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L’Isola del Nord della Nuova Zelanda si attraversa in auto, e Auckland è il punto da cui partire: la città più grande del paese, costruita su una cinquantina di vulcani spenti, tra due porti e una baia piena di isole. Da qui, in tre giorni si raggiungono le location di Hobbiton, i geyser di Rotorua e le grotte di Waitomo, senza mai fare tappe troppo lunghe.
Perché l’Isola del Nord
È la parte della Nuova Zelanda più facile da girare: le distanze tra le attrazioni sono ragionevoli, le strade sono buone e in pochi giorni si passa dal mare vulcanico delle isole del Golfo di Hauraki alle colline agricole del Waikato. Chi ha una settimana può aggiungere la baia delle Isole e il Tongariro; chi ne ha tre si concentra sul triangolo Auckland–Rotorua–Waitomo, che è già molto.
Come organizzare il viaggio
La base migliore è Auckland: si atterra all’aeroporto internazionale, si ritira l’auto e si parte la mattina dopo. Le tappe successive si fanno dormendo a Rotorua, che è centrale rispetto a Hobbiton e Waitomo e ha un centro vivace con le sorgenti termali in città.
Se non vuoi guidare, esistono tour organizzati di due o tre giorni che coprono le stesse tappe, ma i tempi sono rigidi e i costi più alti. Con l’auto si guadagna la libertà di fermarsi, che in questa parte del paese è metà del piacere.
Giorno 1: Auckland
La città si visita bene in un giorno. Si parte dal Viaduct Harbour, il porto turistico pieno di bar, e si sale sulla Sky Tower, che con i suoi 328 metri è il punto più alto del paese: dalla piattaforma si vedono i due porti, i coni vulcanici e, nelle giornate limpide, la catena dei Monti Coromandel.
Nel pomeriggio si attraversa il ponte verso Devonport, il quartiere in stile vittoriano sull’altra sponda, da cui si ha la vista migliore sulla città. Al tramonto si sale sul Mount Eden, il cratere vulcanico più vicino al centro: si arriva in auto quasi fino in cima e si cammina l’ultimo tratto.
Giorno 2: Hobbiton e Rotorua
Si parte presto verso sud, in direzione di Matamata: Hobbiton è il set di colline con le porte tonde costruite per le riprese, oggi visitabile solo con tour guidato a orario fisso. La visita dura circa due ore e va prenotata in anticipo, soprattutto in alta stagione.
Da lì si prosegue verso Rotorua, che si annuncia prima di arrivare: l’odore di zolfo è la prova che la città è costruita su un’area geotermica attiva. Nel pomeriggio si visitano i parchi con le pozze colorate e i geyser, e la sera ci si rilassa in una delle vasche termali alimentate dalle sorgenti.
Giorno 3: Waitomo e ritorno
L’ultima tappa sono le grotte di Waitomo, dove le larve luminose creano un soffitto di puntini blu nel buio totale. Si visita in barca, in silenzio, con una guida: è una delle esperienze più strane e memorabili del paese. Per chi cerca più adrenalina esistono anche le discese in gommone o in corda nelle grotte.
Da Waitomo si torna verso Auckland attraversando il Waikato, con la possibilità di fermarsi nelle cittadine agricole lungo la strada. Chi ha tempo può allungare verso il Tongariro, ma serve almeno un giorno in più.
Waiheke Island
Se resta mezza giornata, il traghetto dal centro di Auckland porta a Waiheke in circa quaranta minuti: è l’isola dei vigneti, con cantine che si visitano e spiagge tranquille. Si può girare in bus, in bici o con un’auto a noleggio presa sul posto.
Dove dormire
Ad Auckland il centro e il lungomare del Viaduct sono comodi per la prima notte, mentre chi vuole spendere meno trova ostelli e motel lungo le vie che portano all’aeroporto. A Rotorua conviene dormire vicino al centro: i motel con vasca termale privata sono una formula comune e piacevole dopo una giornata in auto.
Come muoversi
L’auto è quasi indispensabile: si guida a sinistra, le strade fuori città sono a una corsia per senso di marcia e i limiti sono bassi. Il noleggio si ritira in aeroporto, dove ci sono tutte le compagnie. In città si può fare a meno dell’auto, con bus e treni suburbani, ma per le tappe fuori porta serve.
Quando andare
L’estate australe va da dicembre a febbraio ed è il periodo più caldo e affollato. Marzo e aprile sono ottimi: temperature miti, meno gente. Da giugno ad agosto è inverno, con piogge frequenti ad Auckland e neve sulle montagne centrali: si viaggia bene ma con giornate più corte.
Cosa mangiare
La cucina neozelandese mescola influenze maori, britanniche e asiatiche. Si mangia pesce e frutti di mare, agnello, e il hangi, la cottura tradizionale maori sotto terra con le pietre roventi, che si trova nei centri culturali di Rotorua. Per strada si trovano ottimi caffè e brunch, una vera istituzione locale.
Budget e costi
La Nuova Zelanda non è una destinazione economica: noleggio auto, carburante, alloggi e ingressi alle attrazioni pesano. Hobbiton, Waitomo e i parchi geotermici hanno biglietti separati e vanno messi in conto. Si risparmia dormendo nei motel fuori dal centro e cucinando qualche pasto.
Consigli pratici
Prenota Hobbiton e le grotte di Waitomo con anticipo: i posti sono limitati e i tour partono a orari fissi. Porta abiti a strati e una giacca impermeabile, perché il tempo cambia in fretta. Guida con attenzione: sulle strade di campagna si incontrano veicoli lenti e, di notte, animali.
In sintesi
Tre giorni sull’Isola del Nord bastano per un assaggio serio: Auckland il primo giorno, Hobbiton e Rotorua il secondo, Waitomo il terzo. È un itinerario che si guida senza fatica e che lascia la voglia di tornare per il Tongariro e la baia delle Isole.
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