Chur in solitaria: la città più antica della Svizzera ti aspetta

Quando ho detto a un amico che avevo scelto Chur per il mio prossimo viaggio in solitaria, ha alzato un sopracciglio. ‘Coira? Ma lì cosa vai a fare?’, mi ha chiesto. Io ho sorriso, perché sapevo già che quella piccola città aggrappata alla valle del Reno mi avrebbe regalato qualcosa che le mete più famose della Svizzera faticano a dare: il silenzio, il tempo lento e la sensazione di camminare dentro un libro di storia aperto. Chur (in italiano Coira) è la città più antica della Svizzera, con oltre 5.000 anni di insediamento continuo, ed è la capitale del Cantone dei Grigioni: la chiamano la porta delle Alpi, ed è davvero così, perché da qui partono alcuni dei treni più leggendari d’Europa. Ho passato tre giorni interi a esplorarla da sola, tra vicoli medievali, musei silenziosi e viaggi in treno da brivido. In questa guida alla chur in solitaria ti racconto tutto quello che ho scoperto, con itinerari, consigli pratici e i miei errori da non ripetere.

Panoramic aerial view of the old town of Chur with red rooftops and the cathedral tower in Graubünden, Switzerland

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Perché ho scelto Chur per un viaggio da sola

La verità è che la mia scelta è nata quasi per caso. Volevo una meta svizzera che non fosse il solito itinerario tra Zurigo, Berna e Ginevra, e soprattutto volevo un posto dove potermi muovere senza auto, senza stress e senza code. Chur è comparsa nei risultati come ‘la città più antica della Svizzera’ e da lì non sono più riuscita a toglierla dalla testa.

Arrivata, ho capito subito che era la scelta giusta. Il centro storico è quasi interamente pedonale, la stazione è a dieci minuti a piedi dall’Altstadt e tutto si gira comodamente a piedi. In più, Chur è il punto di partenza perfetto per la Ferrovia Retica, patrimonio UNESCO: il Bernina Express e il Glacier Express passano proprio da qui. Per chi ama viaggiare da sola, è una base ideale: tranquilla, sicura e ricca di cose da vedere anche quando il meteo non collabora.

Se hai già assaggiato la Svizzera con Zurigo in solitaria oppure con Basilea in solitaria, ti ritroverai: stessi ritmi ordinati, stessa efficienza nei trasporti, ma con un’atmosfera molto più raccolta e autentica. Chur non è una città-museo costruita per i turisti: è un posto vero, dove la gente fa la spesa, i bambini vanno a scuola e i treni passano puntuali da cent’anni.

Come arrivare a Chur e muoversi da sola

Medieval Obertor gate tower with painted facade in the car-free old town of Chur, Switzerland

Chur è facilissima da raggiungere in treno, che per me è sempre il modo migliore per viaggiare in solitaria. Da Zurigo ci vogliono poco più di un’ora, da Basilea circa due ore e mezza, da Lucerna poco meno di due. Tutte le principali città svizzere sono collegate con collegamenti frequenti, e la stazione di Chur è un vero e proprio snodo: da qui partono i treni della Ferrovia Retica per St. Moritz, Davos, Arosa e la valle dell’Engadina.

Io sono arrivata da Zurigo con un treno diretto e in un’ora e un quarto ero già in centro. Se invece arrivi in aereo, gli aeroporti di riferimento sono Zurigo e Milano: da entrambi si arriva comodamente in treno, con un cambio al massimo. L’aeroporto di Zurigo ha collegamenti diretti con Chur più volte al giorno, il che rende il viaggio sorprendentemente semplice.

Una volta in città non ti servirà nulla: io non ho mai usato un mezzo pubblico urbano. Il centro storico si gira tutto a piedi e la stazione, il centro e i principali musei sono a distanza di passeggiata. Se arrivi con valigia pesante, tieni presente che le strade dell’Altstadt sono in pavé: meglio un trolley con ruote larghe. E se hai intenzione di fare escursioni nei dintorni, il sistema di trasporti grigionese è impeccabile: con il trasporto pubblico locale si raggiungono facilmente anche i punti panoramici più belli.

Piccola nota da viaggiatrice attenta ai dettagli: le indicazioni turistiche nel centro sono segnalate con cartelli rossi che ti guidano da un monumento all’altro. È un sistema che ho trovato comodissimo, soprattutto per chi come me ama camminare senza guardare continuamente il telefono.

Dove dormire a Chur: la mia esperienza

Interior of the Romanesque Cathedral of Saint Mary of the Assumption in Chur with golden late Gothic altarpiece

Chur non è una città enorme, con circa 39.000 abitanti, quindi le strutture non sono centinaia come a Zurigo. Ma la scelta è comunque buona e i prezzi, per gli standard svizzeri, sono tutto sommato ragionevoli. Io ho scelto una stanza vicino alla stazione, una posizione strategica: arrivare con la valigia senza attraversare il centro storico in pavé è un vantaggio che non si discute.

Se vuoi svegliarti in mezzo alla storia, cerca una sistemazione dentro o ai margini dell’Altstadt: al mattino, prima che arrivino i primi visitatori, i vicoli sono tutti tuoi e la luce sulle facciate affrescate è magica. Se invece arrivi tardi o parti all’alba, la zona della stazione è più pratica. In ogni caso, prenota con un po’ di anticipo nei fine settimana: Chur è un punto di partenza per il Glacier Express e le camere si riempiono.

Una cosa che mi ha colpita è la tranquillità. Ho dormito benissimo, senza il rumore del traffico: le finestre affacciate sui vicoli pedonali regalano notti silenziose. E al mattino, la colazione con pane fresco, formaggio grigionese e marmellata di montagna è il modo perfetto per iniziare la giornata.

Il centro storico di Chur: l’Altstadt a piedi

Il cuore di Chur è la sua Altstadt, un labirinto di vicoli acciottolati, facciate colorate e cortili nascosti che sembrano usciti da un racconto. È considerato uno dei centri storici meglio conservati della Svizzera, ed è quasi interamente pedonale: un paradiso per chi viaggia da solo e vuole fermarsi a guardare senza fretta.

Il mio giro è iniziato dall’Obertor, la torre medievale che un tempo faceva parte delle fortificazioni della città. È una delle immagini più iconiche di Chur, con il suo aspetto massiccio e il tetto a punta. Da lì ho seguito i cartelli rossi che guidano i visitatori: in un paio d’ore ho visto la Martinsplatz con la sua fontana, la chiesa di San Martino del XV secolo e il Rathaus, il municipio, con quella sua leggera inclinazione che lo rende così caratteristico.

Non perderti i dettagli: le targhe sulle case, i portoni in legno, le finestre con le persiane colorate. A ogni angolo c’è un angolo da fotografare e, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio, i vicoli si svuotano e il centro storico sembra tutto tuo. Il sito ufficiale dei Grigioni, sito ufficiale dei Grigioni, descrive benissimo i punti salienti se vuoi preparare il percorso prima di partire.

Per le foto più belle, sali verso la cattedrale: da lì la vista sui tetti dell’Altstadt è stupenda, e al tramonto i tetti rossi si accendono di luce dorata. Ho passato mezz’ora seduta su una panchina a guardare le rondini, e giuro che è stato uno dei momenti più belli del viaggio.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta e il quartiere vescovile

Red Bernina Express train of the Rhaetian Railway crossing the Landwasser Viaduct, UNESCO World Heritage near Chur

Sopra il centro storico, su una piccola altura, si trova il complesso vescovile: la cattedrale di Santa Maria Assunta, il palazzo vescovile e la Hofkellerei, la storica cantina vescovile. La cattedrale ha circa 800 anni ed è il monumento più importante di Chur: uno stile romanico sobrio, con all’interno un altare maggiore tardogotico dorato che lascia senza parole.

La cattedrale è stata restaurata e riaperta alcuni anni fa, e oggi si presenta in tutto il suo splendore. Io sono entrata in un momento di silenzio quasi assoluto: solo il profumo di cera e la luce che filtrava dalle vetrate. Anche se non sei credente, vale la pena fermarsi qualche minuto: è uno di quei luoghi che ti fanno rallentare.

Accanto alla cattedrale c’è il palazzo vescovile, ancora oggi residenza ufficiale del vescovo di Coira, e poco più in giù la Hofkellerei, dove si producono e si vendono i vini vescovili. I vigneti attorno a Chur sono tra i più settentrionali d’Europa e il vino locale è una sorpresa: io ho assaggiato un bianco frizzante che non dimenticherò facilmente.

Sotto la cattedrale, in un’area protetta, si trovano resti di epoca romana: tracce di insediamenti che confermano l’antichità di questo luogo. Ho scoperto che l’ufficio turistico affitta le chiavi del sito archeologico a un costo simbolico (circa tre franchi, con una cauzione): se ti appassiona la storia, è un’esperienza curiosa che pochi visitatori conoscono.

I musei di Chur: il Museo Retico e il Museo d’Arte dei Grigioni

Se il tempo è brutto, o semplicemente se ami i musei, Chur ha due gioielli da non perdere. Il primo è il Museo Retico (Rätisches Museum), ospitato in una casa patrizia del XVII secolo: racconta 5.000 anni di storia dei Grigioni, dai reperti preistorici all’età moderna. È un museo piccolo ma curatissimo, perfetto da girare in un’ora e mezza.

Il secondo è il Museo d’Arte dei Grigioni (Bündner Kunstmuseum), in parte ospitato in un edificio storico e in parte in un’ala moderna progettata da un architetto di fama. La collezione spazia dai paesaggi alpini dell’Ottocento all’arte contemporanea, con opere di artisti legati alla regione. Ho passato un pomeriggio intero lì, e nei giorni di pioggia è un rifugio perfetto.

Entrambi i musei sono a pochi minuti a piedi dal centro e accettano le card turistiche che in alcune stagioni offrono sconti. Da viaggiatrice solitaria, i musei hanno un valore speciale: nessuno ti trascina, decidi tu i tempi, e puoi fermarti dieci minuti davanti a un quadro senza sentirti in colpa.

La Ferrovia Retica: il viaggio in treno che non puoi perdere

View from Brambrüesch mountain above Chur over the Rhine valley and the Grisons Alps

Chur è la porta della Ferrovia Retica, la Rhätische Bahn, la cui linea dell’Albula e del Bernina è patrimonio UNESCO dal 2008. Da Chur partono alcuni dei treni più famosi del mondo: il Bernina Express, che scende fino a Tirano in Italia, e il Glacier Express, che attraversa le Alpi fino a Zermatt passando da St. Moritz.

Anche se non fai il viaggio completo, ti consiglio almeno un tratto: io ho fatto il Bernina Express da Chur fino a St. Moritz e sono rimasta con la bocca aperta. Viadotti in pietra, gallerie a spirale, ghiacciai e laghi color smeraldo: è uno dei viaggi in treno più belli del mondo, e si fa benissimo da soli, seduti vicino al finestrino con la fotocamera pronta. Se St. Moritz ti incuriosisce, dopo la mia guida St. Moritz in solitaria troverai tutto quello che serve per organizzare la tappa successiva.

Il Glacier Express, soprannominato il treno più lento del mondo, parte regolarmente da Chur: il viaggio completo fino a Zermatt dura circa otto ore e attraversa 291 ponti e 91 gallerie. È un’esperienza lenta per definizione, ma io la consiglio a chi vuole davvero staccare la spina. Le prenotazioni sono obbligatorie e i posti vanno prenotati con anticipo, soprattutto in alta stagione: organizzati per tempo e scegli il lato del treno in base al percorso per avere i panorami migliori.

Se vuoi un assaggio più economico, anche solo il viaggio locale da Chur verso i paesini della valle è spettacolare: la tratta fino a Rhäzüns o lungo la gola del Reno è breve ma bellissima, e ti dà un’idea della magia senza spendere una fortuna.

Itinerario di un giorno a Chur: la mia tabella di marcia

Se hai poco tempo, ecco come ho organizzato io la giornata perfetta. Al mattino presto, con l’Altstadt ancora silenziosa, ho fatto il giro dei vicoli partendo dall’Obertor, poi sono salita alla cattedrale. Verso mezzogiorno, pausa pranzo con una specialità locale in una trattoria del centro, e nel primo pomeriggio il Museo Retico.

Nel tardo pomeriggio, la parte che mi è piaciuta di più: la salita con la funivia a Brambrüesch, la montagna di casa dei churesi. In pochi minuti dalla stazione della funivia, a due passi dal centro, sei a 2.176 metri con una vista che spazia sulla città, sulla valle del Reno e sulle cime dei Grigioni. Io ci sono salita al tramonto e ho assistito a uno spettacolo di colori che non dimenticherò.

La sera, cena in un ristorante del centro storico e passeggiata finale tra i vicoli illuminati. Se preferisci riposare le gambe, in alternativa alla funivia puoi dedicare il pomeriggio al Museo d’Arte dei Grigioni e a una degustazione alla Hofkellerei: anche così la giornata è piena ma mai frenetica.

Se invece hai due o tre giorni, aggiungi una gita alla Ruinaulta, la gola del Reno soprannominata il Grand Canyon svizzero, o un tratto della Ferrovia Retica. Io ho fatto entrambe le cose e non ho rimpianto nulla.

Escursioni nei dintorni: Ruinaulta, gola del Reno e dintorni

Chur è circondata da una natura spettacolare, raggiungibile senza auto. La prima escursione che ti consiglio è la Ruinaulta, la gola del Reno Anteriore: si arriva in treno in una ventina di minuti e da lì partono sentieri che seguono il fiume tra pareti di roccia alte fino a 300 metri. Il colore dell’acqua, tra il verde e il turchese, è incredibile, e i treni rossi della Ferrovia Retica che passano sui viadotti completano il quadro.

Una seconda opzione è la funivia di Brambrüesch, che ho già citato: oltre al panorama, in cima ci sono sentieri facili adatti a tutti e un ristorante di montagna dove ho mangiato il miglior capuns del viaggio. I capuns sono involtini di bietola ripieni di impasto, speck e formaggio, una delle specialità più amate dei Grigioni: se ne vedi nel menu, ordinane senza pensarci.

Per chi ha più tempo, la valle dell’Engadina e St. Moritz sono a un’ora e mezza di treno, e la valle del Reno fino a Ilanz offre borghi pittoreschi e passeggiate lungo il fiume. Anche senza auto, insomma, i dintorni di Chur sono un parco giochi per chi ama camminare.

Cosa mangiare a Chur: sapori grigionesi

La cucina grigionese è una sorpresa per il palato. Oltre ai capuns, devi assolutamente provare la carne secca dei Grigioni (Bündnerfleisch), affettata sottilissima e servita con pane di segale e formaggio. È il classico antipasto di montagna, perfetto con un bicchiere di vino locale.

Nei ristoranti del centro trovi anche la Maluns, un piatto a base di patate e farina tostate nel burro, servito con salsa di mele: semplice ma golosissimo, ed è la cucina di casa delle famiglie grigionesi. Per i più coraggiosi, c’è anche la pizokel, una specie di gnocco di farina di grano saraceno.

Da bere, non puoi non assaggiare il vino dei vigneti di Chur: la città è circondata da colline coltivate e la tradizione vitivinicola è antichissima. Io ho fatto una piccola degustazione alla Hofkellerei e ho scoperto un bianco aromatico che ora cerco ovunque. E per la pausa dolce, le pasticcerie del centro sfornano torte di noci e dolci alla frutta di bosco che da sole valgono il viaggio.

Mangiare da soli in Svizzera è assolutamente normale: i ristoranti sono abituati ai viaggiatori e nessuno ti guarda strano. Se preferisci, nei supermercati trovi ottimi panini e specialità locali da gustare su una panchina dell’Altstadt: io l’ho fatto più di una volta e me la sono goduta tantissimo.

Chur in solitaria: consigli pratici, sicurezza e budget

Veniamo alla parte pratica, quella che avrei voluto trovare prima di partire. La sicurezza: Chur è una città tranquillissima, anche da sola, anche la sera. Ho camminato nei vicoli del centro a notte fonda senza mai sentirmi a disagio, e la Svizzera in generale è tra i paesi più sicuri d’Europa. Resta comunque valida la solita prudenza da viaggiatrice, ma posso assicurarti che la tensione è zero.

La lingua: a Chur si parla tedesco, ma il cantone dei Grigioni è l’unico della Svizzera con tre lingue ufficiali (tedesco, romancio e italiano). Con l’inglese o un italiano molto basico si sopravvive benissimo, e nei negozi e nei ristoranti del centro trovi quasi sempre qualcuno che parla italiano. Le valute: si paga in franchi svizzeri, e la carta è accettata quasi ovunque, anche per piccoli importi.

Il budget: la Svizzera non è economica, ma Chur è più abbordabile di Zurigo o Ginevra. Per una stanza singola aspettati cifre nella media svizzera; un pasto al ristorante costa circa quanto in altre città svizzere, ma con porzioni generose. I trasporti pubblici hanno un costo alto ma sono puntuali e comodi: valuta se ti conviene una card per i trasporti regionali se hai intenzione di fare più escursioni. Il mio consiglio è di prenotare in anticipo i treni panoramici e di viaggiare leggeri.

Infine, il ritmo: Chur non è una città da corsa. Il bello della chur in solitaria è proprio questo, potersi sedere in una piazza, guardare la gente e lasciare che sia la città a mostrarti i suoi angoli. Porta scarpe comode per il pavé, una giacca anche in estate (la montagna è imprevedibile) e una batteria di ricambio per il telefono: le foto da fare sono tantissime.

Il mio bilancio finale: ne vale la pena?

Sì, e lo dico senza esitazione. Chur mi ha dato quello che cercavo: una città a misura d’uomo, ricca di storia, circondata da paesaggi straordinari e perfetta da vivere in solitaria. Non è una destinazione che trovi nelle prime righe delle classifiche, e proprio per questo conserva un’autenticità che le città più famose hanno perduto da tempo.

Se stai pianificando un viaggio in Svizzera, ti consiglio di abbinarla a un giro delle città: Lucerna in solitaria ti darà i laghi e i ponti da cartolina, Basilea in solitaria l’arte e il Reno, Zurigo in solitaria la vita metropolitana, e Chur il suo piccolo grande mondo di montagna. Per i dettagli ufficiali, il sito di Svizzera Turismo è un’ottima partenza per organizzare il viaggio.

Da sola, con uno zaino, un biglietto del treno e una città intera da scoprire: è così che ho vissuto la mia chur in solitaria, ed è stato uno dei viaggi più belli della mia vita. La città più antica della Svizzera non grida mai, ma sussurra storie da 5.000 anni. Basta fermarsi ad ascoltare.

Esperienze e tour consigliati a Chur

Se vuoi arricchire il viaggio con un’esperienza organizzata, ecco le attività che ho selezionato e che puoi prenotare comodamente online: