Ci sono destinazioni che sembrano sospese tra due mondi, dentro un confine invisibile che è insieme geografico e culturale. Melilla in solitaria è esattamente questo: una città spagnola sulla costa africana, una delle due exclave iberiche nel continente nero insieme a Ceuta, un luogo dove l’Europa incontra l’Africa in un abbraccio fatto di modernismo catalano, fortezze cinquecentesche, spiagge mediterranee e mercati dove risuonano arabo, berbero e spagnolo. Con una popolazione di circa 85.000 abitanti, Melilla si estende per circa 12 chilometri quadrati sulla punta nord-orientale del Marocco, affacciata sul Mar Mediterraneo e a meno di 150 chilometri dalla costa spagnola peninsulare.
Visitare Melilla in solitaria significa intraprendere un viaggio peculiare, diverso da qualsiasi altra meta europea. Ci si arriva via mare — il traghetto è l’unico modo per raggiungerla senza passare dalla frontiera marocchina — e già l’approdo in porto è un’esperienza che profuma di avventura. La città è sicura, camminabile, ricca di storia e sorprendentemente poco conosciuta dal turismo di massa. Qui troverai la seconda più alta concentrazione di edifici modernisti di tutta la Spagna — dopo Barcellona — firmati dal geniale Enrique Nieto, e una città vecchia fortificata che è un capolavoro dell’ingegneria militare del Cinquecento. E poi ci sono le spiagge, il porto animato, le tapas che fondono tradizione spagnola e berbera, e una luce africana che tinge tutto di colori caldi e intensi.
In questa guida completa per Melilla in solitaria troverai tutto ciò che ti serve: come arrivare in traghetto da Malaga, Almeria e Motril, cosa vedere quartiere per quartiere, dove mangiare tra habas, cuscus e gazpacho, come muoverti con gli autobus urbani linea 1-5 e quali tour prenotare per non perderti nulla. Se stai organizzando un itinerario più ampio tra Spagna peninsulare e Nordafrica, dai un’occhiata anche alla nostra guida su Ceuta in solitaria, l’altra enclave spagnola, e a Malaga in solitaria per il principale porto di imbarco.
Indice dei contenuti
- Arrivare a Melilla in traghetto: Malaga, Almeria e Motril
- Muoversi a Melilla: bus urbani linea 1-5
- Melilla la Vieja: la cittadella fortificata con 4 recinti
- Museo di Melilla: archeologia e arte modernista
- Plaza de España e il modernismo di Enrique Nieto
- Cattedrale di Melilla: storia e fede
- Parque Hernández: giardino botanico modernista
- Torre de la Vela e il panorama sul Mediterraneo
- Monte Coronado: il balcone naturale su Melilla
- Spiagge di Melilla: San Lorenzo, Hipica e Aguadú
- Il Porto di Melilla: cuore pulsante della città
- Cucina melillense: tapas, habas, cuscus berbero e gazpacho
- Itinerario consigliato per Melilla in solitaria
Arrivare a Melilla in traghetto: Malaga, Almeria e Motril
Raggiungere Melilla senza auto è possibile esclusivamente via mare o via aerea (c’è un aeroporto con voli da Malaga, Madrid e Barcellona con Air Nostrum e Iberia). Ma per il viaggiatore solitario che ama l’approccio lento, il traghetto è la scelta più romantica e avventurosa. La traversata in traghetto è già parte del viaggio: ore sospesi sul Mediterraneo, con la costa andalusa che si allontana e quella africana che emerge all’orizzonte.
Tre sono i porti peninsulari collegati a Melilla. Malaga (tratta operata da Trasmediterranea e Baleària): la traversata veloce in aliscafo impiega circa 5 ore e mezza, mentre il traghetto convenzionale (nave più grande con cabine) impiega fino a 8 ore. È il collegamento più frequentato e offre partenze quasi quotidiane. Il biglietto di sola andata per un passeggero senza auto costa tra 45 e 75 EUR a seconda della stagione. È possibile imbarcare un bagaglio di dimensioni standard senza sovrapprezzo e acquistare pasti a bordo nella caffetteria della nave. Partenze solitamente al mattino presto (intorno alle 8:00) e in tarda serata (intorno alle 22:00).
Almeria (Baleària): la traversata è più breve, circa 4 ore in aliscafo, con biglietti a partire da 40 EUR. Il porto di Almeria è raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Almeria con un breve bus-navetta, e la città stessa merita una visita pre-partenza — ne parliamo nella guida su Almeria in solitaria. Motril (porto di Granada, Baleària): tratta stagionale (principalmente estiva) con 3 ore di traversata in aliscafo. Motril è un piccolo porto commerciale, ma rappresenta l’opzione più rapida se arrivi da Granada o dalla Costa Tropical.
Tutte le compagnie richiedono di presentarsi al porto almeno 60-90 minuti prima della partenza per il check-in e i controlli di sicurezza, che includono il passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio (Melilla è territorio spagnolo ma extra-Schengen per alcuni aspetti doganali). Durante la bassa stagione ti consiglio di prenotare con almeno una settimana di anticipo; in estate anche con un mese, perché i melillensi della diaspora tornano a casa e i posti volano.
Muoversi a Melilla: bus urbani linea 1-5
Melilla è una città compatta: il centro storico e la maggior parte delle attrazioni turistiche sono raggiungibili a piedi. Tuttavia, per raggiungere le spiagge più lontane o salire al Monte Coronado, il bus urbano è comodo ed economico. La rete di autobus è gestita da Cooperativa Ómnibus de Melilla (COMSA) e conta cinque linee principali numerate da 1 a 5, che coprono l’intero territorio comunale.
La linea 1 collega il centro (Plaza de España) al Barrio del Real, passando per il porto e la stazione marittima. La linea 2 parte da Plaza de España e attraversa il quartiere modernista fino a raggiungere la periferia ovest. La linea 3 è la più utile per chi arriva in traghetto: collega la Estación Marítima (il terminal traghetti) con il centro città, passando per la Puerta de Melilla. La linea 4 collega il centro con il Barrio de la Victoria e il Monte Coronado: se non hai voglia di camminare in salita, questa è la tua linea per il panorama dall’alto. La linea 5 è la più importante per il turista balneare: parte dal centro e arriva fino alla Playa de Aguadú, passando per la Playa de San Lorenzo e la Playa de la Hípica. Il biglietto singolo costa circa 1,10 EUR (2026). Esiste anche un abbonamento giornaliero (tarjeta día) a circa 3 EUR che permette viaggi illimitati su tutte le linee. A bordo si paga in contanti o con la carta contactless (Visa/Mastercard). Le corse sono frequenti ogni 15-20 minuti nei giorni feriali, ridotte nei festivi.
Melilla la Vieja: la cittadella fortificata con 4 recinti
Melilla la Vieja è il cuore storico della città, una monumentale fortezza costruita tra il XVI e il XVIII secolo sulla penisola che domina il porto. È considerata una delle più imponenti fortificazioni spagnole al di fuori della penisola iberica, con una superficie di oltre 30.000 metri quadrati distribuita su quattro recinti concentrici che salgono dal livello del mare fino alla cima del promontorio.
Il Primer Recinto ospita il porticciolo peschereccio e il Fossato di San Felipe, un profondo canale che isolava la fortezza dalla terraferma. Qui si trovano il Baluarte de San Francisco e le vecchie scuderie. Il Segundo Recinto è il cuore della cittadella: lo attraversi entrando dalla Puerta de la Marina, un’imponente porta in pietra che introduce a una piazza interna con la chiesa di Nuestra Señora de la Victoria, costruita nel 1600, con la sua bella cupola azulejada e l’altare barocco. Da qui puoi salire al Tercer Recinto, dove sorge il Baluarte de la Concepción, oggi sede del Museo di Melilla.
Il Cuarto Recinto, il più alto e il più interno, custodisce la Torre de la Vela e il vecchio aljibe (cisterna) che garantiva l’approvvigionamento idrico in caso di assedio. Passeggiare tra le mura di Melilla la Vieja è un’esperienza che ti trasporta indietro nel tempo: camminamenti di ronda con feritoie per moschetti, polveriere restaurate, cortili militari dove un tempo sfilavano le guarnigioni spagnole e oggi si tengono concerti estivi. La vista dal camminamento sul porto, sulle spiagge di San Lorenzo e sulla costa marocchina è spettacolare, specialmente al tramonto.
Museo di Melilla: archeologia e arte modernista
All’interno del Baluarte de la Concepción, nel Tercer Recinto di Melilla la Vieja, si trova il Museo di Melilla (Museo de Melilla), una delle istituzioni culturali più importanti della città. Il museo si sviluppa su tre piani e un terrazzo panoramico. Al piano terra, la sezione archeologica raccoglie reperti che coprono oltre 3.000 anni di storia: manufatti fenici provenienti dagli scavi della vicina isola di Alborán, ceramiche puniche, monete romane dell’epoca di Augusto (la città romana di Rusaddir sorgeva qui), gioielli bizantini e una splendida collezione di ceramiche islamiche del periodo almohade e nasride.
Il primo piano è dedicato alla storia militare di Melilla, con diorami, uniformi e documenti d’archivio che raccontano gli assedi, le battaglie e la vita quotidiana della guarnigione spagnola nei secoli. Il secondo piano ospita la sezione modernista, con dipinti, sculture e arredi di artisti locali e spagnoli del primo Novecento, tra cui opere di Enrique Nieto, Bertuchi e José Suárez. Da non perdere il terrazzo superiore, da cui si gode una delle migliori viste sull’intero complesso fortificato e sul mare. L’ingresso è gratuito per i cittadini dell’Unione Europea, aperto dal martedì alla domenica, chiuso il lunedì.
Plaza de España e il modernismo di Enrique Nieto
Plaza de España è il salotto buono di Melilla, una piazza alberata e ariosa al confine tra la città vecchia e l’Ensanche modernista. Qui si concentra il meglio dell’architettura modernista melillense, con Enrique Nieto come protagonista assoluto. Nieto, nato a Barcellona nel 1880, fu allievo diretto di Antoni Gaudí nella costruzione del Palazzo Güell e della Sagrada Família, prima di trasferirsi a Melilla nel 1909 per sfuggire alla crisi dell’edilizia barcellonese. In pochi anni divenne l’architetto comunale e plasmò l’intero volto architettonico della città, firmando oltre 900 edifici che oggi fanno di Melilla la seconda città spagnola per numero di opere moderniste dopo Barcellona.
Sulla piazza si affacciano alcuni dei suoi capolavori. Il Gran Teatro Venta El Gallo (oggi in ristrutturazione) è un edificio liberty con decorazioni floreali in ferro battuto e rilievi in ceramica smaltata che rappresentano scene teatrali. La Casa Melul è forse l’edificio più fotografato di Melilla: una residenza del 1915 con facciata curveggiante, balconi in ferro forgiato con motivi vegetali e un coronamento merlato che ricorda i palazzi arabi reinterpretati in chiave modernista. Altre architetture imperdibili sono il Banco de España (ora sede culturale) e il Palacio de la Asamblea (il municipio), dove si fondono elementi neobarocchi e liberty.
Passeggiare per le strade del centro — Avenida Juan Carlos I, Calle Gral Marina, Calle Pablo Vallescá — significa camminare in un museo a cielo aperto di facciate pastello, vetrate artistiche, ghirlande di pietra e balconi in ferro battuto che si contendono l’attenzione del viaggiatore solitario a ogni angolo.
Cattedrale di Melilla: storia e fede
La Cattedrale di Melilla, ufficialmente Concatedral de la Purísima Concepción, sorge in Plaza de la Catedral, a pochi passi dalla Plaza de España e da Melilla la Vieja. Costruita tra il 1657 e il 1747 sui resti di una precedente chiesa rinascimentale, la cattedrale è un edificio dalle forme sobrie rispetto agli sfarzi modernisti che la circondano: facciata in stile neoclassico con due torri campanarie simmetriche, un rosone centrale e un portico a tre archi sostenuto da colonne tuscaniche.
L’interno è a pianta basilicale con tre navate separate da archi su pilastri, con cappelle laterali che custodiscono opere d’arte sacra: un bel retablo barocco dell’altare maggiore in legno dorato, una statua della Purísima Concepción del XVIII secolo e un crocifisso ligneo di scuola sivigliana. La cattedrale è concattedrale della Diocesi di Málaga (condivide la sede episcopale con la Cattedrale di Malaga). La visita richiede circa 20-30 minuti. L’ingresso è gratuito, aperto al mattino per la messa e al pomeriggio per le visite turistiche. È un luogo intimo e tranquillo, perfetto per un momento di raccoglimento lontano dal caldo africano.
Parque Hernández: giardino botanico modernista
Il Parque Hernández è il polmone verde di Melilla, un giardino pubblico di circa 3 ettari situato nel cuore del quartiere modernista, tra la Plaza de España e la Cattedrale. Progettato a inizio Novecento dall’architetto Fernando Hernández (da cui prende il nome), il parco è un piccolo capolavoro di architettura del paesaggio in stile modernista: vialetti sinuosi bordati da palme, ficus monumentali, buganvillee rampicanti, aiuole geometriche e un laghetto artificiale con ninfee e pesci rossi. Al centro del parco troneggia un monumentale chiosco in ferro battuto e vetro colorato, opera di Enrique Nieto, che ospita eventi e concerti estivi.
Il parco è un vero e proprio giardino botanico con specie provenienti da tre continenti: dalla palma delle Canarie (Phoenix canariensis) al falso pepe peruviano, dal cedro del Libano al drago delle Canarie. È il luogo ideale per una pausa all’ombra durante le ore più calde: le panchine in ferro battuto sotto gli alberi offrono refrigerio mentre il rumore della città sembra improvvisamente lontano. Il parco è frequentato da famiglie locali, studenti che studiano all’aperto e pensionati che giocano a carte. Per il viaggiatore solitario è un’oasi di pace, un angolo dove leggere, scrivere o semplicemente osservare la vita melillense scorrere con lentezza africana.
Torre de la Vela e il panorama sul Mediterraneo
All’interno del Cuarto Recinto di Melilla la Vieja si erge la Torre de la Vela, il punto più alto della fortezza e il miglior belvedere sull’intera città. Costruita nel XVI secolo come torre di avvistamento e difesa, la Torre de la Vela prende il nome dalla campana (vela) che suonava per avvisare la guarnigione dell’arrivo di navi nemiche. Oggi è il simbolo più riconoscibile di Melilla, con la sua silhouette tozza e squadrata che domina il profilo della città.
Salire i gradini in pietra fino alla cima della torre è un rito obbligato per ogni viaggiatore solitario. Il panorama a 360 gradi è mozzafiato: a nord il Mar Mediterraneo che si perde all’orizzonte, a est il porto con i traghetti attraccati e la diga foranea, a sud il Monte Coronado e le colline del Marocco che degradano verso l’interno, a ovest il profilo della città moderna con i suoi edifici modernisti che brillano nella luce africana. È il posto perfetto per il tramonto, quando il sole tinge di arancio e rosa il mare e le mura della fortezza proiettano ombre lunghe sulla città. L’accesso alla torre è incluso nel biglietto per Melilla la Vieja, aperto tutti i giorni fino al tramonto.
Monte Coronado: il balcone naturale su Melilla
Se la Torre de la Vela offre il miglior panorama sulla città storica, il Monte Coronado (85 metri sul livello del mare) regala la vista più ampia sull’intero territorio melillense e sulla costa marocchina circostante. Questa collina, situata a sud-est del centro, è un piccolo polmone naturale e un sito archeologico di interesse: sulla sua sommità sono stati trovati resti di un insediamento fenicio del VII secolo a.C., tra i più antichi del Nordafrica.
Per salire al Monte Coronado si può prendere il bus linea 4 fino al capolinea Barrio de la Victoria e da lì proseguire a piedi per circa 10 minuti in salita, oppure affrontare la camminata dal centro (circa 30 minuti a piedi) attraverso il quartiere di la Victoria. In cima ti attendono una piccola area picnic, panchine e un mirador attrezzato con pannelli informativi che identificano i punti di interesse: a ovest la laguna di Mar Chica, a est il promontorio del Cabo de Tres Forcas, a nord l’intera conurbazione di Melilla e il porto. La vista al tramonto è spettacolare, con il sole che cala dietro le montagne del Rif marocchino. Porta con te acqua e protezione solare: il sole africano non perdona e sulla cima non c’è ombra.
Spiagge di Melilla: San Lorenzo, Hipica e Aguadú
Melilla, nonostante le sue dimensioni ridotte, vanta un bel tratto di costa con tre spiagge principali che offrono qualcosa di diverso per ogni tipo di viaggiatore solitario.
La Playa de San Lorenzo è la spiaggia urbana per eccellenza: un lungo arenile di sabbia scura (tipicamente vulcanica, comune a tutta la costa nordafricana) che si estende per circa 1,5 chilometri dal porto fino alla foce del Río de Oro. È la spiaggia più comoda perché raggiungibile a piedi dal centro in 10-15 minuti, attrezzata con docce, bagni, chiringuiti (bar sulla spiaggia) e noleggio ombrelloni e lettini. Bandiera blu, acque generalmente calme e fondale digradante dolcemente. Perfetta per una nuotata rinfrescante dopo una mattinata di visite culturali. La Playa de la Hípica si trova subito dopo San Lorenzo, leggermente più piccola e meno affollata, frequentata soprattutto dalle famiglie locali. Il nome deriva dal vicino ippodromo, che durante l’estate organizza corse di cavalli.
La Playa de Aguadú (o Aguadú Beach) è la più selvaggia e spettacolare delle tre. Situata all’estremità orientale della città, oltre l’ippodromo, si raggiunge con il bus linea 5 fino al capolinea. È una spiaggia di scogli e piccole calette incastonate tra scogliere scure, con un fondale che scende rapidamente e un’acqua incredibilmente trasparente, quasi caraibica. Qui le onde sono più vivaci e l’atmosfera è decisamente più rilassata: niente ombrelloni a noleggio, ma solo il rumore del mare e il profumo della salsedine. Dalla scogliera soprastante parte un sentiero pedonale che costeggia il mare fino alla vecchia batteria militare di Aguadú, oggi abbandonata, da cui la vista sulla costa marocchina è mozzafiato. Il tramonto ad Aguadú è uno dei momenti più magici che Melilla possa offrire a chi viaggia da solo.
Il Porto di Melilla: cuore pulsante della città
Il Porto di Melilla (Puerto de Melilla) è molto più di un semplice terminal traghetti: è il cuore pulsante della città, il punto di incontro tra il Melillense che arriva dalla penisola e il viaggiatore che parte per l’avventura. Il porto si estende su una superficie di circa 30 ettari ed è composto da tre bacini principali: il Muelle Comercial (dove attraccano i traghetti passeggeri), il Muelle Pesquero (il porticciolo dei pescherecci) e il Muelle de Ribera (la zona degli yacht e delle barche da diporto).
Per il viaggiatore solitario, il porto è il primo e l’ultimo impatto con la città. Appena sbarcato, la Estación Marítima (terminal passeggeri) è moderna e ben organizzata, con bar, tabacchino e un punto informazioni turistiche. Da qui, la linea 3 del bus ti porta in centro in 5 minuti, oppure puoi camminare lungo il Muelle de Ribera — una passeggiata piacevole che costeggia il porto turistico con le barche a vela, i ristoranti di pesce e le terrazze all’aperto dove la sera si riuniscono gli abitanti per la tradizionale paseo. Passeggiare sul molo la sera, con le luci del porto che si riflettono sull’acqua scura e il rumore delle onde contro la diga foranea, è un’esperienza quasi ipnotica per il viaggiatore solitario.
Cucina melillense: tapas, habas, cuscus berbero e gazpacho
La cucina di Melilla è uno dei punti di forza della città, un delizioso crogiolo di tradizioni spagnole e nordafricane che si fondono in piatti unici e saporiti per il palato del viaggiatore solitario. Mangiare a Melilla è un’avventura in sé, tra bar de tapas, ristoranti di pesce e chiringuiti sulla spiaggia.
La tradizione delle tapas è fortissima, eredità andalusa. Quasi ogni bar offre una tapas gratuita con ogni consumazione (vino, birra o soft drink), una consuetudine che qui viene presa molto sul serio. Le tapas spaziano dalle classiche patatas bravas alla tortilla, dal jamón serrano ai montaditos di lomo, fino a specialità locali come il pulpo a la gallega e le gambas al ajillo.
Le habas (fave) sono un piatto tipico melillense: fave stufate lentamente con aglio, cumino, coriandolo, pomodoro e peperoncino, servite come tapas fumanti o come contorno a piatti di carne. È un piatto semplice ma dal sapore profondo, che rivela l’influenza della cucina sefardita e berbera. Le habas a la melillense sono ormai un marchio di fabbrica della città: si trovano in tutti i bar del centro e del porto.
Il cuscus berbero (cuscús) è l’eredità più visibile della cultura nordafricana. A Melilla lo preparano in tutte le varianti: con pollo, ceci e uvetta (dolce-salato), con agnello e verdure di stagione (zucchine, carote, zucca), o con pesce e spezie. Da provare al ristorante La Muralla, specializzato in cucina berbera, o al mercato coperto di Melilla dove trovi bancarelle che lo servono fumante a pranzo. Il gazpacho andaluso, la celebre zuppa fredda di pomodoro, è onnipresente nei mesi estivi, spesso servito in versione locale con un tocco di cumino che ne esalta la freschezza.
Da non perdere il pesce fritto (pescaíto frito) nei chiringuiti della Playa de San Lorenzo: sardine, acciughe, calamari e piccoli gamberi fritti in pastella leggera, accompagnati da un bicchiere di vino bianco locale o da una cerveza ben fredda. Per il viaggiatore solitario i mercati sono il posto migliore: il Mercado Central de Melilla (in Calle Fortuny) offre un tripudio di colori, odori e sapori, con banchi di pesce fresco, frutta tropicale, spezie marocchine e olive di ogni varietà. Qui puoi comprare ingredienti per un picnic sulle spiagge di Aguadú o semplicemente sederti a un banco del mercato e assaggiare la cucina locale al bancone.
Itinerario consigliato per Melilla in solitaria
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Ecco un itinerario di 2-3 giorni per vivere Melilla al meglio senza auto.
Giorno 1 — Arrivo in traghetto (mattina). Check-in in hotel o ostello (consiglio il Parador de Melilla, ex fortezza riconvertita in hotel a picco sul mare, oppure l’Hostal Nacional in centro). Pranzo con tapas e habas al Bar La Oveja Negra. Pomeriggio dedicato a Melilla la Vieja: visita ai quattro recinti, museo, Torre de la Vela. Tramonto dalla Torre de la Vela. Cena a base di cuscus berbero al Ristorante Restinga.
Giorno 2 — Mattina: tour del modernismo — Plaza de España, edifici di Enrique Nieto, Cattedrale di Melilla. Pranzo al Mercado Central. Pomeriggio: Parque Hernández per una pausa all’ombra, poi bus linea 5 per le spiagge: San Lorenzo e Aguadú. Tramonto ad Aguadú. Cena di pesce fritto al chiringuito El Sardinero.
Giorno 3 — Mattina: salita al Monte Coronado (bus linea 4 o a piedi) per la vista panoramica sulla costa. Visita al porto e passeggiata sul Muelle de Ribera. Pranzo con gazpacho e pescaíto. Nel pomeriggio, imbarco per il traghetto di ritorno.
Se hai più tempo, considera un’escursione alla laguna di Mar Chica, un’area umida di importanza internazionale per gli uccelli migratori, raggiungibile con un breve tragitto in taxi (circa 15 minuti dal centro). Melilla è anche un ottimo punto di partenza per chi vuole proseguire verso il Marocco (la frontiera di Beni Ansar è a 15 minuti di bus), ma per attraversarla serve un visto turistico marocchino se non si è cittadini di un paese esente.
Per completare il tuo viaggio nel sud della Spagna e nelle enclave africane, dai un’occhiata alle nostre guide su Ceuta in solitaria, Malaga in solitaria, Granada in solitaria, Almeria in solitaria e Murcia in solitaria. Se stai pianificando un itinerario più ampio che includa le città della costa andalusa e le exclave nordafricane, questi collegamenti ti aiuteranno a creare un percorso senza auto attraverso due continenti.
Melilla è una destinazione che sorprende, un luogo fuori dalle rotte tradizionali del turismo di massa dove il viaggiatore solitario può davvero sentirsi esploratore di un angolo d’Europa inaspettatamente africano. Tra le mura di una fortezza cinquecentesca, le facciate liberty di Enrique Nieto e il profumo del cuscus che si mescola all’aria salmastra del porto, Melilla in solitaria è un’esperienza che resta dentro, come un tramonto sul Mediterraneo che non si dimentica.
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