Bologna in solitaria è un’esperienza che ogni viaggiatore indipendente dovrebbe vivere almeno una volta. Conosciuta come la Dotta (per l’antica Università), la Grassa (per la sua cucina leggendaria) e la Rossa (per il colore dei suoi tetti e delle sue mura), Bologna è una città che si svela camminando, assaporando, alzando lo sguardo verso i suoi portici che sono Patrimonio UNESCO. Arrivare da soli alla Stazione Centrale e uscire direttamente nel cuore pulsante della città significa iniziare un viaggio fatto di sapori autentici, arte medievale e un’atmosfera giovane e vitale che pochi luoghi sanno regalare.
In questa guida ti accompagnerò attraverso gli imperdibili di Bologna: dall’arrivo in treno alla maestosa Piazza Maggiore, dalla Basilica di San Petronio alle iconiche Due Torri, dal labirinto del Mercato di Mezzo e del Quadrilatero ai celebri Portici UNESCO. Scopriremo insieme il Santuario di San Luca, il contemporaneo MAMbo, e naturalmente i sapori della cucina bolognese — tortellini, ragù, mortadella — senza dimenticare l’Archiginnasio, cuore pulsante dell’antica Università. Pronto a scoprire Bologna in solitaria?
Arrivare a Bologna in Treno: la Stazione Centrale
Il tuo viaggio a Bologna in solitaria comincia ufficialmente alla Stazione Centrale di Bologna, uno degli scali ferroviari più importanti d’Italia. Inaugurata nel 1871 e completamente rinnovata per il passaggio dell’Alta Velocità, Bologna Centrale è il nodo strategico della rete ferroviaria del Nord Italia, il punto d’incontro tra le linee Milano-Roma-Firenze e la direttrice Venezia-Ancona. Per il viaggiatore solitario è la scelta migliore: niente traffico, niente parcheggi, zero stress, e la stazione si trova a pochi minuti a piedi dal centro storico.
Bologna è servita dall’alta velocità su tutte le direttrici: Frecciarossa, Frecciargento e Italo collegano Milano in appena 1 ora e 5 minuti, Firenze in 35 minuti, Venezia in 1 ora e 20 minuti, Roma in 2 ore e 5 minuti. I treni regionali sono frequenti e convenienti per Modena (20 minuti), Ferrara (30 minuti), Parma (45 minuti) e Ravenna (1 ora). Arrivare in treno significa entrare nel cuore pulsante della città senza dover pensare a nulla.
All’interno della stazione trovi deposito bagagli (presso le cassette automatiche al piano inferiore, vicino ai binari 1-4), un ufficio turistico, edicole, bar, ristoranti e un supermercato. Uscendo dalla stazione, imbocca Via dell’Indipendenza, il lungo rettifilo pedonale che in 10 minuti ti porta direttamente in Piazza Maggiore. La passeggiata è un’ottima introduzione alla città: negozi, palazzi ottocenteschi, caffè e i primi scorci delle torri medievali che spuntano all’orizzonte.
Per chi viaggia con bagaglio al seguito, consiglio di lasciarlo al deposito della stazione e dedicare la mattinata alla zona centrale, recuperando le valigie prima di raggiungere l’hotel nel primo pomeriggio. Molti hotel e B&B del centro sono raggiungibili a piedi in 10-20 minuti dalla stazione. Se preferisci l’autobus, le linee 27, 25 e 36 collegano la stazione a Piazza Maggiore in 5 minuti.
Piazza Maggiore: il salotto di Bologna
Piazza Maggiore è il cuore pulsante di Bologna, il punto da cui ogni esplorazione della città deve partire. Di forma rettangolare, è circondata da alcuni degli edifici più importanti della città: il Palazzo d’Accursio (sede del Comune, con la sua imponente scalinata e la statua del Nettuno alle spalle), il Palazzo dei Banchi, il Palazzo del Podestà e la Basilica di San Petronio. La piazza è pedonale, vivace a tutte le ore, e per il viaggiatore solitario è il luogo ideale per fermarsi a osservare la vita che scorre, seduti su una panchina o a un tavolino all’aperto.
Al centro della piazza, accanto a Palazzo d’Accursio, si erge la Fontana del Nettuno, capolavoro del Giambologna (1563-1567), simbolo del potere papale sulla città. La statua di Nettuno, con il tridente rivolto verso il basso, è uno dei monumenti più fotografati di Bologna. Secondo la tradizione popolare, prima di un esame gli studenti dell’Università girano intorno alla fontana in senso orario: un rituale scaramantico che resiste da secoli.
Piazza Maggiore è anche il palcoscenico naturale della vita bolognese. D’estate ospita concerti, proiezioni cinematografiche all’aperto (il celebre Cinema Ritrovato in piazza) e il mercatino dell’antiquariato. D’inverno, il mercatino di Natale e la pista di pattinaggio trasformano la piazza in un villaggio natalizio. Per chi viaggia in solitaria, sedersi sui gradini di San Petronio al tramonto, con un gelato artigianale in mano, è uno dei piaceri più autentici della città.
Basilica di San Petronio: la chiesa incompiuta
La Basilica di San Petronio domina Piazza Maggiore con la sua imponente facciata in marmo e laterizio, incompiuta nella parte superiore — una caratteristica che la rende unica al mondo. Dedicata al santo patrono della città, è la quinta chiesa più grande d’Europa per dimensioni (132 metri di lunghezza, 66 di larghezza e 47 di altezza nella volta). La sua costruzione iniziò nel 1390 per volere del Comune, ma non fu mai completata a causa dei continui contrasti con il potere papale.
L’interno è un capolavoro di arte gotica italiana: 22 cappelle laterali ospitano opere di artisti come Jacopo della Quercia (il portale maggiore con le storie della Genesi), Giovanni da Modena (la cappella Bolognini con il ciclo di affreschi della Vita di San Petronio e il suggestivo Giudizio Universale), e Alfonso Lombardi. Il coro ligneo intarsiato del 1451 è uno dei più belli d’Italia. Da non perdere la Linea del Meridiano, tracciata da Gian Domenico Cassini nel 1655: è la meridiana più lunga del mondo (67,72 metri) e ancora oggi segna il mezzogiorno solare con un fascio di luce che cade su una lastra di marmo.
L’ingresso alla basilica è gratuito, mentre per visitare le cappelle laterali e la cripta si paga un biglietto ridotto (3 €). Consiglio di visitarla al mattino presto, quando la luce filtra attraverso le vetrate laterali e l’atmosfera è raccolta e silenziosa. Se vuoi approfondire la storia della basilica, il museo adiacente ospita preziosi reperti e modelli architettonici.
Torri degli Asinelli e Garisenda: due grane da vedere
Le Due Torri — Asinelli (alta 97,2 metri) e Garisenda (alta 48 metri, ma originariamente oltre 60, accorciata per il rischio di crollo) — sono il simbolo di Bologna in tutto il mondo. Costruite tra il 1109 e il 1119 dalle omonime famiglie, sono le uniche superstiti delle oltre 100 torri che nel Medioevo punteggiavano il panorama della città, simbolo di potere e ricchezza delle famiglie nobiliari.
Salire i 498 gradini della Torre degli Asinelli è una delle esperienze più emozionanti che Bologna possa offrire al viaggiatore solitario. La salita è ripida e impegnativa (la torre è in leggera pendenza, circa 1,3 metri di inclinazione), ma una volta in cima il panorama ripaga ogni fatica: una vista a 360 gradi sui tetti di tegole rosse della città, i portici infiniti, le colline bolognesi, e nelle giornate limpide, l’appennino tosco-emiliano e persino le cime delle Dolomiti. È il posto perfetto per una foto ricordo e per orientarsi tra i monumenti visti dall’alto.
La Torre Garisenda, chiusa al pubblico per motivi di sicurezza, è celebre anche per essere stata citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Inferno, XXXI, 136-140), dove il poeta la paragona al gigante Anteo. Il biglietto combinato per la Torre degli Asinelli costa 8 € e include l’accesso al piccolo museo alla base, dove si racconta la storia delle torri e della Bologna medievale. Se prenoti online con GetYourGuide, puoi saltare la fila — il sabato e la domenica l’attesa può superare i 30 minuti.
Mercato di Mezzo e Quadrilatero: il ventre di Bologna
Alle spalle di Piazza Maggiore si estende il Quadrilatero, il dedalo di stradine medievali (Via Drapperie, Via Clavature, Via Pescherie Vecchie, Via Caprarie) che fin dal Medioevo è il cuore commerciale e gastronomico della città. Qui il tempo sembra essersi fermato: i nomi delle strade ricordano le antiche corporazioni — i drappieri, i fabbri, i pescivendoli — e ancora oggi botteghe storiche, laboratori artigiani e insegne di ogni tipo si affacciano sui sampietrini levigati dai secoli.
Il Mercato di Mezzo è il gioiello di questo quartiere. Inaugurato nel 2014 all’interno di un ex mercato coperto ottocentesco, è un food hall moderno e vivace che riunisce il meglio della tradizione gastronomica bolognese sotto un unico tetto. Qui trovi banchi che vendono pasta fresca fatta a mano, formaggi stagionati, salumi dell’Appennino, piadine romagnole, gnocco fritto e ovviamente la mortadella IGP, il salume principe di Bologna. Per il viaggiatore solitario, il Mercato di Mezzo è il paradiso: puoi girare tra i banchi, assaggiare un po’ di tutto, e sederti a uno dei tavoli comuni per un pasto informale senza sentirsi soli.
Da non perdere assolutamente: Tamburini (Via Caprarie 1), un’istituzione bolognese dal 1932, con il suo banco di salumi e formaggi dove ordinare un panino con mortadella e squacquerone; La Baita degli Osèi per lo gnocco fritto con salumi misti; e Mercato delle Erbe (Via Ugo Bassi), l’antico mercato coperto rinnovato che offre frutta fresca, ortaggi, spezie e street food di qualità.
Il Quadrilatero è anche il regno dell’aperitivo bolognese. Al calare della sera, i locali di Via Pescherie Vecchie e Via Drapperie si riempiono di studenti e giovani professionisti per l’aperitivo: un calice di Pignoletto (il vino bianco frizzante dei Colli Bolognesi) accompagnato da taglieri di salumi e tigelle (il pane tipico dell’Appennino) al costo di 8-12 €. Tra i locali più amati: Osteria dell’Orsa, Enoteca Italiana e Salumeria Simoni.
Portici UNESCO: passeggiare sotto 40 chilometri di storia
I Portici di Bologna sono il patrimonio architettonico più caratteristico della città e dal 2021 sono iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come “Portici di Bologna — Patrimonio dell’Umanità”. Con oltre 62 chilometri di portici totali (di cui circa 40 nel solo centro storico), Bologna detiene il primato mondiale per estensione di passaggi coperti. Costruiti inizialmente come spazio privato per ampliare le abitazioni a scapito dello spazio pubblico (il Comune li regolamentò nel 1288), nel tempo sono diventati l’elemento identitario della città, unendo bellezza architettonica e funzionalità pratica.
Per il viaggiatore solitario, passeggiare sotto i portici è un’esperienza unica. Proteggono dal sole d’estate e dalla pioggia d’inverno, e permettono di girare la città senza pensieri. I portici più antichi e suggestivi sono quelli di Via Santo Stefano (in legno, risalenti al XII-XIII secolo) e il Portico della Morte in Piazza San Stefano. Ma il portico più lungo del mondo (e il più spettacolare) è quello che porta al Santuario di San Luca: 666 arcate per 3,8 chilometri, che partono da Porta Saragozza e salgono fino alla chiesa sulla collina.
I portici sono anche un museo a cielo aperto: sotto le loro arcate si trovano negozi storici, botteghe artigiane, caffè, librerie e — da non perdere — le caratteristiche finestre dei ristoranti dove puoi vedere gli chef intenti a preparare la pasta fresca a mano, una tradizione che Bologna custodisce gelosamente. La Strada Maggiore, Via Zamboni e Via Rizzoli offrono alcuni dei tratti porticati più belli e frequentati.
Santuario di San Luca: la Madonna della città
Dominando la città dalla sommità del Colle della Guardia (289 metri), il Santuario della Madonna di San Luca è uno dei simboli più amati di Bologna e una tappa imperdibile per chi viaggia in solitaria. La chiesa, costruita tra il 1723 e il 1765 su progetto di Carlo Francesco Dotti, è un capolavoro del barocco bolognese a pianta centrale, con una maestosa cupola ellittica alta 35 metri. All’interno è custodita l’icona della Madonna di San Luca, un’immagine bizantina della Vergine con Bambino che, secondo la tradizione, fu portata a Bologna dall’Oriente nel 1160.
Il modo più suggestivo per arrivare a San Luca è percorrere il Portico di San Luca, il portico più lungo del mondo con i suoi 666 arcate e 3,8 chilometri di lunghezza. La passeggiata inizia da Porta Saragozza e sale dolcemente fino al santuario, attraversando un percorso scandito da 15 cappelle (i Misteri del Rosario) e da scorci sempre più ampi sulla città e sulle colline. Per il viaggiatore solitario, questa camminata è un’esperienza quasi meditativa: il portico protegge dal sole e dal traffico, il rumore della città si attenua a ogni gradino, e il panorama che si apre a ogni svolta ripaga la fatica (circa 40-50 minuti a piedi, con un dislivello di circa 150 metri).
In alternativa, puoi prendere il turistico bus-navetta San Luca Express che parte da Piazza Maggiore (5 € andata e ritorno, da marzo a ottobre). Se decidi di andare a piedi, porta con te una borraccia d’acqua e indossa scarpe comode: l’ascesa non è difficile ma i gradini sono tanti e l’ombra del portico non sempre arriva fino in cima.
Una volta in cima, visita la chiesa (ingresso gratuito), ammira il panorama sui tetti della città dalla terrazza laterale, e se hai tempo, fermati al bar del santuario per un caffè con vista. D’estate, il santuario ospita concerti e rassegne musicali nella piazza antistante. San Luca è anche il punto di partenza di bellissime passeggiate sui colli bolognesi: il Parco dei Cedri e i sentieri del Colle dell’Osservanza offrono itinerari adatti a tutte le gambe.
MAMbo: l’arte contemporanea a Bologna
Il MAMbo — Museo d’Arte Moderna di Bologna è uno dei musei di arte contemporanea più importanti d’Italia e una tappa che sorprende molti visitatori. Inaugurato nel 2007, occupa gli spazi dell’ex Forno del Pane, un ex opificio industriale degli anni ’30 perfettamente ristrutturato dall’architetto Aldo Rossi, nel quartiere di Porta San Donato. Il museo ospita la collezione permanente di arte italiana dal 1945 a oggi, con opere di Giorgio Morandi (bolognese doc), Lucio Fontana, Alberto Burri, Piero Manzoni, Michelangelo Pistoletto, Mario Merz e tanti altri.
Il MAMbo è un museo perfetto per il viaggiatore solitario: gli spazi sono ampi e ariosi, il percorso espositivo è ben segnalato, e le mostre temporanee (4-5 all’anno) sono sempre di altissimo livello. Il biglietto intero costa 10 € (ridotto 7 €), valido anche per il vicino Museo Morandi (dedicato al grande pittore bolognese) e per la Cineteca di Bologna (solo mostre fotografiche). Il museo è aperto da martedì a domenica, 10:00-18:30 (giovedì e venerdì fino alle 22:00).
Il quartiere intorno al MAMbo è diventato uno dei più vivaci di Bologna, con locali, birrerie artigianali e spazi di coworking. Dopo la visita, ti consiglio di esplorare Via del Pratello e il Parco della Montagnola, a pochi passi, dove l’atmosfera bohémien e la movida studentesca creano un’energia contagiosa. Se sei appassionato di fotografia, non perdere anche il vicino Fondazione MAST, uno spazio espositivo dedicato alla fotografia industriale e contemporanea (ingresso gratuito).
Archiginnasio: la culla del sapere europeo
L’Archiginnasio è l’edificio che più di ogni altro incarna il titolo di “Bologna la Dotta”. Situato in un meraviglioso palazzo cinquecentesco di fronte a Piazza Maggiore (l’ingresso è su Piazza Galvani 1), fu dal 1563 la sede dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, l’Università più antica del mondo occidentale (fondata nel 1088). L’edificio rimase sede dell’Università fino al 1803, quando fu trasferita a Palazzo Poggi, e oggi ospita la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, una delle più ricche biblioteche pubbliche italiane.
Visitare l’Archiginnasio da soli è un’immersione nell’atmosfera del sapere rinascimentale. Il Teatro Anatomico è il gioiello dell’edificio: un’aula in legno di abete interamente rivestita di pannelli intarsiati, costruita nel 1637 per le lezioni pubbliche di anatomia. Il tavolo anatomico in marmo al centro, circondato da gradinate a salienti, è sormontato da un soffitto a cassettoni decorato con gli stemmi dei professori di medicina e dalla statua dello scienziato. Interamente ricostruito dopo i bombardamenti del 1944, è oggi uno dei luoghi più fotografati di Bologna.
Le corti e le logge dell’Archiginnasio sono un altro capolavoro: le pareti sono interamente ricoperte da migliaia di stemmi araldici e iscrizioni in latino degli studenti e dei professori che frequentarono l’Università tra il XVI e il XVIII secolo. Ogni stemma racconta una storia — il nome, la città di provenienza, il titolo di studio — e passeggiare tra i porticati ammirandoli è come sfogliare un libro di storia dell’Europa rinascimentale. L’ingresso alla biblioteca e al teatro anatomico è gratuito (orario: lunedì-venerdì 9:00-18:45, sabato 9:00-13:45).
Cibo bolognese: tortellini, ragù e mortadella
Bologna è la capitale della cucina italiana, e per il viaggiatore solitario il cibo è una delle ragioni principali per visitarla. Mangiare da soli a Bologna non è un problema: la città è piena di osterie, trattorie e mercati dove il pasto è un’esperienza conviviale e informale. Ecco i piatti che non puoi assolutamente perdere.
Tortellini in brodo: Sono il piatto simbolo di Bologna, e assaggiarli in una delle osterie del centro è un rito. I tortellini sono una pasta all’uovo ripiena di un impasto di maiale, mortadella, prosciutto crudo, Parmigiano Reggiano, uova e noce moscata, tradizionalmente serviti in brodo di cappone. Le migliori osterie dove gustarli? Osteria dell’Orsa (Via Mentana 1), Birreria Marconi (Via Marconi 2), Ristorante Da Cesari (Via de’ Carbonesi 8) e la storica Trattoria Anna Maria (Via delle Belle Arti 17). Un piatto di tortellini in brodo costa tra 12 e 16 €.
Tagliatelle al ragù: Il vero ragù bolognese — un sugo di carne macinata (manzo, maiale, pancetta) cotto lentamente con vino rosso, pomodoro, sedano, carota e cipolla — si serve SEMPRE con le tagliatelle all’uovo fresche, mai con gli spaghetti. La Dotta Confraternita del Tortellino e la delegazione bolognese dell’Accademia Italiana della Cucina hanno depositato la ricetta ufficiale presso la Camera di Commercio di Bologna: segno di quanto il ragù sia patrimonio della città. Da provare assolutamente in un’osteria come Osteria Bartolini o Drogheria della Rosa.
Mortadella IGP: Il salume più famoso di Bologna, ottenuto da carne di suino finemente tritata con l’aggiunta di pistacchi e grani di pepe, stagionato e cotto lentamente. La mortadella IGP si gusta affettata sottile, da sola o con un pezzo di gnocco fritto. Al Mercato di Mezzo, da Tamburini, puoi comprare un panino con mortadella e squacquerone (formaggio fresco) che è un’esperienza divina per soli 5 €.
Altri piatti da non perdere: lasagne verdi alla bolognese, gramigna con salsiccia e panna, crescentine (tigelle) con salumi e formaggi, torta di riso, e per dessert la certosina di Bologna (un dolce di mandorle e cedro). Per l’aperitivo, non lasciare Bologna senza aver assaggiato il Pignoletto DOCG dei Colli Bolognesi, un vino bianco frizzante perfetto con i salumi.
Per un’esperienza culinaria completa in solitaria, ti consiglio di prenotare un tour gastronomico del Quadrilatero su GetYourGuide: in circa 3 ore girerai tra botteghe, osterie e mercati assaggiando i piatti simbolo della città accompagnato da una guida locale che racconta la storia e le tradizioni di ogni prodotto.
Itinerario consigliato per Bologna in solitaria
Giorno 1 — Il cuore medievale e la cultura (a piedi, tutto in centro)
Arrivo in treno a Bologna Centrale al mattino (deposito bagagli se necessario). Passeggiata lungo Via dell’Indipendenza fino a Piazza Maggiore (15 minuti). Mattina dedicata alla Basilica di San Petronio (1 ora) e all’Archiginnasio con il Teatro Anatomico (1 ora). Pranzo al Mercato di Mezzo: un assaggio di mortadella, un piatto di tagliatelle al ragù e un bicchiere di Pignoletto (15-20 €). Pomeriggio: salita alla Torre degli Asinelli (30 minuti più la fila, prenota online), e passeggiata sotto i Portici UNESCO di Via Santo Stefano e Strada Maggiore. Visita al Museo Civico Archeologico (ingresso 5 €, 1 ora e mezza). Cena in un’osteria tipica del Quadrilatero: tortellini in brodo e un dessert (20-25 €).
Giorno 2 — Tra arte contemporanea e colline (bus + piedi)
Mattina: visita al MAMbo (2 ore, 10 €) e passeggiata nel quartiere di Via del Pratello. Colazione al bar del MAMbo o in uno dei caffè di Via Mascarella. Spostamento verso Porta Saragozza (bus 20 o 21, 15 minuti). Salita al Santuario di San Luca percorrendo il portico più lungo del mondo (40-50 minuti a piedi). In cima: visita alla basilica e panorama sulla città (30 minuti). Discesa con il bus-navetta San Luca Express (5 €). Pranzo in un’osteria vicino a Via della Grada, per un ultimo assaggio di cucina bolognese. Pomeriggio: ultimo giro tra gli indirizzi food del Quadrilatero per acquistare souvenir gastronomici (tortellini freschi, mortadella IGP, aceto balsamico tradizionale). Recupero bagagli alla stazione e partenza.
Consigli pratici per il viaggiatore solitario a Bologna
- Quando andare: La primavera (aprile-giugno) e l’autunno (settembre-ottobre) sono i periodi migliori, con temperature miti e meno folla. L’estate è calda (35-38°C non sono rari), ma le serate in piazza sono magiche. L’inverno è freddo e umido, ma i mercatini di Natale e il calore delle osterie compensano.
- Dove dormire: Il centro storico (zone di Piazza Maggiore, Via Indipendenza, Università) è la scelta migliore per il viaggiatore solitario. Trovi hotel di varie fasce, B&B in palazzi storici e ostelli come il Bologna Ostello We_@_Bologna (Via Riva di Reno, 20 minuti a piedi dal centro), con dormitori da 25-30 € a notte.
- Muoversi: Il centro storico è interamente pedonale e compatto. Per San Luca, il MAMbo o la stazione, usa gli autobus TPER (biglietto 1,50 € valido 75 minuti). La Bologna Welcome Card (da 25 €) include ingressi ai musei e trasporti pubblici.
- Sicurezza: Bologna è una città sicura per i viaggiatori solitari. Il centro è frequentato anche la sera, ma tieni d’occhio borse e smartphone nei mercati affollati e sui mezzi pubblici.
- Budget medio giornaliero: 45-75 € al giorno: 15-25 € per un pasto in osteria, 10-15 € per il pranzo al mercato, 30-50 € per un B&B in centro (singola).
- Prenota con anticipo: I biglietti per la Torre degli Asinelli e per i tour gastronomici vanno prenotati online, soprattutto nei weekend. Su GetYourGuide trovi il biglietto saltafila e il tour guidato a piedi con degustazione.
Conclusione: Bologna in solitaria ti aspetta
Bologna è molto più della sua fama di città del cibo e dell’università. È una città che si svela a chi la cammina con calma, a chi si ferma sotto un portico ad ascoltare il rumore della vita che scorre, a chi alza lo sguardo verso le torri e le cupole che raccontano mille anni di storia. Viaggiare da soli a Bologna significa potersi muovere al proprio ritmo: passare un’ora davanti a un affresco dell’Archiginnasio senza fretta, fermarsi a un banco del Mercato di Mezzo per un assaggio di mortadella, salire fino a San Luca e sentirsi in cima al mondo.
Tra un piatto di tortellini in brodo e una passeggiata sotto i portici più lunghi del mondo, tra lo stupore del Teatro Anatomico e l’energia del MAMbo, Bologna ti regalerà ricordi che porterai per sempre con te. E chissà, forse scoprirai che la città più grassa, dotta e rossa d’Italia è anche, in fondo, la più romantica — anche quando si viaggia da soli. Buon viaggio e buon appetito!
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