Errori da evitare a Varanasi

Varanasi, conosciuta anche come Benares o Kashi, è una delle città più antiche e spiritualmente significative del mondo. Situata sulle rive del sacro Gange, Varanasi è un vortice di rituali millenari, templi antichi e un’energia che non lascia indifferente nessun visitatore. Tuttavia, per chi non è preparato, questa intensità può trasformarsi in shock culturale. In questo articolo esploriamo i sei errori più comuni da evitare per vivere Varanasi con rispetto e consapevolezza.

1. Visitare il Gange senza una guida locale autorizzata

Il lungofiume di Varanasi, con i suoi ghat, è un labirinto di scalinate, templi e vicoli dove perdersi è facilissimo. Molti turisti pensano di poter esplorare da soli, ma finiscono vittime di false guide che li conducono in negozi convenzionati o, peggio, in zone poco sicure. Una guida autorizzata non solo ti mostrerà i luoghi più significativi, ma ti spiegherà il significato dei rituali, ti proteggerà dai molestatori e ti farà accedere a zone altrimenti precluse. Prenota attraverso l’hotel o l’ufficio turistico ufficiale del governo indiano, evitando gli improvvisati che ti abbordano per strada.

2. Fotografare i funerali e le cerimonie di cremazione senza rispetto

Varanasi è la città dove gli induisti vengono a morire per ottenere la liberazione dal ciclo delle reincarnazioni. I ghat di cremazione, come Manikarnika Ghat, sono luoghi sacri e familiari, non attrazioni turistiche. L’errore più grave e offensivo è fotografare o filmare i cadaveri, le famiglie in lutto o le cerimonie funebri senza permesso. È permesso osservare in silenzio da una distanza rispettosa, ma tieni la macchina fotografica alzata solo per riprendere il panorama generale, mai i singoli defunti o i familiari. La mancanza di rispetto in questo contesto è profondamente dolorosa per la comunità locale.

3. Bere, lavarsi o toccare l’acqua del Gange

Nonostante la sacralità del Gange per gli induisti, l’acqua del fiume a Varanasi è tra le più inquinate al mondo a causa di scarichi industriali, liquami non trattati e ceneri crematorie. I turisti commettono spesso l’errore di toccarsi il viso dopo aver immerso le mani in acqua durante un giro in barca, o peggio, di bagnarsi i piedi. Il contatto con l’acqua può causare infezioni cutanee, gastrointestinali e malattie più serie. Goditi il Gange dalla barca, ammira i rituali aarti dall’acqua, ma evita ogni contatto diretto. Usa igienizzante dopo ogni potenziale esposizione.

4. Scegliere un alloggio lontano dai ghat e perdersi la vita sul fiume

Varanasi va vissuta all’alba e al tramonto, quando i ghat si animano di bagnanti, sacerdoti e pellegrini. Scegliere un hotel nella città nuova (Cantonment) o lontano dal fiume significa dover prendere ogni volta un risciò e perdere l’atmosfera più autentica. La scelta migliore è un guesthouse sulle rive del Gange nella zona di Dashashwamedh Ghat o Assi Ghat, dove potrai svegliarti con la vista del fiume e partecipare alla vita del ghat in qualsiasi momento. Cerca strutture con recensioni recenti che garantiscano acqua calda e servizi igienici funzionanti.

5. Non prepararsi allo shock sensoriale e culturale

Varanasi è forse la città più intensa dell’India: il caos, il rumore, gli odori, la folla e la povertà possono sopraffare anche il viaggiatore più esperto. Molti visitatori arrivano senza alcuna preparazione psicologica e passano i primi due giorni in stato di shock, chiudendosi in albergo. Preparati mentalmente: Varanasi è sporca, caotica e faticosa, ma anche incredibilmente affascinante. Accetta il disagio come parte dell’esperienza, pianifica momenti di pausa tra le visite e ritagliati del tempo per sederti semplicemente su un ghat a osservare la vita che scorre.

6. Limitarsi al solo Gange e saltare Sarnath

Molti visitatori passano tre o quattro giorni a Varanasi frequentando solo i ghat, dimenticando che a soli dieci chilometri si trova Sarnath, uno dei luoghi più sacri del buddismo. Qui il Buddha tenne il suo primo sermone dopo l’illuminazione. Il sito archeologico con il Dhamek Stupa e il museo che custodisce il celebre leone di Ashoka (simbolo nazionale dell’India) sono imperdibili per ch Varanasi ghat Gange iunque sia interessato alla storia spirituale dell’Asia. Una mezza giornata a Sarnath offre un contrasto di pace e silenzio che bilancia perfettamente l’intensità di Varanasi.

Varanasi non è una destinazione come le altre: è un’esperienza trasformativa che mette alla prova il corpo e lo spirito. Avvicinarsi con rispetto, preparazione e apertura mentale è l’unico modo per lasciarsi davvero toccare dalla sua antica e profonda spiritualità.

7. Visitare Varanasi senza una guida locale per i ghat

Varanasi è una delle città più caotiche e stratificate dell’India, con oltre 80 ghat (scale che scendono al Gange) che si estendono per chilometri. Molti turisti pensano di poter esplorare i ghat da soli, ma si perdono tra i vicoli labirintici, finiscono in zone poco sicure o non riescono a capire cosa stanno vedendo. L’errore è non assumere una guida locale autorizzata per almeno il primo giorno. Una guida vi porterà ai ghat più significativi — Dashashwamedh Ghat per la cerimonia serale Aarti, Manikarnika Ghat per i crematori, Assi Ghat per l’atmosfera bohemien — e vi spiegherà il significato religioso e culturale di ogni luogo. Il costo di una guida per mezza giornata è modesto e vi risparmierà ore di confusione. Chiedete in hotel o cercate le guide autorizzate con badge ufficiale all’ingresso dei ghat principali.

8. Non assistere alla cerimonia serale Aarti dal lato giusto

La cerimonia Aarti serale al Dashashwamedh Ghat è l’esperienza più spettacolare di Varanasi, con i sacerdoti che officiano con fiaccole, campane e canti devotionali di fronte al Gange. Ma molti turisti arrivano tardi e si ritrovano in piedi in mezzo alla folla o peggio ancora su una barca troppo lontana per vedere bene. L’errore è non arrivare almeno un’ora prima (la cerimonia inizia al tramonto, circa 18:00-18:30) per accaparrarsi un posto a sedere sui gradini dei ghat o prenotare in anticipo un posto in barca. Le barche offrono la vista migliore, ma devono essere posizionate parallelamente al ghat, non di lato. Il posto migliore è su una barca privata ancorata a circa 20 metri dal ghat, con visuale frontale. Portate una torcia per tornare nei vicoli bui dopo la cerimonia e tenete d’occhio portafogli e cellulari.

9. Mangiare cibo di strada senza precauzioni igieniche

Varanasi è celebre per lo street food, specialmente il kulfi (gelato indiano), il lassi e i chaat speziati, ma l’acqua del Gange e le condizioni igieniche di alcune bancarelle possono causare rapidamente problemi intestinali ai turisti non abituati. L’errore è mangiare da bancarelle improvvisate senza verificare che l’acqua usata sia filtrata o che i cibi fritti siano cotti in olio pulito. Regola d’oro: mangiate solo cibo appena fritto e servito caldo, evitate verdure crude e insalate, non accettate ghiaccio nelle bevande e usate solo acqua in bottiglia sigillata anche per lavarvi i denti. I migliori posti per lo street food sono le bancarelle storiche di Kashi Chaat Bhandar in Lanka e la zona di Thatheri Bazaar, dove la rotazione è alta e il cibo è sempre fresco. Portate sempre con voi sali reidratanti e carbone vegetale.

10. Pensare di visitare Varanasi in un giorno solo

Molti tour operator propongono Varanasi come tappa di un giorno da Delhi o da Agra, con un volo all’alba e il ritorno la sera. Questo è forse l’errore più grave: Varanasi non si visita, si vive. La città richiede almeno tre giorni per essere compresa, con i suoi ritmi lenti, le cerimonie, i ghat che cambiano luce dal mattino alla sera. Il giro in barca sul Gange all’alba, quando i fedeli fanno il bagno sacro e i bramini pregano, è un’esperienza che va fatta almeno due mattine per apprezzarne le diverse sfumature. L’errore è cercare di comprimere Varanasi in poche ore, visitando velocemente Sarnath e un paio di ghat prima di ripartire. Prendetevi il tempo di sedervi sui gradini di Assi Ghat a guardare la vita scorrere: è questo il vero significato di Varanasi.

11. Non fare un giro in barca sul Gange all’alba

Il giro in barca sul Gange all’alba è l’attività più iconica di Varanasi, eppure molti turisti lo saltano perché non vogliono svegliarsi alle 5 del mattino. L’alba sul fiume sacro, con la nebbia che si alza lentamente, i primi raggi di sole che illuminano i ghat e i devoti che intonano i mantra mentre fanno il bagno purificatore, è uno spettacolo che ripaga di ogni ora di sonno persa. L’errore è prenotare la barca all’ultimo momento e finire su un’imbarcazione sovraffollata e scomoda. Prenotate una barca privata per voi soli il giorno prima, concordando esattamente il prezzo (200-300 rupie a persona per un’ora è il giusto). Chiedete al barcaiolo di portarvi fino a Manikarnika Ghat per vedere i crematori dall’acqua, un’esperienza cruda ma profondamente spirituale. Portate una giacca perché sull’acqua all’alba fa fresco anche d’estate.

🎫 Attività e tour consigliati a Varanasi

Dopo aver evitato gli errori più comuni, ecco le attività più apprezzate a Varanasi per vivere la città al meglio (tour guidati, biglietti salta-fila, escursioni ed esperienze gastronomiche):

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