Curiosità su Bangkok: 25 fatti che (forse) non conosci

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Una città dal nome lunghissimo

Il tempio Wat Arun a Bangkok al tramonto

Bangkok ha il nome cerimoniale più lungo del mondo

Il nome cerimoniale completo di Bangkok è ‘Krung Thep Mahanakhon Amon Rattanakosin Mahinthara Ayuthaya Mahadilok Phop Noppharat Ratchathani Burirom Udomratchaniwet Mahasathan Amon Piman Awatan Sathit Sakkathattiya Witsanukam Prasit’ — 168 caratteri che entrano nel Guinness World Records. Questo nome, che tradotto significa ‘Città degli angeli, grande città degli immortali, magnifica dimora del dio Indra…’ è cantato come una canzone dai bambini thailandesi. I locals però la chiamano semplicemente ‘Krung Thep’ (Città degli Angeli).

Bangkok non esiste ufficialmente

Ecco una curiosità che pochi sanno: Bangkok è il nome usato dagli stranieri, ma dal 2022 il governo thailandese ha decretato che il nome ufficiale internazionale è ‘Krung Thep Maha Nakhon’. Il vecchio nome ‘Bangkok’ (‘ban’ = villaggio, ‘kok’ = olivo selvatico) è ancora tollerato, ma ufficialmente la città ha cambiato identità. I cartelli stradali, i documenti governativi e i biglietti aerei ora riportano Krung Thep.

Templi e spiritualità

Il Buddha Sdraiato è enorme e ovunque

Il Wat Pho, uno dei templi più antichi di Bangkok (16° secolo), ospita il Buddha Sdraiato più grande della Thailandia: 46 metri di lunghezza per 15 di altezza. I suoi piedi sono lunghi 5 metri e sono decorati con 108 motivi di buon auspicio realizzati con madreperla. Ma la curiosità più sorprendente riguarda le sue dimensioni: il Buddha è così grande che non si può fotografare interamente da nessuna angolazione. Il Wat Pho è anche considerato il primo centro di massaggi thailandesi della storia.

Il Tempio del Buddha di Smeraldo cambia vestiti 3 volte l’anno

Il Wat Phra Kaew, il tempio più sacro della Thailandia, custodisce il Buddha di Smeraldo (Phra Kaew Morakot). Ma non è fatto di smeraldo: è in realtà di giada, un’antica pietra verde. La statua, alta appena 66 cm, ha tre diversi abiti d’oro (estivo, invernale, per la stagione delle piogge) che vengono cambiati dal re in persona in una solenne cerimonia tre volte all’anno. L’atto di cambiare gli abiti è considerato così importante da portare fortuna all’intera nazione per la stagione successiva.

Ci sono più templi che ospedali

Bangkok conta ufficialmente oltre 400 templi buddisti (wat) attivi, contro circa 120 ospedali pubblici e privati. Ma il rapporto è ancora più estremo se si considerano i santuari: tra templi, santuari induisti, chiese e moschee, si superano le 600 strutture religiose. Ogni mattina alle 6 migliaia di monaci in tunica arancione escono dai templi per la questua (‘tak bat’), la raccolta delle offerte di cibo che i fedeli preparano all’alba.

Il tempio più instabile del mondo

Il Wat Paknam Bhasicharoen ospita una statua del Buddha alta 69 metri (Phra Buddha Dhammakaya Thepmongkhon), visibile da quasi tutta la città. Ma la vera meraviglia è all’interno: una sala di meditazione chiamata ‘Cielo d’Argento’ interamente ricoperta da milioni di pezzi di specchi e cristalli. I monaci del tempio sono famosi per la loro tecnica di meditazione Dhammakaya, che insegna a ‘vedere’ un centro luminoso dentro di sé.

Vita notturna e cultura

Khao San Road non era un centro di vita notturna

Oggi Khao San Road è la mecca dei backpacker, ma negli anni ’80 era una tranquilla strada di mercato di prodotti agricoli e riso. Il nome stesso significa ‘riso macinato’ in thailandese. Fu solo con l’esplosione del turismo zaino-in-spalla che i guesthouse e i bar sostituirono le bancarelle di riso. Ancora oggi, nonostante il caos notturno, la mattina presto si possono vedere i monaci che raccolgono le offerte davanti ai bar chiusi.

Bangkok ha il più grande mercato galleggiante… ormai turistico

Il mercato galleggiante di Damnoen Saduak, a circa 100 km da Bangkok, è il più famoso della Thailandia. Un tempo era un autentico mercato dove i contadini scambiavano frutta e verdura sulle barche. Oggi è diventato un’attrazione turistica con oltre 2000 barche, ma quotidianamente si possono ancora assaggiare le migliori zuppe di noodle servite direttamente dalla barca. Il segreto? Arrivare alle 6 del mattino prima dell’invasione dei turisti.

Ladyboy: il terzo sesso è cultura

I kathoey (comunemente chiamati ladyboy) sono una parte integrante della cultura di Bangkok. La Thailandia ha una delle più alte percentuali di persone transgender al mondo, e Bangkok è il loro epicentro. A differenza dell’Occidente, qui la cultura del ‘terzo sesso’ è storicamente più accettata. Ogni anno si tiene il concorso ‘Miss Tiffany’s Universe’ a Pattaya, il più grande concorso di bellezza transgender del mondo. Molti kathoey lavorano nell’intrattenimento, ma sempre più spesso si trovano in ruoli professionali tradizionali.

Modernità e contrasti

Bangkok sta lentamente affondando

Secondo studi geologici, Bangkok sta affondando a un ritmo di 1-3 centimetri all’anno. La città, costruita su un terreno paludoso a soli 1,5 metri sul livello del mare, è considerata una delle metropoli più vulnerabili al cambiamento climatico. Alcuni quartieri sono già scesi di oltre 1 metro dal 1960. Il governo ha costruito un sistema di barriere e pompe, ma la subsidenza (causata anche dall’estrazione eccessiva di acqua di falda) continua. Si stima che entro il 2050 il 40% di Bangkok potrebbe essere sotto il livello del mare.

Bangkok detiene il record del traffico peggiore del mondo (a volte)

Bangkok compete regolarmente con città come Manila e Jakarta per il titolo di peggior traffico del mondo. Negli anni ’90 deteneva saldamente il record, con residenti che passavano in media 60 giorni all’anno fermi in macchina. Il fenomeno è così grave che ha generato un mercato parallelo: venditori ambulanti che girano tra le auto ferme vendendo di tutto, dal cibo ai vestiti. Esistono anche ‘autisti di fuga’ pronti a intervenire quando il traffico si blocca, e persino un servizio di consegna cene per chi resta bloccato.

I tassisti di Bangkok sono famosi per rifiutare le corse

Una delle stranezze di Bangkok: i tassisti rifiutano regolarmente i passeggeri, soprattutto se la destinazione è breve o in una strada con traffico. Il problema è così diffuso che l’app Grab (il Uber thailandese) è diventata indispensabile. I tassisti preferiscono attendere ore all’aeroporto per una corsa lunga piuttosto che accettare una breve in città. Una curiosità: molti tassisti di Bangkok sono diventati personaggi mediatici: alcuni decorano i loro taxi con luci LED, peluche e persino piante finte.

I centri commerciali di Bangkok sono città nella città

Siam Paragon e IconSiam non sono semplici centri commerciali: sono vere e proprie città. Siam Paragon ospita, tra l’altro, il più grande acquario del sud-est asiatico (Siam Ocean World), una pista da bowling, una sala concerti da 2000 posti e una concessionaria Lamborghini. IconSiam, il più recente (2018), ha un mercato galleggiante al coperto e un teatro d’acqua. Bangkok ha oltre 100 centri commerciali di lusso, più di qualsiasi altra città del sud-est asiatico.

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Consigli pratici per il viaggio

Se il tempo cambia, Curiosità su Bangkok offre ripari utili: il centro storico, i musei civici e i mercati coperti bastano a salvare la giornata.

La cucina locale: piatti da non perdere

A Bangkok si mangia per strada e lo si fa a ogni ora, spesso seduti su sgabelli di plastica. Il street food è una vera istituzione: pad thai, som tam, noodle in brodo e spiedini di maiale si trovano nei soi del centro e nel mercato notturno di Chinatown, lungo Yaowarat. Ogni quartiere ha il suo mercato, dove la gente compra la cena già pronta invece di cucinarla. Diffida dei carrelli con il cibo esposto al sole e scegli quelli con la fila di thailandesi: è il miglior indicatore di qualità. In Thailandia la mancia non è obbligatoria e non è attesa.

Quando visitare: clima e periodo migliore

Bangkok è tropicale e ha tre stagioni riconoscibili: da novembre a febbraio è il periodo migliore, più asciutto e relativamente fresco, con serate sopportabili. Da marzo a maggio il caldo sale e l’umidità opprime, prima che arrivino le piogge. Da giugno a ottobre il monsone porta rovesci brevi e intensi, spesso nel pomeriggio, e alcune zone della città si allagano. Ad aprile cade il Songkran, la festa dell’acqua: divertente ma caotica, con traffico pesante e negozi chiusi.

Come muoversi: trasporti e spostamenti

A Bangkok la distanza tra i quartieri inganna, e il traffico è leggendario: la soluzione è lo Skytrain BTS e la metro MRT, che corrono su sopraelevata e sottosuolo saltando completamente gli ingorghi. Dall’aeroporto di Suvarnabhumi c’è un treno dedicato che porta alla rete urbana. Per il fiume, i battelli del Chao Phraya sono mezzi di trasporto veri, non solo attrazioni, e collegano il centro a Wat Arun e ai moli del nord. Tuk-tuk e mototaxi servono per i tratti brevi, ma contrattate sempre prima.

Sicurezza e precauzioni

Bangkok è caotica più che pericolosa, ma le truffe sono un mestiere: il tuk-tuk che propone un giro a prezzo speciale finisce quasi sempre in una gioielleria o in un’agenzia di viaggi. Rifiuta e usa il BTS o la metropolitana, più veloci del traffico. Attenzione alle moto-taxi, che sfrecciano anche sui marciapiedi, e ai bagagli incustoditi nelle stazioni. Non bere acqua del rubinetto e diffida del ghiaccio nei banchetti di strada. Emergenze 191 polizia, 1155 polizia turistica; ambasciata italiana in città.

Esperienze culinarie

A Bangkok si mangia soprattutto per strada, dove wok e pentole di brodo lavorano dalla mattina alla sera. Il pad thai, noodles di riso saltati con tamarindo, uova e arachidi, è il piatto più diffuso, ma la cucina quotidiana propone som tam, insalata di papaya verde piccante e acida, zuppe di cocco e lemongrass, curry verdi e rossi con riso. Il piccante si bilancia con zucchero di palma e succo di lime. Si beve tè freddo con latte condensato e succhi di frutta tropicale. Nei mercati notturni si cucina davanti ai clienti, su tavoli pieghevoli.

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A Bangkok la luce è la difficoltà principale: umidità alta, cielo velato e sole a picco per gran parte dell’anno. Conviene uscire all’alba, quando Wat Arun e Wat Pho si riflettono nel fiume e i visitatori sono ancora pochi, e rientrare nelle ore centrali. Il fondale più interessante è la vita sui khlong, i canali dove le barche passano a pochi metri: servono tempi rapidi. La sera Chinatown e i mercati notturni danno colori saturi e insegne al neon, ideali a mano libera. Tieni un panno sull’obiettivo: condensa e schizzi sono la norma.