Hvar in solitaria: l’isola croata tra lavanda, Pakleni e fortezze veneziane

Hvar in solitaria è una di quelle scelte che ripagano ogni ora di viaggio: un’isola lunga sessantotto chilometri nel cuore della Dalmazia, famosa in tutto il mondo per il porto turistico, i campi di lavanda e le acque color turchese, ma che sa regalare anche silenzi autentici a chi viaggia da solo. Io ci sono arrivato con un catamarano da Spalato, zaino in spalla e nessun programma preciso, e in tre giorni ho capito perché questa è considerata l’isola più assolata della Croazia: qui il sole non è un dettaglio del meteo, è una presenza costante che accende i tetti di pietra, i pini marittimi e il mare che cambia colore davanti alla Riva.

Il bello di una Hvar in solitaria è che l’isola funziona benissimo senza auto: i traghetti ti lasciano a due passi dal centro, il paese di Hvar si gira tutto a piedi in venti minuti, e per il resto ci sono bus locali, taxi boat e barche pubbliche. È una destinazione sicura, abitudinaria, dove anche da soli non ci si sente mai fuori posto: al contrario, la solitudine qui è quasi un lusso, perché ti permette di scegliere i tuoi ritmi tra la folla del lungomare e le calette nascoste dove nessuno ti disturba.

Hvar town panorama harbour fortress

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Perché Hvar in solitaria

Quando dico a qualcuno che ho visitato Hvar da solo, la prima reazione è sempre la stessa: «ma non è l’isola dei party e degli yacht?». È vero che in piena estate la città di Hvar attira una folla internazionale, ma l’isola è molto più grande e complessa di quel cliché: è lunga 68 chilometri, la quarta delle isole adriatiche per superficie con i suoi 297 chilometri quadrati, e ha un entroterra di borghi in pietra, oliveti, vigneti e piantagioni di lavanda che vive tutto l’anno a un altro ritmo. Secondo il censimento del 2021 conta circa 10.700 abitanti, concentrati per lo più nei centri di Hvar, Stari Grad e Jelsa.

Per chi viaggia in solitaria, Hvar offre tre cose che difficilmente trovi altrove: la sicurezza di una piccola città turistica dove tutto è a portata di mano, la possibilità di spostarsi senza auto (traghetti, bus e barche pubbliche coprono ogni angolo), e una quantità spropositata di bellezza a basso costo, se eviti i locali più esclusivi del porto. Io ci sono stato a cavallo tra maggio e giugno, quando i campi di lavanda cominciano a fiorire e le temperature sono perfette: è il momento che consiglio a chiunque voglia vivere l’isola senza assembramenti. Se vuoi organizzare il viaggio partendo dalla terraferma, ti consiglio di leggere prima la mia guida a Spalato in solitaria: è da lì che partono i traghetti e da lì che probabilmente arriverai anche tu.

Come arrivare a Hvar senza auto

Il modo più semplice per arrivare a Hvar è volare sull’aeroporto di Spalato (SPU), che si trova a Kaštela, sulla costa tra Spalato e Traù: dall’aeroporto un bus urbano della linea 37 porta in centro a Spalato in 30-45 minuti con un biglietto di circa 4 euro. In alternativa, se arrivi dall’Italia, puoi raggiungere Spalato in traghetto da Ancona con le compagnie che collegano l’Adriatico, oppure in pullman dalle principali città italiane. Una volta a Spalato, la banchina dei traghetti è a pochi passi dalla stazione dei bus: da lì partono i catamarani per Hvar.

La tratta più comoda è il catamarano passeggeri Spalato–Hvar, servita in alta stagione dalle compagnie Jadrolinija, Kapetan Luka (Krilo) e TP Line: la traversata dura dai 50 minuti a un’ora e mezza a seconda dell’operatore e del tipo di imbarcazione, e il biglietto in alta stagione costa circa 25 euro a persona, mentre in bassa stagione si trovano prezzi che partono da poco meno di 6 euro. In alternativa c’è il traghetto lento per Stari Grad, sulla costa nord dell’isola, che in bassa stagione costa circa 8,40 euro a piedi e impiega quasi due ore: da Stari Grad un bus locale ti porta a Hvar città in una ventina di minuti spendendo 2-4 euro. In estate esiste anche un collegamento diretto Dubrovnik–Hvar con catamarano, circa 3 ore e venti di navigazione, utile se stai risalendo la costa verso nord: a quel punto la mia guida a Dubrovnik in solitaria ti sarà già servita.

Il consiglio pratico per chi viaggia da solo: in luglio e agosto i posti sui catamarani si esauriscono in fretta, quindi prenota il biglietto con qualche giorno di anticipo sul sito di Jadrolinija o tramite un comparatore come Ferryhopper. Gli orari cambiano tra alta e bassa stagione e le corse diminuiscono sensibilmente da ottobre a maggio: controlla sempre il calendario aggiornato prima di organizzare le tappe.

Come muoversi sull’isola

Una volta a Hvar città, non ti servirà alcun mezzo: il centro storico è un dedalo di viuzze di pietra che si percorre a piedi in un quarto d’ora, dalla Riva al quartiere di Groda, e anche la salita alla fortezza è una passeggiata di venti minuti. Per raggiungere le spiagge più vicine, come Pokonji Dol, si cammina lungo la costa o si prende un taxi boat. Per spostarsi tra i paesi dell’isola, invece, la soluzione più economica sono i bus locali che collegano Hvar, Milna, Stari Grad e Jelsa lungo la strada principale: la corsa Hvar–Stari Grad costa pochi euro e dura circa venti minuti.

Per le calette e le isole intorno, i taxi boat pubblici partono dalla Riva con corse frequenti in estate: il giro per le isole Pakleni costa indicativamente tra gli 8 e i 15 euro a persona andata e ritorno, a seconda della destinazione. Se vuoi esplorare l’entroterra in autonomia, a Hvar e Stari Grad si noleggiano biciclette e scooter; per le strade sterrate della pianura di Stari Grad la bici è il mezzo ideale. Ricorda che l’isola ha una sola strada principale, la 116, che corre da ovest a est: è difficile perdersi, ed è questo che rende Hvar perfetta per un viaggio senza stress.

Quando andare a Hvar

La stagione migliore per una Hvar in solitaria è la tarda primavera, da maggio a giugno, e l’inizio dell’autunno, settembre e ottobre: il clima è mite, il mare è già balneabile in giugno, e si evita il pienone di luglio e agosto, quando il paese di Hvar si riempie e i prezzi salgono. Da fine maggio a luglio, inoltre, i campi di lavanda sono in fiore e le colline dell’interno si tingono di viola: è lo spettacolo che più di ogni altro giustifica una visita in questa stagione.

L’estate è la stagione della movida: Hula Hula e gli stabilimenti sul mare vivono di musica e aperitivi al tramonto, e i taxi boat per le Pakleni partono ogni dieci minuti. L’inverno, al contrario, è quasi surreale: il paese si svuota, molti ristoranti chiudono, ma chi cerca il silenzio assoluto troverà un’isola intima e autentica, con la fortezza aperta a orari ridotti e il mare che si può ammirare in totale solitudine. Per un viaggio in solitaria io sceglierei sempre la spalla della stagione: stessa bellezza, metà della folla.

Dove dormire a Hvar

Per chi viaggia da solo, la zona più comoda è il centro storico di Hvar, tra la Riva e la Pjaca: tutto è raggiungibile a piedi, incluso il molo dei catamarani, e la sera si esce a cena senza pensarci. Gli alloggi sono per lo più appartamenti e camere private gestiti da famiglie locali, ma esistono anche ostelli e guesthouse con camerate, perfetti per conoscere altri viaggiatori. In alta stagione i prezzi salgono parecchio: un letto in camerata si trova indicativamente tra i 30 e i 50 euro a notte, mentre una camera singola in appartamento può costare tra i 60 e i 100 euro a seconda della posizione.

In alternativa, Stari Grad è più tranquilla ed economica, ed è la base ideale se vuoi esplorare la pianura patrimonio UNESCO e i campi di lavanda a piedi o in bici. Jelsa, sulla costa nord-est, è un altro buon compromesso tra vivacità e prezzi contenuti. Il mio consiglio per chi viaggia da solo: scegli alloggi con cucina condivisa o colazione inclusa, così risparmi sui pasti e hai un pretesto per fare due chiacchiere con gli altri ospiti.

Hvar St Stephen's Square cathedral

La Pjaca e la cattedrale di Santo Stefano

Il cuore di Hvar è la Pjaca, ufficialmente piazza di Santo Stefano: con i suoi circa 4.500 metri quadrati è considerata la piazza più grande della Dalmazia, e da secoli è il salotto della città. Da un lato la chiudono la cattedrale e il palazzo vescovile, dall’altro il piccolo porto del Mandrač, e al centro la vita scorre tra i caffè all’aperto, i giochi di bocce dei locali e i turisti che si fermano a fotografare il pavimento di pietra levigata. È il posto perfetto per sedersi da soli con un caffè e osservare il mondo che passa.

La cattedrale di Santo Stefano sorge sul sito di una chiesa paleocristiana del VI secolo e di un monastero benedettino di Santa Maria, diventata cattedrale nel XIII secolo quando la diocesi fu trasferita da Stari Grad. L’edificio attuale fu costruito in più fasi tra il XVI e il XVII secolo, con l’interno completato solo nel XVIII: è uno dei migliori esempi dello stile rinascimentale-barocco dalmata, con una facciata a tre spioventi che simboleggia la Trinità e un campanile rinascimentale costruito tra il 1549 e il 1550. All’interno spiccano nove altari barocchi del Seicento con tele di artisti veneziani e la pala d’altare maggiore di Palma il Giovane. Secondo le fonti ufficiali del turismo di Hvar, la visita è inclusa nei percorsi culturali della città e si abbina bene al biglietto della Loggia e della torre dell’orologio, che costa 5 euro.

Hvar Fortica Spanish fortress

La Fortezza Spanjola: Hvar dall’alto

Se c’è una cosa da non perdere a Hvar, è la salita alla fortezza. Conosciuta come Fortica o Spanjola (in italiano, fortezza Spagnola), domina la città da un’altura a circa 120 metri sul livello del mare e si trova sul sito di un insediamento illirico anteriore al 500 a.C.; la struttura attuale risale all’inizio del XVI secolo, quando Hvar era sotto il dominio della Repubblica di Venezia. Il sentiero di salita attraversa giardini terrazzati di lavanda, rosmarino e agave, e in giugno, con la lavanda in fiore, l’intera salita profuma come una profumeria.

Il biglietto d’ingresso costa 10 euro per gli adulti e i bambini sotto i 7 anni entrano gratis; in alta stagione la fortezza apre tutti i giorni, indicativamente dalle 9 alle 21-22, con orari ridotti in inverno quando talvolta chiude per settimane. Il biglietto include l’accesso alla piccola collezione di anfore e manufatti medievali e alla terrazza con il bar: da lì la vista a 360 gradi sul paese, sul porto e sulle isole Pakleni è tra le più belle di tutta la Dalmazia. Io ci sono salito al tramonto e ho aspettato che le luci della città si accendessero una a una: un momento che da soli vale il prezzo del biglietto.

L’Arsenal e il teatro più antico d’Europa

A due passi dalla Pjaca, sul lungomare, si trova il complesso dell’Arsenal, l’antico cantiere navale veneziano dove venivano riparate le galee della Serenissima. Al suo interno, al primo piano, si nasconde un gioiello: il teatro di Hvar, inaugurato nel 1612, considerato il più antico teatro pubblico d’Europa ancora in funzione. Fu voluto dalle autorità cittadine per offrire spettacoli a tutte le classi sociali, dai pescatori alla nobiltà, e non ha conservato l’aspetto originario: l’attuale sala con i palchi fu costruita nel 1803, mentre l’aspetto neobarocco risale a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Il teatro e l’Arsenal sono visitabili in estate tutti i giorni, indicativamente dalle 10 alle 21, con un biglietto di 10 euro: all’interno si possono vedere il foyer, la sala e un affresco del 1819 conservato sulla parete di fondo del palcoscenico. È una visita rapida ma intensa, e anche da soli la si apprezza in pieno, perché le guide locali raccontano aneddoti sulla vita teatrale dell’isola. Sempre sul lungomare vale la pena notare la Loggia e la torre dell’orologio, detta Leroj, che insieme all’ex palazzo del Governatore fanno da cornice al porto.

Il monastero francescano e il pizzo d’agave

Passeggiando lungo la Riva in direzione ovest si arriva al monastero francescano, costruito nel 1465 con il contributo dei nobili di Hvar e dei comandanti di mare, come ringraziamento per le vite salvate in mare. Il suo chiostro è un angolo di pace ombreggiato da palme e oleandri, e la chiesa conserva un’Ultima Cena di Palma il Giovane e la tomba del poeta rinascimentale croato Hanibal Lucić, sepolto sotto l’altare maggiore. La visita è breve ma il chiostro merita da sola una sosta, magari con un libro in mano.

A pochi passi, sempre in centro, c’è un’altra tradizione che rende unica Hvar: le suore benedettine del convento, insediato dal 1664 nella casa natale di Hanibal Lucić, producono un pizzo finissimo intrecciando le fibre essiccate delle foglie di agave, una tecnica antichissima che nel 2009 è stata iscritta dall’UNESCO nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Il convento non è sempre aperto al pubblico, ma il pizzo d’agave si trova nei musei e nelle botteghe artigiane della città: è il souvenir più autentico che puoi portare a casa da una Hvar in solitaria.

Le spiagge di Hvar: da Pokonji Dol a Dubovica

Il lungomare di Hvar non offre grandi spiagge, ma il mare si raggiunge comodamente dalle scogliere e dalle piattaforme di cemento della Riva, dove i locali fanno il bagno a ogni ora. La spiaggia più comoda del paese è Pokonji Dol, una piccola baia di ciottoli a dieci minuti a piedi dal centro, con ristoranti, lettini e ombrelloni: perfetta per una mattinata senza organizzazione. Se invece vuoi la cartolina di Hvar, devi spostarti un po’: la baia di Dubovica, sulla strada per Milna, è una lunga spiaggia di ciottoli bianchi incastonata in una cala tra muretti a secco e vecchie case in pietra, raggiungibile con una passeggiata di 15-20 minuti attraverso gli uliveti dopo un breve tratto in bus o in taxi.

Altre mete classiche sono la baia di Zaraće e il paese di Milna, sulla costa sud-ovest, con il suo porticciolo di pescatori. Se viaggi in bassa stagione, avrai molte di queste calette quasi per te: è il lusso silenzioso di una Hvar in solitaria. Ricorda solo di portare scarpette da scoglio: in Dalmazia il mare si gode più dai sassi che dalla sabbia.

Pakleni islands Palmizana

Le isole Pakleni: la gita di un giorno

Di fronte al porto di Hvar si stende l’arcipelago delle Pakleni, una quindicina di isole e isolotti coperti di pini marittimi (il nome deriva proprio da paklina, la resina dei pini) che formano una delle zone balneari più belle dell’Adriatico. Le mete principali sono Sveti Klement, l’isola più grande, con la baia di Palmizana e i suoi ristoranti tra gli agavi; Marinkovac, la più vicina a Hvar, con spiagge e bar sulla sabbia; e Jerolim, piccola e selvaggia. I taxi boat partono dalla Riva con corse continue in estate e costano indicativamente tra gli 8 e i 15 euro a persona andata e ritorno, a seconda dell’isola scelta.

Per chi viaggia da solo, la giornata tipo è questa: taxi boat al mattino, sveglia presto per scegliersi un angolo di scoglio, bagni e snorkeling fino all’ora di pranzo, poi un pasto semplice in uno dei ristoranti di Palmizana e ritorno a Hvar nel pomeriggio. In alternativa ci sono escursioni organizzate in barca, con partenza dal porto, che includono più tappe, soste per il bagno e spesso l’aperitivo a bordo: sono il modo più semplice per vedere l’arcipelago senza pensare agli orari dei taxi boat. Su Sveti Klement si trova anche Carpe Diem Beach, il celebre beach club sull’isola di Stipanska, raggiungibile con un taxi boat dedicato: se vuoi chiudere la giornata con un tramonto in musica, è il posto giusto.

La pianura di Stari Grad, patrimonio UNESCO

Sulla costa nord dell’isola, a una ventina di minuti di bus da Hvar, c’è Stari Grad, una delle città più antiche d’Europa: qui nel 384 a.C. coloni greci provenienti dall’isola di Paro fondarono Pharos, l’odierna Stari Grad. A fare da cornice alla città c’è la pianura di Stari Grad, un paesaggio agricolo di circa 6 chilometri per 2 che è rimasto praticamente intatto dall’epoca greca: suddivisa in parcelle delimitate da muretti a secco, coltivata a vite e ulivo da più di duemilaquattrocento anni, è stata iscritta nella lista del patrimonio mondiale UNESCO nel 2008 come paesaggio culturale. È anche la più grande area agricola fertile di tutte le isole adriatiche.

Visitarla da soli è facilissimo: dalla stazione dei bus di Stari Grad si imbocca la strada che attraversa la pianura, tra trulli di pietra (i trimi), muretti a secco e vigneti, in un silenzio rotto solo dagli uccelli. In estate la pianura è anche una riserva naturale e ospita percorsi ciclabili e pedonali segnalati. Se ti piace il vino, alcune aziende agricole della zona organizzano degustazioni: la cantina Hora, proprio al centro della pianura, propone assaggi di vini locali con taglieri di salumi e formaggi dell’isola. È il tipo di esperienza che da soli si vive ancora meglio, perché i produttori hanno tempo per raccontarti le loro storie.

Hvar lavender field

I campi di lavanda

La lavanda è da sempre il prodotto simbolo di Hvar, insieme al vino e all’olio d’oliva: i campi si concentrano nell’entroterra, lungo la strada che collega Hvar a Stari Grad e intorno ai villaggi dell’altopiano, e in tarda primavera, da fine maggio a luglio, l’isola si tinge di viola e l’aria si riempie del suo profumo. Non esiste un unico campo da visitare: la lavanda cresce in piccole piantagioni disseminate tra i muretti a secco, spesso coltivate da famiglie che ne ricavano oli essenziali e prodotti cosmetici venduti nelle botteghe del paese.

Il modo migliore per vedere i campi in fiore è una gita in bus o in bicicletta da Hvar verso i villaggi dell’interno, oppure un tour organizzato con partenza da Hvar o Stari Grad: in stagione vengono proposte escursioni dedicate ai campi di lavanda, che includono il trasporto e le soste nelle aziende agricole. Io ho fatto la strada in bus fino a Stari Grad e poi a piedi lungo le carraie della pianura: verso le sei di sera, con la luce bassa, i campi diventano di un viola quasi irreale. È uno di quei ricordi che porti a casa da una Hvar in solitaria e che nessuna foto riesce davvero a restituire.

Cosa mangiare e bere a Hvar

La cucina di Hvar è la cucina dalmata: pesce appena pescato, olive, agnello, formaggi e verdure dell’orto, il tutto condito con l’olio extravergine prodotto sull’isola. Tra i piatti da provare ci sono il pescato del giorno alla griglia, la brudet (zuppa di pesce in umido), gli scampi e le seppie, ma anche il pâté di olive e i formaggi locali come il sir iz ulja, formaggio stagionato sott’olio. Nei menù troverai spesso anche il gregada, lo stufato di pesce e patate tipico dell’Adriatico, e gli gnocchi fatti in casa.

Il vino dell’isola è un altro motivo per venire: la varietà simbolo è il Plavac Mali, un rosso corposo che in Dalmazia dà risultati sorprendenti, insieme a bianchi come il Pošip e il Bogdanuša. La zona di produzione principale è proprio la pianura di Stari Grad, dove le cantine aprono al pubblico per assaggi e visite. Per il caffè e gli aperitivi, la Riva di Hvar è una passerella continua di bar; per una pausa più tranquilla, i caffè della Pjaca e le botteghe del centro offrono angoli riparati dal viavai. Chi viaggia da solo troverà ovunque tavoli per una persona e camerieri abituati ai viaggiatori: in Dalmazia, mangiare da soli è del tutto normale.

Dove mangiare: ristoranti e bar

Scegliere dove mangiare a Hvar non è difficile: il centro storico è pieno di ristoranti, e la qualità media è alta. Uno dei più celebri è il Dalmatino, sulla strada principale del centro, specializzato in pesce e carne alla griglia con una cucina mediterranea curata; la Konoba Fig, aperta nel 2015 in una stradina laterale, propone piatti creativi ispirati ai viaggi dei proprietari e ha molte opzioni vegetariane e vegane, cosa rara sull’isola. Sulla vecchia scalinata lato porto c’è il Black Pepper, un piccolo ristorante da raggiungere mezz’ora prima del tramonto per godersi la vista; per la cucina tradizionale con vista sulla fortezza, la Konoba Luviji, con terrazza sul tetto, è una scelta azzeccata. Sulla Riva, il San Marco è il punto di riferimento per una cena più elegante sul lungomare.

Per l’aperitivo al tramonto, il rito di Hvar è il beach bar Hula Hula, poco fuori dal centro lungo la costa: lettini sulla scogliera, musica e uno dei tramonti più famosi dell’Adriatico. Chi ama la movida può proseguire la serata a Carpe Diem Beach, il beach club sull’isola di Stipanska raggiungibile in taxi boat, che da luogo di relax diurno si trasforma la sera in discoteca all’aperto. Da soli, il consiglio è di non esagerare con i locali più esclusivi del porto, dove i prezzi da lista di yacht club si pagano solo per il panorama: la qualità migliore, a prezzi onesti, sta nelle stradine del centro.

Quanto costa Hvar in solitaria

Hvar non è una meta da budget minimo, ma con qualche accortezza si viaggia bene anche da soli. I costi principali sono il catamarano da Spalato (circa 25 euro a tratta in alta stagione, ma si parte da meno di 6 euro in bassa stagione) e gli ingressi: la Fortezza Spanjola costa 10 euro, il teatro nell’Arsenal 10 euro, la Loggia con la torre dell’orologio 5 euro. I taxi boat per le Pakleni costano tra gli 8 e i 15 euro a/r a seconda della meta; il bus per Stari Grad costa 2-4 euro a corsa.

Per il resto, un pasto in una konoba o in un ristorante del centro costa indicativamente tra i 15 e i 25 euro, un pranzo veloce in paninoteca o pizzeria 8-12 euro, un caffè 2-3 euro. Per dormire, un letto in camerata parte da circa 30-40 euro in bassa stagione, mentre una camera singola in appartamento in alta stagione può superare i 100 euro. Nel complesso, con una pianificazione attenta, un budget realistico per una Hvar in solitaria è di 85-140 euro al giorno, trasporti dal continente esclusi; in bassa stagione si può scendere sotto i 70.

Consigli pratici per chi viaggia da solo

Alcune cose che avrei voluto sapere prima di partire. Prima: l’isola usa l’euro e le carte di credito sono accettate quasi ovunque, ma ai chioschi della fortezza e ai taxi boat conviene avere contanti. Seconda: la moneta del tempo è il catamarano — controlla gli orari di ritorno a Spalato il giorno prima, perché in bassa stagione le corse sono poche e saltarne una significa aspettare il giorno dopo. Terza: portati scarpette da scoglio e una borraccia, perché l’acqua del rubinetto è potabile e le fontanelle pubbliche non mancano.

Per la sicurezza, Hvar è una destinazione molto tranquilla: il centro è piccolo, illuminato e presidiato, e anche la sera tardi non ho mai avuto la sensazione di essere in un luogo a rischio. Se viaggi da solo, il modo migliore per fare conoscenze è partecipare a un’escursione in barca o a un tour a piedi: le agenzie locali organizzano gruppi piccoli e informali, e in un pomeriggio avrai scambiato opinioni con metà dell’Europa. Infine, un consiglio di stagione: se puoi, evita la settimana centrale di agosto, quando il paese è al massimo della folla e i prezzi alle stelle; la spalla della stagione è il momento giusto per una Hvar in solitaria.

Itinerario consigliato: 3 giorni sull’isola

Giorno uno: arrivo in catamarano da Spalato, sistemazione in centro e primo giro a piedi — Riva, Pjaca e cattedrale, poi salita alla Fortezza Spanjola al tramonto. La sera, cena in una konoba del centro e passeggiata sul lungomare. Giorno due: mattinata alle Pakleni con taxi boat, pranzo a Palmizana e bagni a Marinkovac; nel pomeriggio rientro e visita al teatro dell’Arsenal e al monastero francescano. Giorno tre: bus per Stari Grad, passeggiata nella pianura UNESCO, visita alla città vecchia e, in stagione, tappa nei campi di lavanda; rientro nel pomeriggio e imbarco per Spalato.

Se hai più tempo, aggiungi una giornata alle spiagge della costa sud (Dubovica e Zaraće) o un’escursione a Jelsa e ai vigneti dell’est. Per chi risale la costa, dopo Hvar la tappa naturale è Šibenik in solitaria, con la sua cattedrale patrimonio UNESCO, oppure, più a nord, Zara in solitaria e il suo celebre organo marino: entrambe si raggiungono passando da Spalato, e completano un itinerario dalmata di tutto rispetto.

Esperienze e attività a Hvar

Se vuoi organizzare visite ed escursioni senza pensieri, su GetYourGuide trovi una selezione di attività a Hvar e dintorni, dai tour a piedi alle gite in barca alle Pakleni, con cancellazione gratuita sulla maggior parte delle proposte. Ecco le esperienze che consiglio per una Hvar in solitaria:

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