Bonassola in solitaria: guida pratica

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Le case di Bonassola e la baia fotografate dall'alto
Il borgo di Bonassola visto dall’alto

Perché scegliere Bonassola

Bonassola è un comune di poco più di settecento abitanti della provincia della Spezia, appoggiato su una piana alluvionale stretta tra colline di pini, uliveti e vigneti terrazzati che scendono fino al mare. Il nome ligure è Bonasseua, e in pochi giorni capirai perché chi lo visita una volta ci torna: la spiaggia di sabbia e ghiaia è a due passi dal centro, i servizi reali non mancano e le due porte di accesso eccellenti (Levanto e Framura) sono raggiungibili senza auto.

Chi viaggia da solo avrà un vantaggio non piccolo: nessuna rotta imposta da altri. È possibile organizzare una prima passeggiata nel centro, lasciare margine per adattare il programma a orari, meteo e interessi, e in due o tre giorni coprire tutte le facce del golfo senza correre. È qui che nel 2005 si è battuto il record della lasagna al pesto più grande del mondo, e qui che FEE-Italia conferisce periodicamente la bandiera blu per la qualità delle spiagge.

Identità e storia del borgo

Le origini del toponimo portano al latino medievale Vallis Bonazolae, quella fascia costiera compresa tra Framura a ponente e Levanto a levante: il nucleo abitato della marina nascerà proprio qui, tra il XV e il XVI secolo. La prima citazione ufficiale del territorio risale a un documento del 1269 che menziona la chiesina di San Giorgio di Reggimonti, la prima citazione ancora più antica andrebbe però retrodatata al 18 marzo 1154, quando un documento pontificio di papa Anastasio IV confermava al vescovo di Luni le proprietà della pieve di Ceula, tra cui la chiesa locale di Scernio. Scavi condotti nel 1959-60 presso la località Chiesarotta hanno riportato alla luce resti della vecchia chiesa e tracce di presenza umana anteriore alla colonizzazione romana.

La vicenda del borgo passa dai signori Da Passano alla Repubblica di Genova, che nel primo Quattrocento lo assoggetta alla podesteria di Framura. Un censimento fiscale del 1531 documenta la vocazione marinaresca e il commercio di vino, olio e castagne. Succede quindi il periodo buio delle incursioni dei pirati saraceni: proprio da quelle e da un episodio del 30 marzo 1569 trae origine l’Instrumento della Cumpagnia di Bonassolla, considerato uno dei primi documenti italiani di previdenza civile, nato per riscattare i concittadini catturati dai predoni. Con l’eclissi della Repubblica di Genova il borgo segue le sorti della dominazione francese dal 1797, entra poi nel Regno di Sardegna (1815) e ancora nel Regno d’Italia (1861). Nel corso del XIX secolo arrivano la linea ferroviaria litoranea e la strada carrozzabile che mettono fine al secolare isolamento, e il borgo apre le strade del turismo.

Nella seconda guerra mondiale la costa di Bonassola tocca episodi drammatici. Il 29 giugno 1943 il piroscafo Bolzaneto viene silurato dal sommergibile inglese Sportsman tra Bonassola e Deiva Marina, spaccandosi in due tronconi che giacciono ancora in un fondale tra 40 e 55 metri; i superstiti vennero tratti in salvo dagli abitanti con barche da pescatore. Il 22 marzo 1944, poi, 15 commando americani dell’OSS sbarcano nella caletta Sca’ per sabotare la galleria ferroviaria: catturati, vengono fucilati il 26 marzo a Punta Bianca per ordine del generale Anton Dostler, che a fine guerra — primo generale tedesco in tal senso — verrà a sua volta condannato a morte. Un altro episodio ferisce la storia locale il 16 gennaio 1965, quando un treno merci carico di esplosivi esplode nella stazione: moriranno dieci persone.

Cosa vedere nel centro

Il centro storico si gira a piedi in un’ora, ma merita mezza giornata molto più lenta. Partenza obbligata è la chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria: eretta nella prima metà del Cinquecento e profondamente trasformata in epoca barocca, fu consacrata l’8 luglio 1668 dal vescovo di Luni Giovanni Battista Spinola. Dentro conserva tele di Pietro Costa, le Pie donne ai piedi della Croce di Antonio Discovolo, pittore che visse a lungo a Bonassola, e una Adorazione dei pastori di Giovanni Battista Carlone; di grande pregio è poi la cassa processionale della Madonna del Rosario, opera della scuola di Anton Maria Maragliano.

A due passi c’è l’ex oratorio di Sant’Erasmo, edificio cinquecentesco già sede della confraternita dei pescatori locale e oggi sala per convegni e mostre comunali. Sul finire del Seicento la famiglia Poggi fece costruire la chiesetta della Madonnina della Punta, sul lato occidentale del golfo: il restauro del 1932 su progetto dell’architetto Orlando Grosso le aggiunse il porticato balzato a strapiombo sul mare, dove la vista arriva fin sull’orizzonte.

Se ti piacciono i palazzi, la figura più riconoscibile è Palazzo Vinzoni, costruito alla fine del Cinquecento: una targa in facciata ricorda che vi soggiornò Matteo Vinzoni, grande cartografo della Repubblica di Genova, nato — peraltro — nella frazione bonassolese di Montaretto. Vale la pena anche Palazzo Paganetto, settecentesco, costruito per gli armatori che gli diedero il nome, con loggiato a tre archi e volte affrescate, e Palazzo Saporiti-Paganetto, per cui venne inciso sull’architrave il distico latino Nulli certa domus, «nessuna casa è certa». Nella frazione di San Giorgio, infine, restano i ruderi della torre Ardoina, fortificazione del 1544 crollata nel Seicento e restaurata nel 2018.

A Bonassola si alterna un piccolo museo in palazzo comunale: la Galleria d’Arte Moderna dedicata ad Antonio Discovolo, una tappa giusta per capire la luce dei pittori liguri di fine Ottocento.

Spiagge e sentieri del golfo

La spiaggia principale è di sabbia e ghiaia, direttamente sul golfo: acqua chiara, ombra dei pini su parte del lido, bar e noleggi. La bandiera blu europea premia la pulizia delle acque e i servizi; nella stagione calda l’acqua resta mite anche al mattino. Ai lati della baia, tra i tunnel della ciclopedonale, trovi piccole insenature raggiungibili a piedi o in bici: chi cerca silenzio fa bene a partire presto, quando gli accessi sono ancora vuoti.

Dalla parte opposta, un sentiero panoramico sale dalla spiaggia alla Madonnina della Punta e poi prosegue verso il Salto della Lepre, punto panoramico tra Bonassola e Framura che deve il nome a una leggenda popolare: una lepre preferì lanciarsi nel vuoto piuttosto che farsi catturare dai cacciatori.

Itinerario di tre giorni

Giorno 1 — il centro e il mare. Arrivi in treno a Bonassola, ti sistemi e fai la prima passeggiata: piazza, chiesa di Santa Caterina, ex oratorio di Sant’Erasmo, poi la Madonnina della Punta in tempo per il tramonto. Poi spiaggia o una prima immersione, e cena al pesce in uno dei locali del centro.

Giorno 2 — la ciclopedonale Maremonti. Noleggia una bici e parti da Bonassola: verso Levanto (circa 2,5 chilometri di tunnel e affacci sul mare), mattinata a Levanto e ritorno in treno o pedale. In alternativa pedala verso Framura, dove il percorso totale sfiora i sei chilometri; d’estate le gallerie funzionano da aria condizionata naturale, e ogni apertura su mare ti regala un fotogramma diverso. Poi rientro in centro per la cena.

Giorno 3 — l’entroterra o le Cinque Terre. Sali in uno dei borghi di collina (Montaretto, Reggimonti, San Giorgio o Scernio) per il silenzio e la cucina genuina, oppure prendi il regionale verso Monterosso per le Cinque Terre: la stazione di Bonassola è sulla linea Genova-Pisa, e il viaggio dura poco più di una trentina di minuti. Rientro la sera, senza fretta.

Come arrivare e muoversi

In treno: la stazione di Bonassola è sulla linea Genova-Pisa, con regionali da La Spezia, Levanto, Sestri Levante, Genova e Pisa. Dalla stazione al mare cammini dieci minuti scarsi, il che è un vantaggio enorme per chi viaggia solo e viaggia leggero. Sull’autobus, invece, un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall’AMT garantisce quotidiani collegamenti in bus con Levanto e le frazioni, mentre l’ATC assicura corse da Deiva Marina.

In auto: la provinciale 39 attraversa il centro e si aggancia alla provinciale 64 al bivio di Scernio. Ti conviene però parcheggiare e non toccare più l’auto: la pista ciclabile Maremonti, ricavata lungo il vecchio sedime ferroviario della Genova-Pisa (spostato nel 1970 alle spalle del borgo durante il raddoppio), rende superfluo l’uso di mezzo per Levanto e Framura. In bici: a Levanto trovi noleggi intorno ai 10-15 euro a mezza giornata, anche in e-bike. Usa le previsioni meteo come strumento di pianificazione, e conserva gli orari offline visto che i calendari regionali cambiano molto tra estate e inverno.

Dove dormire

Scegliere la struttura giusta cambia tutta la cadenza del viaggio. In un paese di questa grandezza, la scelta centrale è la più razionale per tre notti: alzato senza frettiglie, colazione davanti al mare, rientro a piedi dopo cena, nessun taxi. Il risparmio periferico spesso si trasforma in corse serali lungo la provinciale.

Verifica sempre tre punti: l’insonorizzazione (le case di bassa quota si affacciano spesso su vie strette), la climatizzazione (estate umida sulla costa, aprite le finestre con cautela) e la politica di cancellazione, dato che qui le prenotazioni cambiano in fretta a seconda della stagione. Un ultimo indizio: controlla sulla mappa la distanza reale dalla spiaggia, perché una «vista mare» dichiarata può significare anche cento gradini a piedi dall’ingresso.

🛌 Dove dormire a Bonassola

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Cibo e specialità locali

La tavola si riconduce a ciò che la costa e le colline sanno fare meglio: focaccia calda dal panificio, pesto appena battuto, farinata di ceci, trofie, acciughe e molluschi del golfo nelle trattorie del centro. La regola è la stessa della costa: una sola specialità al giorno nel luogo dove viene preparata con più cura, chiedendo ai residenti cosa ordinano. La tradizione gastronomica ligure resta a comune: i mercati e i panifici offrono porzioni singole perfette per chi viaggia da solo.

C’è anche un primato che poco sa di turistico e molto di identità: l’11 giugno 2005 a Bonassola è stata realizzata la più grande lasagna al pesto del mondo, su una superficie di 50 m², un record che l’anno dopo entrò nel Guinness dei primati superando il precedente di Salinas, in California. Ingredienti: 50 kg di basilico, 50 kg di pinoli, 7 quintali di besciamella; se ne servirono quattromila porzioni. È una curiosità, sì, ma dice anche quanto il pesto sia un segno di identità qui, più che una semplice ricetta.

Esperienze e attività

Oltre alle escursioni nella baia e alle visite del centro, puoi orientarti tra le esperienze prenotabili usando i link affiliati. Puoi confrontare tour culturali a Bonassola, attività gastronomiche e walking tour: link affiliati GetYourGuide. Sulla scheda dell’attività trovi lingua, durata, punto di ritrovo e regole di cancellazione: leggile prima di prenotare.

Se preferisci restare in autonomia, puoi invece girare a piedi le scalette del borgo, portare la merenda al Salto della Lepre e fare il bagno nelle cale tra i tunnel della ciclopedonale: le calette tra gallerie e scogli sono il ritratto più fedele della Riviera di Levante.

Riviera di Levante e territorio

Il meglio di questo territorio è la relazione fra il mare e le colline: otto borghi storici si disseminano su 9,19 km² di comune, con le frazioni di Costella, Montaretto, Poggio, Reggimonti, San Giorgio, Scernio e Serra aggirate attorno al monte Brino da una parte e al monte Rossola dall’altra. Se hai tempo, una mattina dedicata a tutte quante vale la fatica: salite leggere, stradine asfaltate o in terra battuta, una chiesa di paese e mille varianti del panorama sulla baia.

D’estate il calendario vive anche di musica: tra gli appuntamenti del Festival Massimo Amfiteatrof di Levanto, attivo con cadenza estiva dal 1992, alcune sedute si tengono a Bonassola. Il primo giugno, poi, in occasione del Corpus Domini le vie si riempiono di mercatini e infiorate, i tappeti floreali che decorano il centro. Controlla il programma un mese prima di partire, e tieni conto che l’alta stagione coincide con la piena occupazione legata alla bandiera blu e alla vicinanza delle Cinque Terre.

Gli appunti finali

Nel caso di Bonassola, verifica la prima e l’ultima corsa del giorno, informa la struttura dei tuoi movimenti e conserva un contatto taxi.

Per il cibo la regola resta una sola specialità al giorno nel luogo dove viene preparata con cura: chiedi ai residenti cosa ordinano. Usa la previsioni del tempo come strumento di pianificazione: nei giorni brutti ti sposti nei musei e nei mercati coperti; in quelli buoni occuperai le spiagge del golfo.

Gli errori tipo: sottovalutare la distanza ciclistica, di su e giù; dormire lontano dal mare pensando di risparmiare; partire troppo presto senza aver pianificato la prima sosta; troppe fermate e troppo pochi appuntamenti. Scegli invece una sola escursione prioritaria al giorno e lascia il resto al paese.

Fonti ufficiali: Comune di Bonassola — sito ufficiale.

Altri itinerari: Rapallo in solitaria · Chiavari in solitaria · Sestri Levante in solitaria.

Le attività citate sono collegamenti affiliati GetYourGuide (KV4TJYS): controlla disponibilità e prezzo sul sito.

Raccomandazioni finali

Una considerazione finale riguarda la gestione del programma: parti con una struttura chiara, mantieni margini generosi per i trasferimenti, scegli una sola escursione prioritaria al giorno e lascia il resto alla città. Il budget resiste grazie a piccole scelte quotidiane: pranzo sostanzioso, collegamenti prenotati prima, visite a pagamento non concentrate. Con l’organizzazione giusta, e con un po’ di rispetto per questo borgo antico, vedrai che Bonassola paga chi la prende con calma: spiaggia facile, storia maestra, sentieri generosi e nessuna folla da spingere il passo.