La Piccardia profonda, quella che i grandi flussi turistici ignorano, custodisce un gioiello che meriterebbe ben altra fama. Laonpronunciato /lɑ̃/ alla francese, quasi “Lòn” — è una città che sembra uscita da un manoscritto miniato, con la sua sagoma di bastione naturale che domina da cento metri d’altezza la pianura piccarda.

A differenza di mete più celebrate come Reims o Amiens, Laon conserva un’anima autentica, vissuta, lontana dal turismo di massa. E la cosa più bella? Si visita perfettamente senza automobile. Arrivi in treno, ti muovi a piedi o con la navetta, e in un weekend porti a casa un’esperienza che pochi viaggiatori possono raccontare.

Questa guida è pensata per chi viaggia da solo e vuole scoprire Laon con calma, assaporando ogni angolo senza fretta. Prendi appunti: ci aspetta un viaggio nel cuore della Francia gotica.

Laon in sintesi

Regione: Hauts-de-France • Dipartimento: Aisne (02) • Popolazione: ~25.000 abitanti
Inglese parlato: limitato • Viaggio ideale: 2 giorni / 1 notte
Periodo migliore: maggio-settembre • Costo medio giornaliero: 60-80 €

1. Arrivare a Laon in treno: la scelta giusta

Il primo passo per vivere Laon senza auto è — ovviamente — arrivarci sui binari. E la buona notizia è che la stazione ferroviaria di Laon è ben collegata sia con Parigi che con le principali città della regione.

Da Parigi

Dalla Gare du Nord partono treni TER Grand Est con destinazione Laon. Il viaggio dura circa 1 ora e 45 minuti con un cambio a Crépy-en-Valois o Reims, oppure 2 ore e 15 con collegamento diretto via Compiègne. I biglietti si aggirano sui 25-40 € andata se prenotati con un po’ di anticipo (prenota su sncf-connect.com).

Consiglio del viaggiatore solitario: evita il cambio a Crépy nelle ore di punta serali — le coincidenze possono essere strette. Preferisci la tratta via Reims, più affidabile e con treni più spaziosi.

Da altre città

Laon è raggiungibile anche da Lille (2 h, cambio a Saint-Quentin o Compiègne), da Reims (1 h, diretto via TGV a Soissons poi cambio), e da Bruxelles (circa 3 h con un cambio). Se arrivi dall’Italia, il percorso migliore è TGV Milano-Parigi (6 h) e poi TER Parigi-Laon (2 h) — un viaggio lungo ma che ti fa entrare già nell’atmosfera slow del viaggio.

La stazione di Laon si trova nella ville basse, la città bassa. Da qui, per raggiungere il centro storico arroccato in cima, hai tre opzioni: la navetta gratuita TUL (Transports Urbains Laonnois) che sale fino alla città alta in circa 10 minuti; un taxi (10-15 €); o — per i più allenati — una camminata a piedi su per la rampe des Gouffre, una salita ripida e panoramica che in 25 minuti ti porta fin sulle mura.

Dalla stazione alla città alta

  • Navetta TUL (linea 1): gratis, ogni 15 minuti, fermata “Laon Préfecture”
  • Taxi: circa 12 €, utile se arrivi con bagaglio pesante
  • A piedi: 1,5 km / 25 min, salita panoramica ma impegnativa
  • In bici: non raccomandato — la salita è proibitiva e non ci sono piste ciclabili dedicate

2. La cattedrale Notre-Dame: vertice del gotico primitivo

Appena si emerge dalla salita e si raggiunge la Place du Parvis, il colpo al cuore è garantito. La cattedrale di Notre-Dame di Laon si staglia davanti con la sua facciata occidentale massiccia e slanciata insieme, dominata da due torri gemelle che sembrano protendersi verso il cielo della Piccardia. Non è alta come Notre-Dame di Parigi, ma è considerata dagli storici dell’arte uno degli esempi più puri e meglio conservati del gotico primitivo francese.

1160
Inizio costruzione

1230
Completamento

5
Torri costruite su 7 previste

16
Buoi di pietra nelle torri

1840
Monumento storico

Una storia tra fuoco e rinascita

Prima dell’attuale cattedrale sorgeva qui una chiesa più antica, risalente al X-XI secolo, che venne data alle fiamme durante la rivolta della Comune di Laon il 25 aprile 1112 — uno degli episodi più sanguinosi della storia medievale francese. Il vescovo Gaudry, che aveva revocato la carta comunale appena concessa, venne linciato dalla folla inferocita, e l’incendio si propagò fino alla cattedrale, riducendola in cenere. Tre mesi dopo, il clero di Laon partì in processione per Francia e Inghilterra con le reliquie della diocesi, raccogliendo fondi per la ricostruzione. La nuova chiesa venne consacrata il 20 agosto 1114.

Ma la crescita demografica ed economica della città richiese ben presto un edificio più grande. Sotto il vescovo Gautier de Mortagne, intorno al 1160, iniziarono i lavori della cattedrale che possiamo ammirare oggi, completata entro il 1230. Un tempo record per l’epoca, che spiega l’eccezionale unità stilistica dell’edificio.

L’architettura: quattro livelli di luce

A differenza di molte cattedrali gotiche successive, Laon presenta una struttura interna a quattro livelli: arcate terrene, tribuna (con doppie arcate), triforio e claristorio (le finestre alte). Questa configurazione, ereditata da Noyon e Tournai, crea un gioco di volumi e luminosità che toglie il fiato. Le colonnine a fascio si alternano regolarmente in fasci di tre o cinque elementi, slanciando la prospettiva verso le volte esapartite (a sei spicchi) della navata e del coro.

Una particolarità unica: il coro termina con una parete piatta, non con l’abside semicircolare tipica del gotico. Il coro originale era più corto e terminava in un’abside con deambulatorio, ma venne smantellato nel primo Duecento per far posto all’attuale coro allungato, proporzionalmente più armonioso rispetto alla navata.

I buoi delle torri

Osservando le torri della facciata occidentale, non si può non notare il dettaglio più curioso: nelle arcate superiori si stagliano sedici statue in pietra di buoi a grandezza naturale. Una leggenda vuole che commemorino i buoi che trainarono i blocchi di pietra durante la costruzione; altri vi leggono un omaggio agli animali da tiro. In ogni caso, è un elemento iconografico rarissimo nell’architettura sacra — un tocco di umanità (e ironia) medievale che rende questa cattedrale diversa da ogni altra.

Le vetrate e la luce

La cattedrale conserva vetrate originali del XIII secolo, miracolosamente sopravvissute a rivoluzioni e guerre mondiali. Le tre finestre absidali a est raccontano scene della vita di Maria e di Gesù (finestra centrale), l’infanzia di Cristo (destra) e le storie di Santo Stefano e della leggenda di Teofilo (sinistra). Sopra di esse, il rosone mariano è uno dei più belli di Francia, con 12 medaglioni degli apostoli e 24 raffiguranti i vegliardi dell’Apocalisse.

Ma il rosone più affascinante è forse quello del transetto nord, che raffigura le sette arti liberali: il Trivio (grammatica, dialettica, retorica) e il Quadrivio (aritmetica, geometria, musica, astronomia). Un tema laico in una chiesa — segno della straordinaria vivacità intellettuale della scuola cattedrale di Laon, che nel XII secolo fu una delle più celebri d’Europa grazie a Anselmo di Laon, maestro di teologia ed esegeta biblica.

Entra nella cattedrale in un pomeriggio di sole primaverile, quando i raggi filtrano attraverso le vetrate colorate, e capirai perché i medievali chiamavano la luce “la sapienza di Dio resa visibile”.

Consiglio fotografico: il miglior punto per fotografare la facciata è il sagrato antistante al mattino presto (luce frontale), oppure da Rue Saint-Jean al tramonto quando il sole illumina lateralmente le torri esaltando i volumi.

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3. La città alta e le mura: un balcone sulla Piccardia

Ciò che rende Laon davvero speciale è la sua conformazione geografica. La ville haute sorge su un plateau calcareo che si eleva con un dislivello di cento metri sulla pianura circostante. Un promontorio naturale, lungo circa un chilometro e mezzo e largo quattrocento metri, che in epoca romana era già fortificato con il nome di Alaudanum o Lugdunum Clavatum.

Passeggiare per le strade della città alta significa camminare dentro la storia. Le mura medievali, costruite tra il XII e il XIII secolo e più volte rinforzate, circondano ancora l’intero perimetro del plateau. In molti tratti sono integre e perfettamente percorribili, offrendo vedute spettacolari sulla campagna piccarda che si stende fino all’orizzonte, punteggiata dai campi di grano e dai boschi lontani.

La cinta muraria era punteggiata da alcune porte monumentali e da torri difensive. Le più importanti sono:

  • Porte des Chenizelles — la porta meridionale
  • Porte d’Ardon — accesso occidentale
  • Porte de Soissons — la più imponente, a est (ne parleremo tra poco)
  • Tour de la Liberté — bastione con vista mozzafiato
  • Tour du Diable — torre di avvistamento

Un itinerario a piedi tra le mura

Ecco il percorso che consiglio al viaggiatore solitario: parti da Place du Parvis di fronte alla cattedrale, imbocca Rue Chaussée fino a raggiungere il Jardin de l’Hôtel-Dieu, un piccolo giardino pensile con vista sulla pianura. Prosegui lungo i Remparts de l’Ouest, la porzione meglio conservata delle fortificazioni: qui le mura si affacciano direttamente sul vuoto, e lo sguardo perde la pianura fino a Reims nelle giornate terse.

A metà percorso si incontra l’antico palazzo vescovile (oggi tribunale), un edificio duecentesco affiancato alla cattedrale con facciata merlata e bifore gotiche. Non è aperto al pubblico, ma merita una sosta per le sue forme. Accanto, il chiostro duecentesco e l’antica cappella vescovile su due piani sono gioielli dell’architettura gotica primitiva che pochi visitatori conoscono.

Da qui si prosegue fino alla Porte d’Ardon, che segna l’ingresso occidentale della città fortificata. Oltrepassatala, si costeggia il fianco nord delle mura, dove la vista si apre sulla valle della Souche. Il silenzio, rotto solo dal vento tra i campi, è uno degli elementi più emozionanti di questa passeggiata.

La vita nella città alta

La ville haute non è un guscio vuoto: è un centro vivo, abitato, pulsante. Rue Saint-Martin e Rue du Bourg sono le arterie principali, fiancheggiate da case antiche in pietra, piccole botteghe artigiane, boulangerie che sfornano baguette croccanti e bistrot dove i locali si fermano per un cafè crème. La Place du Marché-aux-Herbes è il cuore pulsante della vita quotidiana: qui il mercato settimanale del sabato mattina è un’esperienza da non perdere, con formaggi della regione, verdure di stagione e il famoso maroîlles, formaggio piccardo dal profumo inconfondibile.

Non perdere la chiesa di Saint-Martin, che risale alla metà del XII secolo. I suoi antichi edifici abbaziali ospitano oggi l’ospedale cittadino. E per un tuffo nella cultura medievale, visita il Museo di Laon (allestito nell’ex convento dei Minimi), con le sue collezioni di scultura e pittura. Nel giardino del museo sorge una cappella dei Templari del XII secolo, piccolo gioiello romanico immerso nel verde.

Passeggiata ad anello delle mura

  • Durata: 1,5 – 2 ore a passo lento, con soste
  • Dislivello: pressoché nullo (tutto in piano)
  • Partenza/Arrivo: Place du Parvis (cattedrale)
  • Lunghezza: circa 3,5 km
  • Periodo consigliato: tardo pomeriggio, per la luce dorata sulla pianura
  • Attrezzatura: scarpe comode, acqua, macchina fotografica

4. Porte de Soissons: la meraviglia angioina

Arriviamo al pezzo forte del nostro itinerario. Se c’è un monumento che incarna la potenza medievale di Laon, oltre alla cattedrale, questo è la Porte de Soissons — Porta di Soissons —, l’ingresso orientale della città fortificata e uno degli esempi meglio conservati di architettura militare del XIII secolo in Francia.

La porta si trova all’estremità orientale del plateau, dove la città si affaccia sulla strada che portava (e ancora porta) verso Soissons e la Valle dell’Aisne. È una porta doppia, composta da due elementi difensivi distinti e complementari: un châtelet (corpo di guardia fortificato) e una barbacane (antemurale semicircolare che proteggeva l’accesso).

La barbacane è conosciuta anche come Tour Dame Eve o Torre Pendente (la Tour Penchée), perché nel corso dei secoli ha subito un lieve ma visibile inclinazione dovuta ai cedimenti del terreno calcareo. Questa torre inclinata, che anticipa di secoli ben più celebri campanili pendenti, è uno degli angoli più fotografati di Laon.

Storia di una porta

La Porte de Soissons venne edificata tra il 1217 e il 1236 per volere del balívo reale Soibert, durante il regno di Filippo Augusto, quando Laon era diventata un importante avamposto della corona capetingia. La doppia porta rispondeva a esigenze difensive avanzate: in caso di assedio, il passaggio obbligato attraverso la barbacane e poi il châtelet creava un punto di strozzatura letale per gli assalitori, esposti al tiro incrociato dei difensori.

Nel 1562, durante le guerre di religione francesi, venne aggiunto un corpo di guardia supplementare per adattare la fortificazione all’evoluzione delle tecniche militari e all’uso delle armi da fuoco. La porta venne classificata come monumento storico nel 1875, una delle prime in Francia a ricevere questo riconoscimento.

Come visitarla

La Porte de Soissons è raggiungibile a piedi in circa 15 minuti dalla cattedrale. Prendi Rue de la Chaussée e prosegui verso est seguendo il tracciato delle mura. La porta emerge improvvisa alla fine di un rettilineo, massiccia e bellissima, con la sua torre inclinata che sembra volersi adagiare contro il cielo della Piccardia.

Davanti alla porta si apre un ampio spiazzo erboso — il Glacis de la Porte de Soissons — che permette di ammirare l’intero complesso fortificato nella sua prospettiva migliore. È il posto ideale per un picnic solitario, con il panorama sulla pianura orientale che si perde fino a Reims.

A pochi passi dalla porta si trova anche il Parc de la Porte de Soissons, un piccolo giardino pubblico curato, con panchine e alberi secolari, dove sostare per leggere o semplicemente godersi il silenzio. La luce del mattino colpisce la torre inclinata di fronte, creando un contrasto di ombre che esalta la dentellatura della merlatura.

Angolo segreto: scendi i pochi gradini che portano al fossato prosciugato sul lato sud della Porte de Soissons. Da qui, guardando verso l’alto, vedrai la barbacane nella sua interezza, con le feritoie originali ancora perfettamente conservate. È una prospettiva che pochissimi turisti scoprono.

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5. Cosa vedere ancora: gli angoli segreti

Se hai un secondo giorno (e ti consiglio di prendertelo), Laon ha ancora molto da offrire al viaggiatore curioso.

Chiesa di San Giovanni Battista (Vaux-sous-Laon)

Nel quartiere di Vaux-sous-Laon, nella città bassa, sorge una delle chiese più antiche di Laon: Saint-Jean-Baptiste, costruita tra l’XI e il XIII secolo in uno stile che mescola romanico e gotico. L’interno, sobrio e raccolto, conserva affreschi medievali parzialmente visibili. È raggiungibile a piedi dalla stazione in circa 10 minuti.

Il Poma 2000: l’ex funicolare automatica

Fino al 2016 Laon aveva un primato mondiale: la Poma 2000, l’unica funicolare municipale completamente automatica al mondo, che collegava la città bassa con quella alta su pneumatici, con tre stazioni. Purtoppo il sistema è stato dismesso, ma la sua memoria sopravvive nei racconti dei laonnesi. Oggi al suo posto opera la navetta TUL già menzionata.

Il mercato del sabato

Se il tuo viaggio cade di sabato, non perdere il mercato coperto nella città alta, in Place du Marché-aux-Herbes (letteralmente “piazza del mercato delle erbe”). Il maroîlles (formaggio di latte vaccino a pasta molle e crosta lavata), il gâteau battu (tipico dolce piccardo a forma di cupola, ricco di burro) e le gaufres piccardes (cialde sottili e croccanti) sono imperdibili.

Abbazia di Saint-Jean-des-Vignes (Soissons)

Se hai tempo per una gita fuori porta, Soissons dista solo 30 minuti di treno da Laon. L’abbazia di Saint-Jean-des-Vignes, con la sua facciata gotica mozzafiato e i chiostri duecenteschi, merita assolutamente una mezza giornata. Inoltre Soissons offre la sua cattedrale (Cathédrale Saint-Gervais-et-Saint-Protais), altra gemma gotica, e le rovine dell’Abbazia di Saint-Médard, culla della dinastia merovingia.

6. Consigli pratici per il viaggiatore solitario

Dove mangiare

Laon offre diverse opzioni per il pranzo. In città alta, Le Clos du Mont (15 Rue du Bourg) propone cucina piccarda tradizionale in un ambiente raccolto. La Petite Auberge (Place du Marché-aux-Herbes) è perfetta per un pranzo veloce. Per una pausa caffè con vista, il café sulla terrazza di Place du Parvis offre una prospettiva unica sulla facciata della cattedrale.

Dove dormire

Per chi viaggia da solo, consiglio alloggi in città alta per non dover affrontare la salita due volte al giorno. L’Hôtel de la Banniere de France (11 Rue Franklin Roosevelt) è un tre stelle tradizionale nel cuore della ville haute. In alternativa, il Chambres d’hôtes du Parvis offre camere con vista diretta sulla cattedrale — un lusso che vale la spesa.

Risparmiare sui trasporti

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Connettersi

Il Wi-Fi gratuito è disponibile presso l’Ufficio del Turismo (Place du Parvis), in molti caffè e nella biblioteca municipale. La copertura mobile è buona in tutta la città alta.

7. Quando andare

Laon si visita bene in ogni stagione, ma i periodi migliori sono la primavera (maggio-giugno) e l’autunno (settembre-ottobre), quando il clima è mite e la luce è perfetta per le fotografie. L’estate può essere calda e afosa, ma le mura offrono sempre un po’ di brezza. In inverno, la cattedrale avvolta nella nebbia piccarda assume un’atmosfera gotica da brivido, romantica e misteriosa — ma porta un buon cappotto, perché il vento in cima al plateau taglia come una lama.

1h45
Da Parigi in treno

25-40 €
Biglietto TER da Parigi

100 m
Altezza del plateau

2 giorni
Durata ideale del viaggio

8. Perché Laon merita il tuo viaggio

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In un’epoca in cui il turismo tende a concentrarsi sempre sugli stessi luoghi, scoprire una città come Laon ha il sapore di un privilegio. È un viaggio che parla di storia, di architettura, di silenzio — ma anche di scoperta personale. Arrivarci da soli, in treno, senza il parafulcro di un’auto, costringe a rallentare, a osservare di più, ad ascoltare. E Laon, con la sua cattedrale che custodisce buoi di pietra e segreti medievali, con le sue mura che si affacciano su una campagna senza fine, con la sua Porte de Soissons che ancora sfida il tempo inclinandosi come una vecchia saggia, ti ripaga di ogni minuto di viaggio.

La Piccardia è spesso liquidata come una regione di passaggio, un luogo che si attraversa per andare da Parigi a Bruxelles o da Lilla a Reims. Ma chi si ferma a Laon scopre che la vera Francia — quella fatta di pietra e silenzio, di luce che filtra attraverso vetrate millenarie e di vento tra i campi di grano — esiste ancora. Basta salire fin quassù per ritrovarla.

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