Il Marocco su Rotaia: Un’Avventura Ferroviaria nel Cuore del Nordafrica

Esiste un modo di viaggiare che va oltre lo spostamento da un punto A a un punto B: è il viaggio in treno, quello lento, quello che ti permette di vedere il paesaggio cambiare sotto i tuoi occhi, di parlare con il vicino di posto, di assaggiare il tè alla menta venduto dal venditore ambulante che sale alla fermata successiva. In Marocco, viaggiare in treno non è solo un mezzo di trasporto: è un’esperienza culturale totale, un tuffo nel cuore pulsante di un paese che mescola Africa, Mediterraneo e Oriente con una grazia unica al mondo. Questo articolo è una guida completa e approfondita per chiunque voglia esplorare il Marocco su rotaia, dalla costa atlantica fino ai confini del deserto, passando per le magnifiche città imperiali e le affascinanti stazioni ferroviarie dove la vita si dispiega in tutta la sua ricchezza.

La rete ferroviaria marocchina è gestita dall’ONCF (Office National des Chemins de Fer), un’azienda pubblica che dal 1963 collega le principali città del paese. Con oltre 2.100 chilometri di binari, l’ONCF trasporta ogni anno decine di milioni di passeggeri, offrendo un servizio che per qualità, puntualità e convenienza è considerato uno dei migliori del continente africano. A differenza di molti paesi in via di sviluppo, il Marocco ha investito massicciamente nelle ferrovie, culminando con il lancio del treno ad alta velocità Al Boraq nel 2018, il primo del suo genere in Africa. Ma non lasciatevi ingannare dal moderno treno veloce: il cuore del viaggio ferroviario marocchino resta nei treni regionali, nei vagoni di seconda classe dove la vita del paese scorre autentica, tra famiglie che tornano al villaggio, studenti che vanno all�università e mercanti che trasportano merci da una città all’altra.

In questo articolo esploreremo ogni aspetto del viaggio in treno in Marocco: le rotte principali e secondarie, i costi sorprendentemente bassi, la cultura del viaggio, il cibo a bordo e nelle stazioni, i consigli pratici per muoversi in sicurezza, e naturalmente le meraviglie che attendono il viaggiatore a ogni fermata. Preparatevi a salire a bordo: il Marocco vi aspetta, un binario alla volta.

ONCF: La Spina Dorsale Ferroviaria del Marocco

L’Office National des Chemins de Fer, meglio conosciuto con l�acronimo ONCF, è l’ente ferroviario nazionale marocchino. Fondato nel 1963, l�ONCF gestisce sia il traffico passeggeri che quello merci, con una rete che si estende principalmente lungo la fascia settentrionale e centrale del paese. La rete è a scartamento normale (1.435 mm) ed è prevalentemente elettrificata a 3 kV CC, anche se la linea ad alta velocità utilizza i 25 kV CA. I treni ONCF si dividono in diverse categorie: Al Boraq (alta velocità), Train Navette Rapide (TNR, i treni veloci tra Casablanca e le città vicine), Al Atlas (espressi nazionali con cuccette notturne), e i treni regionali e suburbani che fermano in tutte le stazioni.

L�ONCF ha vissuto una trasformazione straordinaria negli ultimi due decenni. La modernizzazione del materiale rotabile ha portato all’acquisto di nuovi convogli dalla Spagna, dalla Francia e dalla Corea del Sud, mentre la costruzione della linea ad alta velocità Tangeri-Casablanca ha rappresentato un salto tecnologico senza precedenti per il continente. Oggi l�ONCF trasporta oltre 50 milioni di passeggeri all’anno, con una crescita costante trainata dalla popolazione urbana in espansione e dal crescente interesse turistico per le città dell’entroterra.

Uno degli aspetti più apprezzati del sistema ferroviario marocchino è il costo. Viaggiare in treno in Marocco costa una frazione di quanto si pagherebbe in Europa per distanze comparabili. Un biglietto Casablanca-Fès di seconda classe costa circa 8-10 euro, mentre lo stesso tragitto in prima classe non supera i 15-18 euro. Il treno ad alta velocità Al Boraq è più caro, ma comunque accessibile: Tangeri-Casablanca costa circa 20-25 euro in prima classe, un prezzo straordinario se confrontato con i 100-150 euro di un analogo tragitto in Europa. Questi prezzi rendono il treno marocchino non solo il mezzo più comodo e sicuro per spostarsi, ma anche incredibilmente conveniente per viaggiatori con qualsiasi budget.

La prenotazione dei biglietti può essere fatta online sul sito ufficiale ONCF, alle biglietterie delle stazioni, o tramite le app di viaggio locali. Per i treni Al Atlas e Al Boraq è consigliabile prenotare con qualche giorno di anticipo, soprattutto nei periodi di alta stagione come l’estate o durante il Ramadan, quando i treni si riempiono di marocchini che rientrano nelle loro città d�origine per le festività. I biglietti per i treni regionali, invece, si acquistano comodamente alla stazione il giorno stesso della partenza, senza particolari problemi di disponibilità.

La Rete Ferroviaria: Un’Architettura di Collegamenti

La rete ferroviaria dell’ONCF ha una struttura che si potrebbe definire a pettine o a spina di pesce, con un asse principale est-ovest e diverse diramazioni verso nord e sud. L’asse portante è la linea che collega Tangeri, sulla costa nord, a Marrakech, ai piedi delle montagne dell’Atlante, passando per le città più importanti del paese: Kenitra, Rabat, Casablanca, Settat e Benguerir. Da questo asse principale si diramano diverse linee secondarie: la linea verso Fès e Oujda a est, la linea verso El Jadida e Safi a ovest, e la linea verso Nador e la regione del Rif.

La stazione ferroviaria di Casablanca Voyageurs è il cuore pulsante della rete, un hub modernissimo inaugurato nel 2010 che gestisce milioni di passeggeri all’anno. Con la sua architettura contemporanea che richiama le forme tradizionali marocchine, la stazione è un punto di riferimento cittadino e un nodo di scambio fondamentale per chi viaggia in treno. Altre stazioni importanti sono Rabat-Ville (la principale della capitale, situata nel centro storico), Fès (con la sua magnifica facciata in stile neoislamico), e la nuovissima stazione di Tangeri-Ville, costruita appositamente per accogliere i treni ad alta velocità.

Rotta 1: Casablanca-Rabat-Fès, il Cuore Economico e Storico

La rotta Casablanca-Rabat-Fès è probabilmente la più trafficata e importante dell’intera rete ONCF. Casablanca, la capitale economica del Marocco, è una metropoli di oltre 4 milioni di abitanti, un gigante economico che ospita il porto più grande del Nordafrica e un centro finanziario in continua espansione. La sua stazione principale, Casa-Voyageurs, è il punto di partenza ideale per esplorare il nord del paese. Da qui partono treni frequenti per Rabat, la capitale politica, a soli 45 minuti di distanza.

Il tragitto Casa-Rabat è servito dai Train Navette Rapide (TNR), che partono ogni 30-60 minuti durante tutto l’arco della giornata. I TNR sono treni moderni, climatizzati, con carrozze di prima e seconda classe ben mantenute. Il viaggio dura circa 45-55 minuti e costa pochissimo: meno di 5 euro in seconda classe. Lungo il percorso si attraversa la periferia industriale di Casablanca, le campagne coltivate della regione di Chaouia, e poi le prime propaggini della capitale. Rabat, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO, merita una sosta di almeno un giorno per visitare la Kasbah degli Oudaya, il Mausoleo di Mohammed V, la Torre Hassan e la splendida Necropoli di Chella.

Proseguendo verso est, il treno lascia Rabat e si dirige verso Fès, il viaggio più lungo di questa tratta: circa 3 ore e mezza. Il paesaggio cambia gradualmente: dalle pianure costiere si passa alle dolci colline dell’interno, punteggiate di uliveti, aranceti e piccoli villaggi agricoli. La linea ferroviaria corre parallela all’autostrada A2 per gran parte del percorso, offrendo vedute della campagna marocchina nella sua versione più autentica. Prima di arrivare a Fès, il treno ferma a Meknès, un’altra delle quattro città imperiali del Marocco. Meknès merita una visita: la città vecchia è circondata da mura imponenti, Bab Mansour è considerata una delle porte più belle del mondo arabo, e il Mausoleo di Moulay Ismail è un capolavoro dell—architettura alauita. Se avete tempo, scendete a Meknès: il treno successivo passa ogni ora circa e potrete riprendere il viaggio senza problemi.

Fès, la meta finale di questa tratta, è forse la più affascinante delle città imperiali. Fondata nell’VIII secolo, Fès el-Bali (la città vecchia) è la più grande area urbana pedonale del mondo, un labirinto di vicoli stretti, suk profumati di spezie, concerie storiche e moschee millenarie. Arrivare in treno a Fès è un’esperienza: la stazione ferroviaria, con la sua facciata in stile arabo-andaluso, vi accoglie con un mix di modernità e tradizione che è il biglietto da visita perfetto per la città. Dalla stazione, un breve taxi vi porterà alle porte della Medina, dove inizia il vero viaggio nel tempo.

Rotta 2: Casablanca-Marrakech, dal Caos al Deserto

Se c’è una tratta ferroviaria in Marocco che merita di essere percorsa almeno una volta nella vita, è quella che da Casablanca porta a Marrakech. Il viaggio dura circa 3 ore, durante le quali il paesaggio si trasforma radicalmente: dalle periferie industriali di Casablanca si passa alle pianure agricole della regione di Doukkala, poi alle distese semi-aride di Rhamna, e infine alle prime colline brulle dei dintorni di Marrakech, con le montagne dell’Atlante che si stagliano all’orizzonte come una promessa di avventura.

I treni su questa rotta sono frequenti: almeno 6-8 corse al giorno, tra Al Atlas (espressi con cuccette) e TNR. I prezzi sono contenuti: circa 10 euro in seconda classe, 18 in prima. Il viaggio è confortevole, con aria condizionata funzionante, sedili reclinabili e un vagone ristorante dove ordinare tè alla menta, caffè, panini e snack. I controllori ONCF sono garbati e professionali, e tengono d’occhio la sicurezza a bordo controllando i biglietti e l’accesso ai diversi vagoni. Per chi viaggia da solo, la seconda classe può essere un’esperienza sociale interessante: i marocchini sono famosi per la loro ospitalità, e non è raro che un compagno di viaggio vi offra del cibo fatto in casa o vi racconti la storia della sua famiglia.

Marrakech è probabilmente la meta turistica più famosa del Marocco, e arrivarci in treno ha un fascino particolare. La stazione di Marrakech, inaugurata nel 2008, è un gioiello di architettura contemporanea che fonde linee moderne con elementi tradizionali: grandi archi, decorazioni geometriche, un ampio atrio illuminato da lampadari in ferro battuto. Dalla stazione, piazza Jemaa el-Fna, il cuore pulsante della città, dista circa 10 minuti di taxi. Preparatevi a immergervi in un vortice di suoni, colori e odori che è Marrakech: i tamburi dei gnawa, il fumo delle griglie di carne, il profumo dello zafferano e della cannella, il vociare dei venditori ambulanti, il sibilo dei incantatori di serpenti.

Da Marrakech, il viaggio in treno non finisce. Se volete spingervi più a sud verso il deserto, potete proseguire in autobus o in taxi condiviso fino a Ouarzazate, la porta del Sahara, o fino alle gole del Todra e del Dadès. Ma la ferrovia si ferma qui, a Marrakech. Da questo punto in avanti, inizia un altro tipo di viaggio, quello su strada, che è altrettanto affascinante e che merita un articolo a sé stante.

Rotta 3: Tangeri e l’Al Boraq, il Treno Più Veloce d’Africa

Parlare del treno in Marocco senza menzionare Al Boraq sarebbe come parlare del tè alla menta senza menta. Al Boraq è il treno ad alta velocità marocchino, il primo in Africa e nel mondo arabo, inaugurato solennemente nel novembre 2018 dal re Mohammed VI e dal presidente francese Emmanuel Macron. Il nome Al Boraq si ispira alla creatura mitologica che, secondo la tradizione islamica, trasportò il profeta Maometto da Gerusalemme al cielo durante il viaggio notturno: un nome che evoca velocità, spiritualità e collegamento tra mondi.

I treni Al Boraq sono dei modernissimi convogli TGV Euroduplex costruiti da Alstom in Francia, progettati per viaggiare fino a 320 km/h sulla linea ad alta velocità dedicata che collega Tangeri a Casablanca via Kenitra. Il viaggio completo Tangeri-Casablanca, che in auto richiede circa 3 ore e mezza o in treno convenzionale oltre 5 ore, con Al Boraq si compie in appena 2 ore e 10 minuti. I treni partono ogni 1-2 ore durante tutto il giorno, con corse che iniziano alle 6 del mattino e terminano intorno alle 22.

Viaggiare su Al Boraq è un’esperienza di lusso a prezzi popolari. Le carrozze sono spaziose, silenziose, climatizzate, con sedili in pelle reclinabili, prese di corrente USB e Schuko, Wi-Fi gratuito (anche se a volte la connessione è ballerina), schermi informativi con la velocità istantanea del treno e un servizio di ristorazione a posto. Il biglietto di seconda classe su Al Boraq costa circa 15-20 euro, mentre la prima classe (che include pasti caldi e bevande) costa sui 25-30 euro. Se volete il massimo del comfort, la classe Business offre sedili ancora più ampi, menu gastronomico e accesso alle lounge ONCF Business nelle stazioni.

La linea Al Boraq ha trasformato Tangeri in una destinazione facilmente raggiungibile da Casablanca e Rabat, rendendo possibile un weekend nella città dello Stretto anche per chi vive nella capitale economica. Tangeri merita una visita approfondita: la sua medina bianca arroccata sulla collina, il porto turistico di Tangeri-Ville, le grotte di Ercole, Cap Spartel dove l’Oceano Atlantico incontra il Mar Mediterraneo, e l’atmosfera cosmopolita che ha ispirato artisti come Matisse, Delacroix, Tennessee Williams e i Beatnik americani. La stazione di Tangeri-Ville, capolinea settentrionale della rete, è un capolavoro architettonico moderno che fonde linnee fluide ispirate alle onde del mare con materiali tradizionali marocchini come il legno di cedro intarsiato e lo zinco decorato.

I Treni Notturni Al Atlas: Dormire Tra i Binari

Per chi vuole ottimizzare il tempo e risparmiare su una notte di hotel, i treni notturni Al Atlas sono la soluzione perfetta. Questi treni percorrono le rotte più lunghe della rete, come Casablanca-Oujda (oltre 10 ore) e Marrakech-Tangeri (circa 7 ore), con partenze in tarda serata e arrivo al mattino presto. Le carrozze notte offrono cuccette in compartimenti da 4 o 6 posti, con lenzuola pulite, cuscino, coperta e una bottiglia d’acqua omaggio. I compartimenti sono dotati di tende oscuranti, prese di corrente e clima controllato.

Viaggiare in cuccetta su un Al Atlas è un’esperienza che consiglio a ogni viaggiatore: c’è qualcosa di profondamente romantico e avventuroso nell’addormentarsi cullati dal dondolio del treno mentre il paesaggio marocchino scorre fuori dal finestrino al buio. Al risveglio, il panorama è cambiato completamente: se siete partiti da Marrakech, vi sveglierete nelle verdi colline del nord; se da Oujda, vi affaccerete sull’Atlantico. Il personale di bordo passa al mattino a offrire caffè e tè caldi, e il vagone ristorante serve colazioni semplici ma sostanziose.

I prezzi per le cuccette sono molto convenienti: un posto in cuccetta in compartimento da 6 costa sui 10-15 euro in aggiunta al biglietto del treno, mentre un compartimento privato da 2 posti costa circa 30-40 euro. Considerando che risparmiate una notte in hotel, il rapporto qualità-prezzo è eccezionale. La prenotazione delle cuccette è obbligatoria e va fatta almeno 24 ore prima, meglio se online o direttamente in biglietteria.

Un consiglio pratico: portate con voi tappi per le orecchie e una maschera per dormire. I treni notturni marocchini sono sicuri, ma non sono silenziosissimi: gli annunci in stazione, i rumori dei binari e i compagni di scompartimento che russano possono disturbare il sonno. Se viaggiate in coppia, prenotate un compartimento privato: la differenza di prezzo è minima e il comfort è molto superiore.

Le Piccole Linee e le Diramazioni Regionali

Oltre alle rotte principali, la rete ONCF include diverse linee regionali che meritano di essere esplorate. La linea Casablanca-El Jadida è un’ottima gita di un giorno: in poco più di un’ora si arriva a El Jadida, una graziosa cittadina costiera con una cittadella portoghese Patrimonio dell’Umanità UNESCO. La spiaggia di El Jadida è tra le più frequentate della regione, e il pesce fresco si mangia a prezzi irrisori nei ristorantini lungo il porto.

La linea per Safi, più a sud, è meno frequentata ma altrettanto interessante. Safi è la capitale della ceramica marocchina: qui si trovano le famose terracotte smaltate che decorano tetti e fontane in tutto il paese. La città ha un fascino un po’ decadente, con il suo porto peschereccio, il vecchio quartiere andaluso, e la Collina dei Potters dove decine di artigiani lavorano l’argilla a vista d’occhio. Il viaggio in treno da Casablanca dura circa 2 ore e mezza e attraversa paesaggi agricoli e foreste di eucalipti.

A est, la linea Fès-Oujda è una delle più panoramiche della rete. Oujda, capoluogo della regione orientale, è una città di frontiera a pochi chilometri dal confine algerino. Il viaggio dura circa 5 ore e attraversa le montagne del Medio Atlante, con viste spettacolari su gole e vallate. Purtroppo, il confine algerino è chiuso dal 1994, ma Oujda conserva un’atmosfera affascinante, con la sua medina ben conservata, i giardini Lalla Aicha e il vicino sito archeologico di Siga.

La linea per Nador, nel nord-est del paese, serve la regione del Rif e la città berbera di Nador, affacciata sul Mar Mediterraneo. Il viaggio da Fès dura circa 4 ore e offre viste mozzafiato sulle montagne del Rif, coperte di foreste di querce e cedri. Nador è un’importante città commerciale, con un porto che collega la regione al resto del Mediterraneo, e spiagge bellissime come quella di Playa Blanca nella vicina località turistica di Saidia.

Il Tè alla Menta e il Cibo a Bordo

Nessun viaggio in treno in Marocco sarebbe completo senza l’immancabile tè alla menta. Il thé à la menthe, o atay, è molto più di una bevanda: è un rito sociale, un gesto di ospitalità, un simbolo della cultura marocchina. A bordo dei treni ONCF, il tè viene servito dai venditori che percorrono i corridoi con i loro thermos d’argento, versando il liquido bollente e aromatico in piccoli bicchieri di vetro. Il rituale è preciso: il tè deve essere versato dall’alto per creare la schiuma, deve essere dolce e profumato di menta fresca, e va bevuto lentamente, sorseggiando il calore che si diffonde nel corpo.

Nei vagoni ristorante, il menu offre una selezione di piatti marocchini e internazionali a prezzi modici. Potete ordinare un tajine di pollo (circa 5 euro), un couscous vegetariano, delle pastilla (sfoglie ripiene, specialità di Fès), o più semplicemente panini al formaggio e insalate. La qualità del cibo nei treni Al Atlas e TNR è generalmente buona, cucinata fresca ogni giorno. Su Al Boraq, il servizio ristorante è più raffinato: i pasti vengono serviti al posto in monoporzioni eleganti, con opzioni che includono piatti freddi, insalate, dessert e vini marocchini.

Un trucco da viaggiatori esperti: prima di salire sul treno, fate un salto al mercato coperto (souk) o a un negozio di alimentari per comprare provviste. Olive marocchine, formaggio di capra locale (jben), pane fresco (khobz), datteri, mandorle, e frutta di stagione: con pochi euro vi preparate un pranzo da re. E non dimenticate una borraccia termica per il tè alla menta, che potrete farvi preparare nei bar delle stazioni prima della partenza. Mangiare cibo locale comprato al mercato mentre il treno attraversa la campagna marocchina è uno dei piccoli grandi piaceri del viaggio ferroviario in Marocco.

L’Architettura delle Stazioni: Piccoli Gioielli da Scoprire

Le stazioni ferroviarie marocchine meritano un capitolo a parte per la loro bellezza architettonica. L’ONCF, soprattutto negli ultimi due decenni, ha investito nella costruzione e nel restauro di stazioni che sono veri e propri biglietti da visita per le città che servono. La stazione di Rabat-Ville, inaugurata nel 2011, è un capolavoro contemporaneo che reinterpreta i motivi tradizionali marocchini: un grande atrio illuminato da un lucernario geometrico, pareti rivestite di mosaici zellige, cortili interni con fontane e giardini di aranci.

La stazione di Fès è un altro gioiello: costruita durante il protettorato francese con un design neoislamico che fonde archi moreschi, intonaci decorati e vetrate colorate, è stata completamente rinnovata nel 2010 mantenendo il suo fascino storico. La sala d’attesa principale è un ambiente solenne e accogliente, con panche in legno intagliato, lampadari in ferro battuto e un orologio d’epoca che segna ancora il tempo con precisione.

Meknès, Casablanca Voyageurs, e la nuova stazione di Tangeri-Ville completano il quadro di un sistema ferroviario che ha fatto della qualità architettonica un suo punto di forza. Ogni stazione ha un suo carattere: Meknès è elegante e raccolta, Casa-Voyageurs è monumentale e futuristica, Tangeri-Ville è ariosa e luminosa ispirandosi alle onde del mare. Vale la pena arrivare in stazione con qualche minuto di anticipo, anche solo per godersi l’ambiente e scattare qualche fotografia.

I Costi Quotidiani: Quanto Costa Viaggiare in Treno in Marocco

Parliamo di numeri, perché uno dei punti di forza del viaggio ferroviario in Marocco è il suo costo incredibilmente basso rispetto agli standard europei. Ho raccolto una serie di tariffe indicative (aggiornate al 2025) per darvi un’idea concreta di quanto spenderete. I prezzi sono in euro, arrotondati, e si riferiscono alla seconda classe (la più economica).

Casablanca-Rabat: 4 euro, 45 minuti. È la tratta più economica della rete, servita dai TNR ogni mezz’ora.

Casablanca-Fès: 9 euro, 3 ore e mezza. Un affare assoluto per attraversare mezza regione.

Casablanca-Marrakech: 10 euro, 3 ore. Forse la tratta più popolare tra i turisti.

Tangeri-Casablanca (Al Boraq): 18 euro in seconda classe, 25 in prima, 2 ore e 10 minuti.

Tangeri-Marrakech: 25 euro in seconda, circa 7 ore (con cambio a Casablanca).

Casablanca-Oujda: 15 euro, 10 ore. Più economico di un bus notturno.

Prenotare cuccetta notturna: supplemento di 10-15 euro per posto, 30-40 euro per cabina privata.

A questi costi vanno aggiunte le piccole spese di bordo: tè alla menta 0,50 euro, caffè 0,70 euro, panino 1,50 euro, tajine 4-5 euro. In pratica, con 20-30 euro al giorno potete viaggiare in treno, mangiare bene e visitare una città diversa. Se considerate che un pasto in un ristorante turistico in Europa costa quanto un’intera giornata di viaggio in Marocco, capite perché sempre più viaggiatori scelgono questa destinazione per le loro avventure ferroviarie.

Pianificare l’Itinerario: Quanto Tempo Serve

La domanda classica è: quanto tempo devo dedicare a un viaggio in treno in Marocco? La risposta dipende da quanta profondità volete dare all’esperienza. Vi propongo tre itinerari-tipo di diversa durata, tutti realizzabili in treno.

Itinerario Weekend Lungo (4-5 giorni): Tangeri-Casablanca-Marrakech. Arrivate a Tangeri (volo o traghetto da Algeciras o Tarifa), prendete Al Boraq per Casablanca, visitate la città in un giorno (moschea Hassan II, quartiere Habous, corniche), poi treno per Marrakech, dove passate due giorni tra souk, Jemaa el-Fna e giardini Majorelle. Ritorno a Tangeri in treno notturno o via Casablanca. Budget stimato: 150-200 euro a persona per i trasporti.

Itinerario Classico (7-8 giorni): Tangeri-Casablanca-Marrakech-Fès-Rabat-Tangeri. Un anello perfetto che tocca tutte le città imperiali e la costa. Partenza da Tangeri, Al Boraq per Casablanca, treno per Marrakech (3 giorni), treno notturno per Fès (2 giorni), treno per Meknès e poi Rabat (1 giorno ciascuna), ritorno a Tangeri. Con questo itinerario vedete il meglio del Marocco settentrionale e centrale. Budget trasporti: 250-350 euro.

Itinerario Esteso (12-14 giorni): Aggiungete all’itinerario classico una deviazione a El Jadida e Safi sulla costa, e poi da Fès proseguite per Oujda e Nador. Oppure da Marrakech organizzate un tour di 3-4 giorni nel deserto via Ouarzazate, Zagora e le gole del Todra. In questo caso dovrete integrare il treno con autobus o taxi condivisi, ma la spina dorsale del viaggio resta ferroviaria. Budget: 400-600 euro per i trasporti interni.

Sicurezza e Consigli Pratici

La sicurezza è una preoccupazione legittima per chi viaggia in un paese sconosciuto, e su questo punto posso essere rassicurante: il treno in Marocco è statisticamente il mezzo di trasporto più sicuro del paese. Le stazioni sono sorvegliate, i treni hanno personale di bordo che controlla costantemente, e gli episodi di criminalità a bordo sono estremamente rari. I marocchini sono un popolo ospitale e rispettoso, e l’ONCF ha un buon record di sicurezza.

Detto questo, alcune precauzioni di buon senso sono sempre valide. Tenete d’occhio borse e zaini, soprattutto nelle stazioni affollate e all’imbarco. Non lasciate oggetti di valore incustoditi mentre dormite in cuccetta (meglio usare la cassetta di sicurezza personale, se disponibile nel vostro scompartimento). Evitate di viaggiare da soli di notte in seconda classe su treni regionali poco frequentati: non è pericoloso, ma potrebbe essere scomodo se il treno si ferma a lungo in stazioni isolate. Se siete donne che viaggiano da sole, considerate la prima classe o le cuccette femminili (disponibili su richiesta su alcuni treni notturni): non è obbligatorio, ma potrebbe farvi sentire più a vostro agio in un contesto culturale diverso.

Un altro consiglio pratico riguarda l’abbigliamento. Il Marocco è un paese musulmano moderato, ma nelle zone rurali e nei quartieri tradizionali è bene vestirsi in modo rispettoso: spalle e ginocchia coperte, niente abbigliamento troppo succinto. In treno, l’aria condizionata può essere molto fredda (i marocchini la amano al massimo), quindi portatevi sempre una felpa o una giacca leggera, anche in piena estate. E non dimenticate la crema solare e un cappello per quando scendete alle fermate: il sole nordafricano è implacabile.

Per quanto riguarda il visto, i cittadini dell’Unione Europea, degli Stati Uniti, del Canada, del Giappone e di molti altri paesi non hanno bisogno di visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni in Marocco. Il passaporto deve avere almeno 6 mesi di validità residua al momento dell’ingresso. All’arrivo in aeroporto o al porto, riceverete un timbro d’ingresso gratuito. Non ci sono formalità particolari per viaggiare in treno all’interno del paese: basta acquistare il biglietto. Tuttavia, tenete sempre con voi una copia del passaporto (l’originale è meglio lasciarlo in cassaforte in hotel) perché i controlli occasionali possono verificarsi, soprattutto nelle stazioni delle grandi città.

La Cultura del Viaggio in Treno in Marocco

Viaggiare in treno in Marocco significa immergersi in una cultura del viaggio ricca di sfumature e rituali. I marocchini amano viaggiare in treno, e lo fanno con una frequenza e una naturalezza che stupisce il visitatore europeo. Il treno è il luogo delle occasioni, degli incontri, delle storie da condividere. Non stupitevi se uno sconosciuto vi rivolge la parola in francese o in inglese per sapere da dove venite, dove andate e cosa pensate del Marocco. I marocchini sono curiosi e aperti, e il treno è il loro salotto mobile.

Un aspetto affascinante è il commercio ambulante a bordo. In ogni stazione, prima della partenza, venditori di ogni genere salgono sui treni per offrire le loro merci: sigarette, caramelle, noccioline, piccoli oggetti di artigianato, orologi, caricabatterie, e naturalmente tè alla menta. Alcuni sono veri e propri venditori professionisti che percorrono centinaia di chilometri al giorno sui treni regionali. Altri sono improvvisati: un contadino che sale con un cesto di fichi freschi, una donna che offre dolci fatti in casa, un ragazzo che vende penne e accendini. Questo mercato informale è parte integrante dell’esperienza ferroviaria marocchina, un microcosmo di economia popolare che non ha equivalenti in Europa.

C’è poi il fenomeno dell’affollamento. I treni marocchini, specialmente nei weekend, durante le vacanze scolastiche e nel mese del Ramadan, possono essere stracolmi. Le carrozze di seconda classe si riempiono fino all’inverosimile, con viaggiatori in piedi nei corridoi, bambini che giocano tra i sedili, e un chiasso allegro e vigoroso che riempie l’aria. Se cercate silenzio e privacy, prenotate la prima classe o i posti con cuccetta. Ma se volete vivere il Marocco autentico, quello dei sorrisi, degli odori, dei rumori e della condivisione, la seconda classe è il posto giusto.

Le Città da Non Perdere Lungo la Rete

Ogni città servita dalla rete ONCF è un mondo a sé, con una storia, un’architettura e un’atmosfera uniche. Oltre alle celebri città imperiali (Marrakech, Fès, Meknès, Rabat), ecco alcune tappe meno note ma altrettanto affascinanti.

Kenitra, a metà strada tra Rabat e Tangeri, è una città moderna e vivace, con un lungo lungofiume sul fiume Sebou e un’atmosfera rilassata. La sua stazione è un nodo importante per l’Al Boraq e i TNR. Pochi turisti si fermano qui, ma Kenitra ha un fascino autentico e spontaneo che la rende una sosta piacevole.

Settat, sulla linea Casablanca-Marrakech, è una piccola città agricola famosa per i suoi mercati settimanali di bestiame e prodotti locali. Se passate di qui il giorno del souk (mercoledì o domenica a seconda della zona), vale la pena scendere dal treno e immergervi nel caos ordinato del mercato rurale.

Benguerir, sempre sulla stessa linea, è sede dell’Università Mohammed VI Politecnica, un campus futuristico che sorge in mezzo agli uliveti. La città è anche un centro minerario per l’estrazione dei fosfati, la risorsa naturale più importante del Marocco. I paesaggi lunari delle miniere di fosfati intorno a Benguerir e Khouribga offrono uno spettacolo geologico unico.

El Jadida, raggiungibile da Casablanca in poco più di un’ora, è forse la meta balneare più accessibile in treno. La sua cittadella portoghese, con le mura imbiancate e la misteriosa cisterna sotterranea illuminata da un unico raggio di luce, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Qui il pesce è freschissimo e si mangia per pochi euro nei ristoranti del porto.

Safi, più a sud, è la capitale della ceramica. I suoi forni producono le famose terracotte invetriate che decorano le fontane di tutto il Marocco, e il quartiere dei vasaï (Colline des Potiers) è un museo a cielo aperto dove potete vedere gli artigiani al lavoro e comprare pezzi unici a prezzi stracciati. La città ha un fascino un po’ malinconico, con il suo porto industriale e le spiagge ventose, ma la sua autenticità è disarmante.

Oujda, all’estremità orientale della rete, è una città di frontiera che ha conservato un’atmosfera da racconto delle Mille e una Notte. La sua medina è una delle più tranquille e autentiche del Marocco, lontana dal turismo di massa, e la moschea di Sidi Yahia è un capolavoro di architettura islamica. Da Oujda, gli autobus collegano la vicina città algerina di Tlemcen, ma il confine è chiuso, quindi dovrete accontentarvi di ammirare i monti del Maghreb da lontano.

Nador e la sua regione, il Rif orientale, offrono paesaggi montuosi mozzafiato e spiagge mediterranee incontaminate. La città è un crogiolo di culture berbere e arabe, e la lingua parlata è il tarifit, un dialetto berbero. Saidia, a pochi chilometri, è una località turistica in inverno si svuota, regalando chilometri di spiaggia dorata deserta.

Il Clima e il Periodo Migliore per Viaggiare

Il clima marocchino varia notevolmente da costa a interno e da nord a sud, e questo influenza la scelta del periodo migliore per il vostro viaggio in treno. La primavera (marzo-maggio) è generalmente considerata la stagione ideale: le temperature sono miti, i paesaggi sono verdi e fioriti, e l’affluenza turistica è ancora gestibile. Anche l’autunno (settembre-novembre) è eccellente, con temperature piacevoli e il raccolto dei datteri e degli agrumi nei mercati.

L’estate (giugno-agosto) in Marocco può essere molto calda, soprattutto nell’interno: Marrakech e Fès superano regolarmente i 40 gradi, e viaggiare senza aria condizionata può essere spiacevole. I treni ONCF sono climatizzati, ma il caldo fuori è intenso e le stazioni possono essere torride. Se viaggiate in estate, preferite le tratte costiere (Tangeri, Casablanca, El Jadida) e utilizzate Al Boraq o i treni notturni per gli spostamenti lunghi.

L’inverno (dicembre-febbraio) è fresco ma generalmente soleggiato. Le temperature nelle città costiere si aggirano tra i 12 e i 20 gradi, mentre nell’interno e nell’Atlante possono scendere sotto lo zero durante la notte. Piove più spesso sulla costa, ma i cieli si aprono regolarmente regalando giornate limpide e luminose. I prezzi dei biglietti sono più bassi e le città sono molto meno affollate, rendendo l’inverno un’opzione interessante per chi cerca tranquillità e risparmio.

Un avvertimento importante: evitate di viaggiare in treno durante i giorni di festa nazionale e durante il mese del Ramadan se possibile. Durante questi periodi, i treni sono stracolmi, i biglietti vanno esauriti con settimane di anticipo, e l’esperienza può diventare stressante. Se dovete viaggiare in questi periodi, prenotate con largo anticipo e optate per la prima classe.

Il Visto e le Formalità di Ingresso

Il Marocco è una delle destinazioni più accessibili per i viaggiatori internazionali. I cittadini di molti paesi, inclusi tutti i paesi Schengen, Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Svizzera, Norvegia, Islanda, e molti paesi dell’America Latina, non hanno bisogno di visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni. I cittadini di Russia, Cina, India e altri paesi possono ottenere un visto elettronico (e-Visa) online prima della partenza, con procedura semplice e tempi di rilascio di circa 3-5 giorni lavorativi.

All’ingresso, il passaporto deve avere almeno 6 mesi di validità residua rispetto alla data d’ingresso. Non sono richieste vaccinazioni obbligatorie per l’ingresso, anche se il vaccino contro l’epatite A e la febbre tifoide è consigliato per viaggi che includono zone rurali. L’acqua del rubinetto non è potabile in Marocco: bevete solo acqua imbottigliata o bollita. Il cibo di strada è generalmente sicuro se consumato caldo e fresco, ma usate il buon senso: evitate insalate crude e frutta non sbucciata nei banchetti meno frequentati.

Per l’assicurazione di viaggio, è sempre consigliabile stipularne una che copra spese mediche, furto bagagli e cancellazione del viaggio. I costi sanitari in Marocco sono bassi rispetto all’Europa, ma in caso di emergenza grave e evacuazione, le spese possono diventare elevate. Una buona assicurazione di viaggio costa circa 30-50 euro per una settimana: è un investimento minimo per viaggiare tranquilli.

La Lingua, la Valuta e la Tecnologia

Le lingue parlate in Marocco sono l’arabo (dialetto marocchino darija) e il berbero (tamazight, lingua ufficiale dal 2011). Il francese è la lingua del commercio, dell’amministrazione e del turismo, e la stragrande maggioranza dei marocchini lo parla almeno a livello basilare. Nelle stazioni e sui treni, gli annunci sono in arabo e francese. Il personale ONCF parla generalmente francese; qualcuno parla inglese nelle stazioni più turistiche. Imparare qualche parola di arabo è utile e gradito: salam aleikum (pace a voi), shukran (grazie), la bas (tutto bene), e bislema (arrivederci) vi faranno fare bella figura.

La valuta locale è il dirham marocchino (MAD), suddiviso in 100 centesimi. Il cambio è fluttuante ma tendenzialmente stabile, con un tasso di circa 10-11 MAD per 1 euro (2025). I prezzi in questo articolo sono stati convertiti in euro per comodità, ma pagherete in dirham. Le banconote in circolazione sono da 20, 50, 100 e 200 MAD; le monete da 1, 2, 5 e 10 MAD. Cambiare valuta è facile in aeroporto, in banca o negli uffici di cambio autorizzati, ma i tassi migliori si ottengono prelevando direttamente da bancomat con carta internazionale (le commissioni sono bassissime). Le carte di credito (Visa, Mastercard) sono accettate negli hotel, nei ristoranti turistici e per l’acquisto online dei biglietti ONCF, ma per i pagamenti in stazione, nei bar e nei mercati, il contante è re. Portate sempre con voi contanti sufficienti per la giornata.

La connettività in Marocco è buona. Le schede SIM locali (Maroc Telecom, Orange, Inwi) si acquistano facilmente all’aeroporto o nei negozi di telefonia con un passaporto, costano circa 5-10 euro con 5-10 GB di dati. Il Wi-Fi è disponibile nelle stazioni principali e sui treni Al Boraq, ma non aspettatevi velocità da fibra ottica: in viaggio, la connessione può essere intermittente. Le prese elettriche a bordo dei treni ONCF sono di tipo europeo (C/F, 230V), quindi non serve un adattatore se venite dall’Europa continentale. Per chi arriva dal Regno Unito o dagli Stati Uniti, un adattatore universale è indispensabile.

Le Sfide del Viaggio Ferroviario Marocchino

Sarei un cattivo consigliere se dipingessi tutto di rosa. Viaggiare in treno in Marocco ha anche le sue sfide, ed è giusto conoscerle prima di partire per non farsi trovare impreparati. I ritardi, innanzitutto: i treni ONCF sono generalmente puntuali (Al Boraq sfiora il 95% di puntualità), ma i treni regionali e notturni possono accumulare ritardi di 15-30 minuti, a volte fino a un’ora nei periodi di forte affluenza. Il sistema di informazioni al pubblico a bordo è talvolta carente: gli annunci in arabo sono frequenti, ma in francese sono meno regolari, e in inglese quasi assenti. Tenete d’occhio l’orario di arrivo previsto e chiedete al controllore se non siete sicuri della fermata.

Le condizioni igieniche dei bagni a bordo sono un altro punto dolente. Sui treni regionali e su alcuni Al Atlas, i bagni possono essere trascurati e non sempre puliti, soprattutto verso la fine del viaggio. Portate con voi salviette igienizzanti, carta igienica (i rotoli a bordo si esauriscono rapidamente) e un gel disinfettante per le mani. Su Al Boraq e sui TNR, i bagni sono mantenuti meglio e puliti regolarmente durante il viaggio.

L’affollamento è una variabile imprevedibile. Nei giorni feriali e fuori stagione, i treni sono comodi e spesso semivuoti. Ma nei weekend, durante le vacanze, e in prossimità del Ramadan o delle festività religiose, i treni si riempiono al punto che anche i posti prenotati possono essere occupati da altri viaggiatori (piuttosto comune in seconda classe). Se avete prenotato un posto specifico e lo trovate occupato, chiamate il controllore che risolverà la situazione con garbo e autorevolezza: i marocchini rispettano l’autorità del capotreno.

Un’ultima sfida è rappresentata dalle stazioni minori, che possono essere poco illuminate e con servizi limitati. Nelle fermate intermedie, non aspettatevi bar, ristoranti o bagni pubblici sempre aperti. Meglio fare provviste prima di salire a bordo e usare i servizi igienici nelle stazioni principali prima della partenza. Con queste piccole accortezze, le sfide diventano gestibili e l’esperienza complessiva rimane positiva.

La Sostenibilità del Treno in Marocco

In un’epoca di crescente consapevolezza ambientale, il treno è di gran lunga il mezzo di trasporto più sostenibile per viaggiare in Marocco. L’ONCF ha avviato un programma di riduzione dell’impronta carbonica che include l’elettrificazione della rete (già oltre il 60%), l’uso di energie rinnovabili per alimentare le stazioni, e la rottamazione dei vecchi convogli diesel. Al Boraq, nonostante l’alta velocità, consuma il 40% in meno di energia per passeggero rispetto all’auto privata sulla stessa tratta. Inoltre, l’ONCF ha eliminato gradualmente la plastica monouso nelle stazioni e ha introdotto la differenziazione dei rifiuti a bordo dei treni principali.

Scegliere il treno in Marocco significa anche contribuire a un turismo più lento e consapevole. Il viaggio in treno non permette il turismo mordi-e-fuggi: vi obbliga a fermarvi, a osservare, a entrare in contatto con le comunità locali. Invece di passare da un resort all’altro in auto, il viaggiatore ferroviario frequenta le stazioni, i mercati, i bar delle città, generando un impatto economico più distribuito e autentico. In un paese in cui il turismo rappresenta oltre il 7% del PIL, la scelta di viaggiare in treno è anche una scelta politica: supportate un sistema di trasporto pubblico efficiente, riducete la congestione stradale e l’inquinamento atmosferico nelle città, e contribuite a un modello di sviluppo più equo e sostenibile.

Il Futuro delle Ferrovie Marocchine

Il futuro delle ferrovie marocchine è luminoso e ambizioso. L’ONCF ha annunciato un piano di espansione e modernizzazione della rete fino al 2040, con investimenti miliardari che includono: il prolungamento della linea ad alta velocità Al Boraq da Casablanca a Marrakech (entro il 2030 circa), la costruzione di una nuova linea costiera da Rabat a El Jadida, il potenziamento della linea per Oujda e l’elettrificazione completa della rete. Il progetto più ambizioso è la linea Tangeri-Oujda, che attraverserebbe tutto il nord del paese collegando l’Atlantico al Mediterraneo orientale, e che potrebbe in futuro connettersi con la rete ferroviaria algerina e tunisina se e quando le frontiere si riapriranno.

Un altro progetto interessante è il rafforzamento del trasporto ferroviario suburbano nelle grandi città. Casablanca ha già una rete di treni suburbani (RER) in fase di espansione, con nuove stazioni e treni più frequenti che collegheranno la periferia al centro in modo rapido e capillare. Anche Rabat e Tangeri stanno sviluppando progetti simili, con l’obiettivo di ridurre il traffico automobilistico e migliorare la qualità della vita nelle aree metropolitane.

Per il viaggiatore, questi sviluppi significano una sola cosa: il Marocco sarà sempre più accessibile in treno, con collegamenti più frequenti, tempi di percorrenza più brevi e un comfort crescente. Se oggi il viaggio in treno in Marocco è già un’esperienza straordinaria, tra dieci anni potrebbe diventare il modo più naturale, veloce e piacevole per esplorare questo magnifico paese.

Storie dal Finestrino: Racconti di Viaggio

Non posso chiudere questa guida senza condividere alcune storie e aneddoti raccolti durante i miei viaggi in treno in Marocco. Perché alla fine, sono le storie umane che danno senso al viaggio.

Ricordo un pomeriggio sul treno da Casablanca a Fès, in seconda classe. Un uomo anziano, seduto di fronte a me, tira fuori da una borsa di cuoio una piccola teiera di metallo, una manciata di menta fresca e un panetto di zucchero. Con calma e precisione, prepara il tè nella teiera, versandolo dall’alto per farlo raffreddare e aerare, con quel gesto che solo i marocchini sanno fare. Quando il tè è pronto, mi porge un bicchiere senza dire una parola, con un sorriso che illumina il suo viso segnato dal sole. Per i successivi venti minuti, tra un sorso e l’altro, mi racconta della sua vita: ha lavorato per quarant’anni in una fabbrica di conserve a Casablanca, ora è in pensione e torna al suo villaggio vicino a Meknès ogni mese per vedere i nipoti. Il suo inglese è approssimativo, il mio arabo è inesistente, ma il francese ci permette di comunicare. Alla fine del viaggio, mi stringe la mano e mi augura buona vita. Non ci siamo scambiati i contatti, non ci rivedremo mai. Ma quel bicchiere di tè è stato uno dei regali più belli che abbia ricevuto in viaggio.

Poi c’è la storia di Hassan, il venditore di tè che ho incontrato sul treno notturno per Oujda. Hassan sale sul treno a Meknès, porta un thermos d’argento da 10 litri, un rotolo di bicchieri di plastica e una cinghia che gli permette di portare il peso come uno zaino. Ha 28 anni, fa questo lavoro da quando ne aveva 14, e percorre oltre cento chilometri al giorno sui treni, su e giù tra Meknès e Taza. Guida circa 150 dirham al giorno (14 euro), abbastanza per mantenere la madre e tre fratelli più piccoli. Sua sorella studia medicina a Fès, e lui è immensamente orgoglioso. Quando gli dico che scrivo un articolo sui viaggi in treno in Marocco, si offre di farmi da guida gratuita per la sua città la prossima volta che passo. Il Marocco è fatto di Hassan e dei milioni di marocchini come lui: gente che lavora, che sorride, che condivide.

Infine, il ricordo di una coincidenza ferroviaria a Marrakech. Alla stazione, una giovane donna canadese era in difficoltà: il suo treno per Casablanca era in ritardo di un’ora, e rischiava di perdere la coincidenza per Tangeri e quindi il traghetto per la Spagna. Il capostazione, vedendola agitata, ha fatto una telefonata, ha parlato con il capotreno del TNR in partenza, e alla fine l’ha fatta salire su un treno regionale che partiva prima ma arrivava dopo a Casablanca. Sembrava un controsenso, ma il capostazione aveva organizzato un cambio a Settat con un altro treno più veloce. Lei è arrivata a Casablanca in perfetto orario per la coincidenza. Il signor Ahmed, il capostazione, ha rifiutato ogni mancia: ha solo detto, con un sorriso sornione, che l’importante è che i viaggiatori arrivino a destinazione felici. Ecco, questo è il Marocco dei treni.

Consigli Finali per un Viaggio Indimenticabile

Dopo aver letto queste migliaia di parole, spero che siate pronti a prenotare il vostro biglietto. Ma prima di lasciarvi, ecco un decalogo di consigli pratici per un viaggio in treno in Marocco che resterà nei vostri ricordi per sempre.

Uno: prenotate online. Il sito ONCF (oncf.ma) è ben fatto, accetta carte internazionali, e permette di scegliere il posto. Evitate le code in stazione nelle ore di punta. Due: scaricate l’app ONCF. È in francese, ma mostra gli orari, i prezzi e lo stato dei treni in tempo reale. Tre: vestitevi a strati. L’aria condizionata a bordo è potente, ma fuori fa caldo. Una felpa leggera sarà la vostra migliore amica. Quattro: portatevi il cibo. Anche se il vagone ristorante è buono, niente batte un picnic di prodotti locali comprati al mercato prima della partenza. Cinque: idratatevi. Il clima marocchino è secco, e l’aria condizionata disidrata. Bevete tè alla menta, molta acqua, e limitate caffè e alcol (quest’ultimo non si trova facilmente a bordo, e in Marocco non è ben visto ubriacarsi in pubblico).

Sei: fotografate ma con rispetto. Le stazioni, i treni, i paesaggi sono fotogenici. Chiedete sempre il permesso prima di fotografare persone, soprattutto donne e anziani. Sette: non abbiate paura di sbagliare treno. La rete ONCF è chiara, i binari sono ben segnalati, e i marocchini sono sempre pronti ad aiutarvi se vi perdete. Se scendete alla fermata sbagliata, c’è sempre un altro treno che vi riporta indietro. Otto: imparate qualche parola di darija. Salam aleikum, shukran, la bas, afak (per favore). Ogni sforzo linguistico sarà ricompensato con sorrisi e disponibilità. Nove: portate un libro o un diario. Il treno è il luogo perfetto per leggere del Marocco mentre ci si viaggia attraverso. Paul Bowles, Tahar Ben Jelloun, Elias Canetti, Fatima Mernissi: gli autori che hanno scritto di questo paese sono tanti e magnifici. Dieci: e infine, rilassatevi. Il viaggio in treno in Marocco è lento per definizione. Non cercate di vedere tutto, non correte. Fermatevi in una città che non avevate pianificato. Parlate con uno sconosciuto. Bevete un tè alla menta guardando il paesaggio scorrere. Il Marocco non si visita: si vive. E il treno è il modo migliore per viverlo.

Dove Dormire, Come Muoversi e Cosa Mettere in Valigia

Per completare il quadro, ecco una serie di informazioni logistiche essenziali. La valigia per un viaggio in treno in Marocco deve essere pratica e leggera. Un trolley medio (55x40x20 cm, misura cabina) è perfetto: entra nei portabagagli dei treni e non vi appesantisce negli spostamenti in stazione. Abbinate uno zaino piccolo per le gite fuoriporta e una borsa a tracolla per i documenti e il portafoglio, da tenere sempre con voi (anche in cuccetta, appeso al gancetto o sotto il cuscino).

Per l’abbigliamento, puntate su tessuti naturali e leggeri (cotone, lino) per il giorno, e un pile o una giacca leggera per la sera e per l’aria condizionata del treno. Le scarpe da ginnastica sono l’ideale: camminerete molto (la medina di Fès è immensa, i souk di Marrakech sono un labirinto). Un paio di sandali per la sera e per i bagni in comune non guasta. Il velo per le donne non è obbligatorio per le straniere in Marocco, ma avere con sé una sciarpa leggera per coprirsi all’ingresso di moschee e mausolei è rispettoso e utile. Per gli uomini, pantaloni lunghi (non necessariamente jeans, che possono essere pesanti) e camicie a maniche corte o magliette con colletto: niente canottiera o pantaloncini troppo corti nelle zone rurali e nei luoghi di culto.

Dove dormire? Le città servite dall’ONCF offrono una ricchissima scelta di alloggi per ogni budget. I riad nelle medine sono l’esperienza più autentica: case tradizionali marocchine con cortile interno, fontana, terrazza, arredate con gusto e gestite da famiglie locali. Un riad economico costa 20-40 euro a notte, uno di fascia media 50-80 euro, uno di lusso 150-300 euro. In alternativa, gli hotel moderni vicino alle stazioni sono comodi per chi arriva in tarda serata o riparte presto: hotel come Ibis, Barcelo o Atlas costano 30-60 euro a notte. Gli ostelli (auberges de jeunesse) sono presenti nelle città principali con dormitori da 10-15 euro a notte.

Per muoversi nelle città dopo essere scesi dal treno, il taxi è il mezzo più pratico. I petits taxis (di solito blu o rossi a seconda della città) sono taxi urbani che costano pochissimo: una corsa media costa 1-2 euro. Assicuratevi che il tassametro sia acceso o concordate il prezzo prima della partenza. A Marrakech e Fès, i calessi trainati da cavalli (calèche) sono un’opzione turistica ma piacevole per un giro panoramico: costano 10-15 euro all’ora. Gli autobus urbani sono economici (0,50 euro) ma affollati e difficili da navigare per chi non conosce le linee. Il walking tour a piedi, con una guida locale o con l’ausilio di un’app come Google Maps o Maps.me, rimane il modo migliore per scoprire le medine e i quartieri storici.

Il Fascino Senza Tempo del Viaggio Lento

In un mondo che corre, il viaggio in treno in Marocco è un atto di resistenza poetica. È la scelta di prendersi il tempo necessario, di accettare l’imprevisto, di fidarsi del caso e dei marocchini. La ferrovia ONCF non vi porterà nelle località turistiche più esclusive, non vi farà risparmiare minuti preziosi, non vi isolerà dalla realtà del paese in una bolla climatizzata. Al contrario, vi metterà a contatto con il Marocco profondo, quello delle stazioni di provincia dove i galli cantano tra i binari, dei venditori di tè che salgono e scendono a ogni fermata, delle famiglie che condividono il tajine e il pane in un vagone di seconda classe come se fossero a casa loro.

Moriremo tutti, prima o poi. I ricordi che ci porteremo via saranno le cose belle, quelle vere, quelle che ci hanno fatto sentire vivi. E credetemi: un tramonto visto dal finestrino di un treno tra Fès e Meknès, con l’Atlante in lontananza e il profumo delle arance che entra dal finestrino, è una di quelle cose che non dimenticherete mai. Il Marocco in treno è tutto questo: è il viaggio prima del viaggio, la meta prima della meta. È l’abbraccio di un paese che non smette mai di stupire. Salite a bordo: i binari vi aspettano.