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Perché scegliere Londa
Londa non è un nome che compare nelle brochure: è un comune di 1.833 abitanti della città metropolitana di Firenze, disteso su 59 chilometri quadrati della valle del fiume Sieve, in piena Montagna Fiorentina. Il capoluogo conta poche piazze e due o tre strade porticchiate, ma ha un elemento che pochi paesi del Mugello possono offrire: un lago artificiale in pieno centro, nato negli anni cinquanta sbarrando le acque del torrente Rincine per la regulazione del bacino idrogeologico della Valdisieve. Qui arriva il Centro Visite del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, che gestisce in comune un enorme pezzo di territorio comunale: escursioni, laboratori didattici, passeggiate a cavallo e raccolta funghi rientrano in poche decine di minuti a piedi dal bar aperto della piazza.

Per chi viaggia da soli, il quadro è semplice: una base tranquilla e a posto, comoda per chi arriva in macchina, con i servizi essenziali nel raggio di duecento metri e una montagna vera che si apre dietro le ultime case. Nei giorni di festa la piazza si popola, il resto dell’anno spesso cammini da solo lungo il rincidido torrente; solo non cercare qui una vita notturna né grandi musei, perché non ne esistono. Nei paragrafi che seguono trovi tutte le informazioni pratiche: cosa resta del borgo medievale, i sentieri esatti, come arrivare in ferrovia o in auto, dove dormire, dove mangiare.
Cosa vedere: borgo, chiese, borghi e pievi
Il centro storico di Londa occupa la lingua di terra compresa tra la confluenza del torrente Rincine e del torrente Moscia nel Sieve, e proprio tale isolamento tra acque spiega il nome: il borgo venne prima chiamato Isola, poi Onda (attestato già nel 1028 come Unda), e l’onda d’appunto è oggi nello stemma comunale, su sfondo azzurro. Fa parte della tradizione che piazza Umberto I, un tempo piazza Montini, sia la vera soglia del paese: centro del lastricato sorge la fontana dell’ingegner Tito Gori, e l’edificio che salta subito all’occhio è Villa Dufour Berte, oggi sede degli uffici culturali. La Proppositura dell’Immacolata Concezione, che copre tutto il 8 dicembre di festa patronale, e la chiesa di Santa Maria a Caiano ricordata dal 1276 chiudono il quadro religioso della diquesta zona del comune.
Le pievi rurali sono però il vero ragionamento d’epoca: a Rincine la pieve di Sant’Elena Imperatrice costruita nel XII secolo è ancora oggi ben conservata, con dentro una terracotta rinascimentale attribuita a Benedetto Buglioni, e vicino a Vierle la pieve di San Leolino in Montanis sorge poco distante dai ruderi non indifferenti del castello dei conti Guidi. La tradizione lega entrambe a vicende antiche: Sant’Elena, secondo la tradizione madre dell’imperatore Costantino, si ritirò in penitenza in una grotta nei pressi delle Piane dell’Aina (che si può ancora raggiungere), mentre in questo stesso luogo san Leolino fu martirizzato nel IV secolo. A Fornace è da contare la chiesa di San Lorenzo, citata in atti del XII secolo: costruzioni moderne davvero non esistono qui.
Non manca la presenza del Novecento: il ponte in pietra cinque onni sul Rincine di epoca medievale, il ponte costruito nel 1871 con le sue due grandi luci ad arco, il ponte medievale a schiena d’asino sul Moscia. Sono come sparsi nel contesto in modo tale che una singola mattina basta per abbinare storia e cammino, senza mezz’ora di trasporto tra un punto e l’altro.
Esperienze e attività
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Itinerario di tre giorni
Giorno 1 – La valle e il capoluogo
Arriva presto, parcheggia una volta presso Piazza della Repubblica o lungo il Sieve, e lascia la macchina ferma: qui tutto si gira a piedi. La mattina va dedicata al giro del paese: piazza Umberto I con la fontana Gori, la propositura, e poi lo sbocco sul lago, oggi una passeggiata di cinque minuti dal centro. Se il Centro Visite del Parco è aperto (a lungo lavoro o aperto un punto informazioni in Piazza Donatori di Sangue, in saletta Cappellini), entra per restare tre quarti d’ora: il tema, l’uomo e il paesaggio, si sintetizza precisamente nel territorio di Londa. Nel pomeriggio cammina fino al ponte ottocentesco sul Rincine e al ponte medievale sul Moscia: due obecetti piccoli ma raccontano la storia del paese Lentamente meglio di ogni pannello.
Giorno 2 – Rincine, boschi e parco
Dedica tutto il giorno a Rincine e alle colline che salgono verso il monte Massicaia, che appunto vision principale sul panorama della zona; raggiungi l’alpeggio di Pallereta o le Piane dell’Aina con una grotta officiale. Lungo il percorso tra Valdisieve e Casentino cammini su strade forestali e sentieri segnalati dal Parco: se esci in agosto o in settembre verifica sul sito del Parco che organizzazioni a passeggiate guidate che spesso partono proprio dal lago o da Piazza della Repubblica (una easy di 4 chilometri con 220 metri di dislivello). Porta 1,5 litri d’acqua, scarpe da trekking, e controlla il meteo del pomeriggio: i temporali in luglio arrivano in fretta.
Giorno 3 – Pievi, ville, e gita semplice
Con la macchina a disposizione sei in ventina di minuti a San Leolino e al castello dei Guidi, poi sai scendere a Caiano per la chiesa romanica di Santa Maria e le ville Gori che le coloniche circostanti. In alternativa, prova i sentieri del gusto: dall’about della Pro Loco o dai pannelli del Parco trovi itinerari enogastronomici che legano boschi e fattorie di San Leolino, e in autunno il programma di Autunno Slow porta guide e piccole degustazioni nei borghi del comune. Salva la sera per il finale p igressibile: la terrazza del lago con un gelato o un caffè e i fari sul catalogo.
Come arrivare e muoversi
In auto, da Firenze, prendi la SR 67 del Pontassieve in direzione San Godenzo; dopo circa 35 chilometri, girando al bivio di Dicomano, la SP 9 di Rincine in 15 minuti porta a Londa: parcheggio facile e gratuito, solo cercando non fermarsi nelle piazzole private. In treno, invece, il regionale per Borgo San Lorenzo e Dicomano ferma a Dicomano, che dista 8 chilometri da Londa: da qui solo autobus o taxi, con corse operate da Autolinee Toscane. Controlla bene orari e giorni: oltre un certo tramonto, e soprattutto nei giorni festivi, le corse di autobus diventano pessime e conviene anticipare il ritorno. La stazione di Contea-Londa è la più vicina ma su linee regionali limitrofe e appare più comodo fermarsi a Dicomano, dove ci sono anche bar e farmacia.
Dove dormire
Una struttura poco fuori dal capoluogo è la scelta più sensata per chi resta tre notti: con un bagno di stanza, prestazione di colazione o cucina propria, e un parcheggio(ben per chi arriva in macchina). Verifica prima di prenotare: se il silenzio è essenziale, chiedi esplicitamente se la struttura si affaccia sulla strada principale. Le alternative a+ piccolo tra Rincine e Fornace sono case rurali e appartamenti, più conformi al contesto: prenota con margine se ti serve la cucina, perché le opzioni sono davvero poche e in agosto si chiudono in fretta. Un alloggio lontano dal centro costa meno, ma le corse serali possono annullare il vantaggio.
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Cibo e specialità locali
Londa si scopre meglio attraverso il suo frutto: la pesca regina, esportata in giro per la Toscana, e celebrata da decenni nella mostra-mercato della Festa di settembre, con relativa premiazione Pesca d’Argento al produttore con la cassetta migliore. Fuori stagione trovi miele, farina di castagne, funghi porcini nei boschi di Rincine, torta e olio di collina. Nei ristoranti e trattorie, ordina il classico piatto toscano: la stracotta con fagioli oltrarno, crostini di fegatini, lasagna a pasta al ragù bianco; al palio spontaneo della brocca con vino e vini. D’estate sulle sponde del lago in estate arrivano eventi con stand enogastronomici: sfrutta i giorni della Festa di settembre, quando la piazza si popola di tavole e vetrine.
Mugello e territorio
Nel medioevo la zona fu di conti Guidi e poi di Bardi, che vi costrusero fortificazioni e torri d’avvistamento visibili ancora a Vicorati, Rincine e San Leolino; nel 1375 Londa passo a Firenze, che la promosse come presidio della strada per il Casentino. Nel 1776 il granduca Pietro Leopoldo e la storicamente attesa autonomia comunale, le cui frazioni risalgono oggi al 1.833 abitanti complessivi. Il Novecento ha lasciato segni forti: nel 1929 un terremoto apportò notevoli danni alla cittadina, durante il ventennio l’uccisione del sindaco fascista Annibale Fontani durante i lavori per la nuova strada comunale di Rincine tenne Londa sulle prime pagine nazionali, e nel 1944 l’occupazione nazista alla Linea Gotica fece saltare il palazzo comunale e il ponte sul Rincine; la liberazione arrivò con la ritirata tedesca il 9 settembre 1944, e il parroco don Antonio Giorgi resta ricordato per il suo contributo alla Resistenza. Per la storia l’evento slavistico più simbolico della zona: l’omicidio del 27 agosto 1944 di tre donne sorprese dai nazisti nei boschi e uccise in località Le Vigne. La seconda parte del secolo fu invece di spopolamento: dalle campagne si passò ai boschi, e Londa si riassesta come unico centro con servizi completi da sempre.
Gli appunti finali
Nel caso di Londa, dopo una gita lunga alterna un pasto breve o una pausa per riprendere il ritmo con calma.
Link utili e fonti
Fonti: voce Londa su Wikipedia (dati demografici e storici), Sito istituzionale del Comune di Londa (eventi e notizie), Centro Visite di Londa — Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Festa della Pesca Regina — Montagna Fiorentina.
Altri itinerari: Fiesole in solitaria · Pontassieve in solitaria · Bagno a Ripoli in solitaria.
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Raccomandazioni finali
Una considerazione finale riguardo la gestione del programma: parti con una struttura chiara, mantieni margini generosi per i trasferimenti, scegli una sola escursione prioritaria al giorno e lascia il resto al territorio.
I borghi della Montagna Fiorentina premiano l’itinerario elastico: assorbi un ritardo, un imprevisto o un momento di stanchezza senza comprimere il resto del viaggio.
Il budget sostenibile nasce da piccole scelte ripetute: pranzo come pasto principale, acquisti anticipati dei collegamenti essenziali, e un’occhiata realistica agli orari degli autobus prima di decidere dove mangiare di sera.
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