphony Orchestra, concerti di musica classica, jazz, pop e rock, oltre a conferenze e festival. Persino se non assisti a uno spettacolo, vale la pena visitarlo per ammirare l’architettura e godersi la vista sul porto e sul monte Esja dalla terrazza esterna. Fotografi, preparatevi: Harpa è probabilmente l’edificio più fotografato d’Islanda.
Laugavegur e il centro: street art, design e shopping
Laugavegur è la via principale dello shopping e della vita notturna di Reykjavik. Il nome significa letteralmente “Strada del Bagno” — un tempo conduceva alle sorgenti calde dove le donne della città lavavano i panni — e oggi è un vivace boulevard pedonale di circa un chilometro e mezzo, fiancheggiato da negozi di design islandese, gallerie d’arte, librerie, caffetterie, ristoranti e locali. Laugavegur è anche il cuore della street art di Reykjavik: i muri laterali delle case sono decorati con murales di artisti locali e internazionali, alcuni giganteschi, altri nascosti nei vicoli. Tra i più famosi, il murale di Guido van Helten sulla parete del negozio di dischi Lucky Records (un ritratto di donna islandese con il vento tra i capelli), e il colorato intervento di Sara Riel su Hverfisgata. A pochi passi da Laugavegur si trova il Lago Tjörnin, il laghetto centrale dove in inverno si pattina sul ghiaccio e in estate si prendono il sole i cittadini, circondato dalle case del parlamento e dal municipio (Ráðhús), costruito nel 1992 su pilastri che sembrano farlo galleggiare sull’acqua. Skólavörðustígur, la strada che sale verso Hallgrímskirkja, è un’altra arteria piena di fascino: qui si trovano le icone Buttercup Cafe e Bæjarins Beztu Pylsur (ne parleremo nella sezione cibo) e uno dei murales più instagrammati: la facciata della casa arcobaleno di Skólavörðustígur 53, un arcobaleno dipinto sul muro che sembra incorniciare la chiesa sullo sfondo. Per il viaggiatore solitario, Laugavegur è il posto giusto per fare amicizia: i locali sono aperti a conversazioni informali, i bar offrono birra artigianale islandese (prova la Einstök o la Kaldi) e l’atmosfera è rilassata e cosmopolita. Da non perdere la Kolaportið Flea Market, il mercatino delle pulci nel vecchio porto, aperto nei fine settimana: un tripudio di maglioni di lana islandese (lopapeysa), dischi in vinile, libri antichi, pesce secco e la mitica hákarl (squalo fermentato) — da assaggiare con cautela!
Sun Voyager e la costa: una passeggiata indimenticabile
Proseguendo verso la costa dal centro, lungo la passeggiata di Sæbraut che costeggia il porto, si incontra uno dei monumenti più celebri d’Islanda: Sólfar, conosciuto in tutto il mondo come il Sun Voyager (o “Viaggiatore del Sole”). Realizzato dallo scultore Jón Gunnar Árnason nel 1990 per celebrare il bicentenario di Reykjavik, il Sun Voyager è un’imponente scultura in acciaio inox che raffigura lo scheletro di una nave vichinga — un drakkar — proteso verso il sole come un sogno di scoperta e di libertà. L’artista la descrisse come “una nave dei sogni, un poeta dell’oceano” e la collocò sulla riva del Faxaflói perché sembrasse spinta verso il mare dalla brezza artica. È il luogo prediletto per i tramonti islandesi: d’estate, con il sole che non tramonta mai del tutto (il famoso sole di mezzanotte islandese), il Sun Voyager si staglia contro un cielo rosso e oro, e le sue linee d’acciaio sembrano incendiarsi. In inverno, sullo sfondo di un’alba tardiva o di un tramonto anticipato, offre una cornice perfetta per le foto di viaggio. Da qui parte anche la suggestiva passeggiata costiera che in estate si può percorrere fino a Grótta, il faro all’estremità della penisola di Seltjarnarnes, ideale per osservare uccelli marini e, se sei fortunato, l’aurora boreale riflessa sull’acqua.
Perlan e la vista panoramica sulla baia
Un’altra tappa imperdibile è il Perlan (letteralmente “La Perla”), un edificio futuristico situato sulla collina di Öskjuhlíð, a circa 20 minuti a piedi dal centro o 10 minuti di bus (linee 12, 13 e 18). Il Perlan è una delle attrazioni più innovative di Reykjavik: costruito nel 1991 sopra sei serbatoi di acqua calda geotermica (ancora funzionanti, con una capacità di 4 milioni di litri ciascuno), l’edificio è sormontato da una cupola di vetro che ospita un ristorante girevole, un bar e una terrazza panoramica a 360 gradi. Al suo interno si trovano diverse attrazioni: il Museo delle Meraviglie Naturali dell’Islanda (perfetto per capire la geologia unica del paese), una grotta di ghiaccio artificiale lunga 100 metri — che riproduce le grotte di ghiaccio del ghiacciaio Vatnajökull — un planetario con spettacolo sull’aurora boreale (molto suggestivo, dura circa 30 minuti e proietta filmati reali dell’aurora su una cupola), e un osservatorio con una spettacolare vista sulla baia di Reykjavik, sulla catena montuosa di Esja e, nelle giornate limpide, sul ghiacciaio Snæfellsjökull, reso celebre dal romanzo Viaggio al centro della Terra di Jules Verne. Il biglietto combinato costa circa 4.500 ISK (30-35 EUR) e include tutte le attrazioni. Se vuoi risparmiare, puoi salire gratuitamente alla terrazza (che non è girevole ma è panoramica) e ammirare il panorama. Il Perlan è anche un ottimo posto per un caffè o un pasto: il ristorante Panorama offre cucina islandese con una vista mozzafiato. D’inverno, con la neve tutt’intorno e la luce soffusa del tramonto polare, il Perlan sembra un igloo tecnologico sospeso tra cielo e terra.
Blue Lagoon: il bagno geotermico più famoso al mondo
Impossibile parlare di Reykjavik e Islanda senza menzionare la Blue Lagoon (Bláa Lónið in islandese), la spa geotermica più iconica e fotografata del pianeta. Situata a circa 50 minuti da Reykjavik (e a soli 20 minuti dall’aeroporto di Keflavík), sulla penisola di Reykjanes, la Blue Lagoon è un’oasi di acqua termale di colore azzurro latteo, circondata da vasti campi di lava ricoperti di muschio. Le acque della laguna provengono dalla centrale geotermica di Svartsengi, alimentata da fluido geotermico che emerge dal sottosuolo a una temperatura di circa 240 °C. Una volta passato attraverso gli scambiatori di calore per produrre elettricità, l’acqua si raffredda e viene convogliata nella laguna artificiale, dove si mantiene a una temperatura costante di 37-39 °C. La composizione unica di silice, alghe e minerali (con una concentrazione di silice di circa 130-150 mg/l) conferisce all’acqua il suo caratteristico colore opalescente e proprietà benefiche per la pelle. Si dice che l’acqua della Blue Lagoon aiuti a trattare la psoriasi e altre condizioni dermatologiche. L’esperienza include l’ingresso alla laguna, la possibilità di applicarsi la maschera di fango di silice (distribuita gratuitamente in apposite stazioni galleggianti), un beverage di benvenuto e l’uso di asciugamano in cotone biologico. Se vuoi concederti un extra, puoi prenotare un massaggio in acqua, un trattamento viso al fango di alghe o cenare al ristorante Lava, che offre piatti gourmet islandesi con vista sulla laguna. La Blue Lagoon è costosa (l’ingresso base parte da circa 60-70 EUR, fino a oltre 400 EUR per il pacchetto Retreat Spa), ma è un’esperienza che vale il prezzo, specialmente se ci vai al tramonto o in inverno con la neve tutt’intorno e i capelli che ghiacciano mentre il corpo è immerso nell’acqua calda. Prenota sempre in anticipo: la Blue Lagoon è spesso esaurita con settimane di anticipo, specialmente in alta stagione (giugno-agosto). Molti tour combinano la visita con il Golden Circle (vedi sotto), e alcuni tour operator offrono il trasferimento diretto da e per l’aeroporto, così puoi visitarla il giorno dell’arrivo o della partenza.
Golden Circle: Gullfoss, Geysir e Þingvellir
Il Golden Circle (o Circolo d’Oro) è l’escursione più classica e popolare da Reykjavik, un itinerario di circa 300 chilometri che in un’unica giornata racchiude tre delle meraviglie naturali più spettacolari dell’Islanda. Si può affrontare con un tour organizzato (consigliatissimo per il viaggiatore solitario: prelievo in hotel, guida che spiega geologia e storia, e nessun problema con la guida in condizioni estreme) o noleggiando un’auto. Le tre tappe sono:
1. Þingvellir (Thingvellir) — Parco Nazionale e Sito UNESCO
A circa 45 minuti da Reykjavik, il Parco Nazionale di Þingvellir è un luogo di straordinaria rilevanza storica e geologica. Qui dal 930 al 1798 si riuniva l’Alþingi, il più antico parlamento d’Europa ancora in attività. Ma Þingvellir è anche il punto in cui la dorsale medio-atlantica emerge dal mare: camminerai letteralmente tra le placche tettoniche nordamericana ed eurasiatica, che si allontanano di circa 2 cm all’anno, creando un canyon di basalto di incredibile bellezza. Il sentiero principale (Almannagjá) conduce attraverso la gola fino alla cascata Öxarárfoss, che precipita tra le pareti di roccia.
2. Geysir e Strokkur — La Valle dei Geyser
A circa 40 minuti da Þingvellir si trova l’area geotermica di Geysir (Haukadalur), la valle che ha dato il nome a tutti i geyser del mondo. Il grande Geysir, documentato per la prima volta nel 1294 e attivo fino agli inizi del Novecento, oggi erutta raramente (qualche volta all’anno durante terremoti). Ma il suo vicino Strokkur è eccezionalmente regolare: ogni 5-10 minuti lancia un getto d’acqua bollente a 20-30 metri di altezza, preceduto da un caratteristico rigonfiamento azzurro della superficie. È uno spettacolo ipnotico: aspetti, conti i secondi, e poi boom — una colonna d’acqua e vapore esplode verso il cielo. La zona è disseminata di altre pozze di acqua bollente, fumarole e sorgenti colorate che ricordano un paesaggio alieno.
3. Gullfoss — La Cascata d’Oro
Ultima tappa del Golden Circle, a pochi chilometri da Geysir, Gullfoss (“Cascata d’Oro”) è una delle più spettacolari d’Europa. Il fiume Hvítá si getta in un canyon profondo 70 metri con un doppio salto totale di 32 metri (prima 11, poi 21 metri), creando una cortina d’acqua e nebbia che, nelle giornate di sole, produce arcobaleni continui. Il sentiero conduce a una piattaforma che ti porta letteralmente a pochi metri dal precipizio: l’odore dell’acqua, il rombo assordante e la sensazione di potenza pura ti riempiono di meraviglia. In inverno, la cascata ghiaccia parzialmente, creando un panorama fiabesco di ghiaccio azzurro. La storia di Gullfoss è anche una storia di coraggio: nei primi del Novecento, la proprietaria Sigríður Tómasdóttir minacciò di gettarsi nella cascata pur di impedire la costruzione di una diga che l’avrebbe distrutta, riuscendo a salvarla.
Molti tour del Golden Circle includono anche una quarta tappa, come la visita a una fattoria di cavalli islandesi (i famosi cavalli a cinque andature, con il caratteristico passo tolt) o una sosta a Faxi (una cascata minore ma molto suggestiva) o a Skálholt, l’antica sede vescovile islandese. La durata del tour è di circa 7-8 ore. Il tour del Golden Circle abbinato alla Blue Lagoon è probabilmente la scelta migliore per chi ha pochi giorni a disposizione.
Aurora boreale a Reykjavik: dove e quando vederla
Uno dei motivi principali per cui molti viaggiatori scelgono Reykjavik in solitaria è il sogno di vedere l’aurora boreale (Aurora Borealis, in islandese Norðurljós, “Luci del Nord”). L’Islanda è uno dei posti migliori al mondo per osservare questo fenomeno, grazie alla sua posizione sub-artica (tra i 63° e i 66° di latitudine nord) e alla bassa densità di popolazione, che garantisce cieli bui. La stagione dell’aurora va da settembre a marzo, con picco tra ottobre e febbraio, quando le notti sono più lunghe e il cielo è più scuro. A Reykjavik, l’aurora è visibile anche dal centro nelle notti di forte attività geomagnetica (indice Kp 4-5 o superiore), ma è molto meglio allontanarsi dall’inquinamento luminoso della città. I punti di osservazione consigliati vicino a Reykjavik includono la penisola di Seltjarnarnes (raggiungibile a piedi in 40 minuti dal centro, con il faro di Grótta), la collina di Öskjuhlíð (dove sorge il Perlan), la spiaggia di Nauthólsvík (raggiungibile in 15 minuti di bus) e le campagne della penisola di Reykjanes. Per massimizzare le probabilità, ti consiglio di prenotare un tour guidato (vedi la sezione GYG sopra con il tour aurora con fotografo professionista): le guide monitorano le previsioni del vento solare e dell’indice Kp, scelgono la posizione migliore ogni sera e ti portano lontano da qualsiasi fonte luminosa. Inoltre, avere un fotografo a bordo è un enorme vantaggio: fotografare l’aurora non è semplice (richiede lunghe esposizioni, treppiede e impostazioni manuali della fotocamera), e le foto professionali che riceverai alla fine del tour saranno un ricordo indelebile. L’aurora è un fenomeno imprevedibile: a volte si presenta come una debole luminescenza verdastra, altre volte come cortine danzanti di luce verde, viola e rossa che sembrano avvolgere il cielo. Alcuni sostengono di aver sentito un lieve fruscio durante l’aurora — non è scientificamente provato, ma ci sono testimonianze storiche fin dai tempi dei Vichinghi. Preparati psicologicamente a un’esperienza quasi mistica: vedere l’aurora boreale per la prima volta è qualcosa che non si dimentica.
Dove mangiare in solitaria: hot dog e pesce islandese
Mangiare da soli a Reykjavik è piacevole e senza imbarazzo: la cultura islandese è informale e i locali sono abituati a vedere viaggiatori solitari ai tavoli. Ecco i piatti e i posti da non perdere:
Bæjarins Beztu Pylsur — L’hot dog islandese più famoso d’Islanda è un’istituzione nazionale. Questo chiosco storico (aperto dal 1937) si trova all’angolo tra Tryggvagata e Pósthússtræti, a pochi passi dal porto, e serve quello che Bill Clinton (sì, l’ex presidente USA) ha definito “il miglior hot dog del mondo”. Il segreto? Il panino è leggermente dolce, la salsiccia è un mix di agnello islandese, maiale e manzo, e i condimenti includono ketchup, senape, salsa remoulade, cipolla cruda e cipolla fritta croccante. Ordina “eina með öllu” (“una con tutto”) per la versione completa: costa circa 500 ISK (3,5-4 EUR) ed è il pasto più economico di Reykjavik. Una coda perpetua di turisti e locali ne testimonia la fama.
Pesce fresco islandese — L’Islanda è circondata da alcuni dei mari più pescosi del mondo, e la qualità del pesce è eccezionale. Prova il harðfiskur (merluzzo o eglefino essiccato, servito con burro — un antipasto proteico tradizionale), la plokkfiskur (zuppa di merluzzo, patate e besciamella, un comfort food tipico e molto economico, perfetto per una cena in solitaria) e naturalmente il langoustine (scampi islandesi), considerati tra i migliori al mondo. Tra i ristoranti consigliati per il viaggiatore solitario: Icelandic Street Food (nel centro, con zuppa di pesce e plokkfiskur serviti in un ambiente informale), Messinn (specializzato in pesce fritto in padella con verdure e patate, porzioni generose), Sjávargrillið (più raffinato, con menu degustazione di pesce). Per un’esperienza autentica, prova il kjötsúpa (zuppa di agnello, verdure e patate) — è il piatto nazionale islandese, caldo e nutriente, perfetto per riscaldarsi dopo una giornata di escursioni. Al supermercato, da non perdere lo skyr, un latticino simile allo yogurt ma più denso e proteico, disponibile in moltissimi gusti: è la colazione degli islandesi.
Reykjavik per i vegetariani: anche se la cucina islandese è tradizionalmente a base di pesce e agnello, negli ultimi anni la scena vegetariana è cresciuta molto. Prova Kaffi Vinyl (un caffè-ristorante con vinili, vegano e vegetariano), Glo (cibo crudista e biologico) o Mama Reykjavik (street food messicano-islandese con opzioni vegane).
Street art e cultura alternativa a Reykjavik
Reykjavik ha una vivace scena di street art e cultura alternativa che merita di essere esplorata, soprattutto dal viaggiatore solitario che ama scoprire l’anima più autentica delle città. Oltre ai murales di Laugavegur (di cui abbiamo già parlato), ti segnalo alcune zone e opere imperdibili. Il quartiere di Grandi, il vecchio porto industriale, è oggi un distretto creativo in piena evoluzione: magazzini riconvertiti in studi di artisti, gallerie, birrerie artigianali e il suggestivo Marshall House, un ex magazzino di stoccaggio del pesce trasformato in spazio espositivo che ospita la galleria d’arte contemporanea i8, la Kling & Bang Gallery e lo studio dell’artista Ragnar Kjartansson. Passeggiare tra i container e i capannoni decorati con graffiti è un’esperienza che ricorda la Berlino degli anni 2000. Hverfisgata è un’altra strada ricca di arte di strada: il murale del cantante islandese Björk (realizzato dall’artista brasiliano Paulo Vitale) e l’enorme faccia di donna serena dipinta da Sara Riel sono tra i più fotografati. Per chi ama la scena musicale, Reykjavik è leggendaria: è la città che ha prodotto Björk (ovviamente), Sigur Rós, múm e Of Monsters and Men. I locali della scena indie si concentrano su Laugavegur e nelle traverse: Húrra, Kaffibarinn (con il famoso logo rosso e bianco) e Tjarnarbíó sono i posti giusti per ascoltare concerti emergenti. Non perdere il Reykjavik Art Museum (con tre sedi: Hafnarhús al porto, Kjarvalsstaðir vicino al laghetto e Ásmundarsafn nella periferia) che raccoglie la migliore arte contemporanea islandese. E ogni estate, dal 2004, il Reykjavik Arts Festival invade la città di installazioni, performance e concerti in luoghi insoliti (chiese, piscine, fabbriche abbandonate).
Consigli finali per Reykjavik in solitaria
Prima di concludere, ecco alcuni consigli pratici che ti aiuteranno a goderti Reykjavik in solitaria senza intoppi.
Vestiti a strati. Il clima islandese è famigerato per la sua imprevedibilità: in una sola ora puoi passare dal sole alla pioggia, dal vento alla nebbia. Il segreto è vestirsi a strati (maglia termica, pile, giacca impermeabile e antivento), con scarpe impermeabili e antiscivolo — le strade di Reykjavik possono essere scivolose, specialmente d’inverno. Non dimenticare cappello, guanti e sciarpa, anche in estate.
Carta di credito ovunque. In Islanda non si usa praticamente più il contante. Puoi pagare tutto con la carta di credito (Visa e Mastercard sono accettate ovunque, anche per acquisti di poche centinaia di corone). Tieni la carta contactless sempre a portata di mano.
Acqua del rubinetto. L’acqua del rubinetto in Islanda è tra le più pure al mondo: proviene direttamente da sorgenti e falde geotermiche, non è trattata con cloro ed è perfettamente potabile. Porta una borraccia riutilizzabile e riempila gratuitamente: risparmierai e ridurrai la plastica.
Piscine geotermiche. Oltre alla Blue Lagoon, Reykjavik ha una rete di piscine pubbliche geotermiche (la più famosa è Laugardalslaug, nel quartiere di Laugardalur) dove gli islandesi si incontrano per socializzare, rilassarsi e chiacchierare. L’ingresso costa circa 1.100 ISK (8 EUR), hai accesso a vasche all’aperto a diverse temperature, sauna e bagno turco. È un’esperienza culturale islandese autentica quanto l’aurora boreale.
Golden Circle con GYG. Come abbiamo visto sopra, il tour combinato con Blue Lagoon e Golden Circle è l’opzione migliore per ottimizzare tempo e risorse. Prenota con largo anticipo su GetYourGuide (codice partner KV4TJYS) per assicurarti il posto, specialmente in alta stagione.
Lingua. Quasi tutti parlano un ottimo inglese, quindi nessun problema di comunicazione. Imparare qualche parola di islandese è comunque apprezzato: takk (grazie), já (sì), nei (no), gjörðu svo vel (prego), skál (salute!) e góðan dag (buon giorno) sono le basi.
Connessione internet. L’Islanda ha una delle migliori coperture internet al mondo. Il Wi-Fi è gratuito e veloce in tutti i bar, ristoranti, hotel e persino nei bus a lunga percorrenza. Considera anche l’acquisto di una eSIM islandese all’arrivo in aeroporto, se vuoi essere sempre connesso.
In sintesi, Reykjavik in solitaria è un’esperienza che unisce il fascino di una capitale nordica creativa e sicura con la possibilità di esplorare alcuni dei paesaggi più spettacolari del pianeta — cascate, geyser, lagune geotermiche e aurore boreali — il tutto senza bisogno di un’auto e con una facilità di spostamento che pochi altri luoghi al mondo possono offrire. Se hai già visitato Oslo in solitaria e Copenaghen in solitaria, o se stai pianificando un tour nordico che includa anche Tórshavn in solitaria, Reykjavik ti sorprenderà per la sua atmosfera accogliente, la sua energia creativa e la straordinaria natura che la circonda. Góða ferð! (Buon viaggio!)
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