Khiva in solitaria: Itchan Kala e Kalta Minor

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Khiva in solitaria: Ichon-Qala, madrase e minareti — una guida per chi viaggia da solo nella città murata dell’Uzbekistan.

Profilo di Khiva

Khiva è una città di circa 93.000 abitanti nella regione di Khorezm, in Uzbekistan, e secondo i dati archeologici ha circa 2.500 anni: nel 1997 la città ha celebrato il proprio 2.500° anniversario. Fu la capitale della Corasmia, del Khanato di Khiva e della Repubblica Sovietica Popolare di Khorezm, e conserva nella città interna, l’Itchan Kala, il suo nucleo storico.

L’Itchan Kala è stata il primo sito dell’Uzbekistan, e dell’intera Asia centrale, a essere iscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, nel 1991. All’interno delle mura si contano più di 50 monumenti storici e 250 case antiche, in gran parte del XVIII e XIX secolo: la moschea Djuma, fondata nel X secolo e ricostruita tra il 1788 e il 1789, conserva nella sua sala ipostila 112 colonne provenienti da edifici più antichi.

Il nome della città ha origini discusse: una tradizione lo collega a un figlio del profeta Noè, che avrebbe fondato l’insediamento sognando 300 torce ardenti e scavato il pozzo di Kheyvak, visibile ancora oggi nell’Itchan Kala; un’altra ipotesi lo fa derivare dal persiano Khwarezm, passato al turco come Khivarezem e poi abbreviato. Qui nacque, o nella vicina Kath, il poligrafo Al-Biruni, astronomo, storico e matematico vissuto tra il 973 e il 1048.

Come Arrivare

Khiva si raggiunge più facilmente passando da Urgench, a una trentina di chilometri: l’aeroporto internazionale di Urgench è lo scalo di riferimento, con voli che collegano la regione a Tashkent e ad altre città. Dalla stazione di Khiva partono i treni regionali, tra cui l’espresso elettrico Jaloliddin Manguberdi.

In treno la città è collegata alle principali destinazioni del paese: i collegamenti più comodi sono quelli verso Bukhara, Samarcanda e Tashkent, con tempi lunghi ma paesaggi che attraversano il deserto. Sono in corso i lavori per una linea ad alta velocità che collegherà Khiva a Bukhara e Samarcanda. Khiva fa parte dell’itinerario carovaniero della Via della Seta.

Su strada ci si muove con autobus e minibus, che collegano la città a Tashkent, Bukhara, Navoi, Samarcanda, Urgench e ai centri minori della regione; dal 1997 esiste anche una linea di filobus tra Khiva e Urgench. Una volta arrivati, l’Itchan Kala si visita a piedi: le porte storiche, i minareti e i palazzi sono tutti all’interno delle mura.

Cosa Vedere

L’Itchan Kala è il cuore della visita: un recinto urbano cinto da mura merlate alte dieci metri, le cui fondazioni risalgono al X secolo, mentre l’aspetto attuale è della fine del XVII. La piazza centrale è dominata dal Kalta Minor, il grande minareto blu costruito nel 1851 da Mohammed Amin Khan e rimasto incompiuto per la morte del sovrano: doveva essere il minareto più alto dell’Asia centrale.

Tra i monumenti più noti ci sono la moschea Djuma, con la sua sala a 112 colonne, la madrasa di Mohammed Amin Khan, il Kunya-Ark, l’antica cittadella dei khan, il mausoleo di Pahlavan Mahmud e il palazzo Tash Khauli con i suoi harem e le sale cerimoniali. Le mura si percorrono in parte a piedi e offrono viste sull’insieme della città vecchia.

Fuori dall’Itchan Kala si trova la città moderna, con il bazar, il mercato dei contadini, i laboratori di tappeti e le istituzioni culturali legate all’Accademia delle Scienze di Khorezm. La città conserva inoltre tracce del suo passato di mercato carovaniero: nel XIX secolo vi furono venduti come schiavi circa 30.000 persiani, in gran parte impiegati nella costruzione degli edifici dell’Itchan Kala.

Dove Dormire

Khiva ha un’offerta ricettiva concentrata soprattutto intorno e dentro l’Itchan Kala: alberghi ricavati da case antiche, guest house a conduzione familiare e qualche struttura più confortevole nella città moderna. Dormire all’interno delle mura significa avere i monumenti a pochi passi e vivere la città vecchia nelle ore in cui i visitatori se ne sono andati.

Le guest house private sono la soluzione più diffusa e spesso la più piacevole: camere semplici in cortili interni, con la possibilità di organizzare escursioni verso Urgench, il deserto e i forti del Khorezm. Nella città nuova si trovano strutture con più servizi, a pochi minuti a piedi dalle porte.

La stagione turistica è concentrata in primavera e in autunno: in quei periodi le sistemazioni dell’Itchan Kala si riempiono, quindi conviene prenotare con anticipo. In inverno, quando le temperature scendono sotto lo zero, molte strutture restano aperte ma i servizi sono ridotti, ed è bene verificare che il riscaldamento funzioni.

Quando Andare

Khiva si visita meglio in primavera e in autunno, da aprile a maggio e da settembre a ottobre: il clima continentale della regione rende queste settimane miti e asciutte, ideali per camminare tra le mura dell’Itchan Kala e per le escursioni nel deserto del Kyzylkum e verso i forti del Khorezm.

L’estate è molto calda, con temperature che superano abbondantemente i 35 gradi e un’aria secca che rende faticose le ore centrali della giornata; in inverno il clima è rigido, con notti sotto lo zero e la possibilità di neve. Entrambe le stagioni richiedono di organizzare le visite nelle ore più fresche o di proteggersi dal freddo.

La primavera è anche il periodo dei fiori nel deserto e delle festività locali legate al calendario persiano, come il Nowruz a marzo. Chi visita la città in autunno trova invece la stagione del raccolto, con i mercati pieni dei prodotti della valle dell’Amu Darya.

In sintesi

Khiva è una città di circa 93.000 abitanti nella regione di Khorezm, in Uzbekistan, con circa 2.500 anni di storia: fu capitale della Corasmia e del Khanato di Khiva, e la sua città interna, l’Itchan Kala, è stata il primo sito dell’Asia centrale iscritto dall’UNESCO, nel 1991.

Per chi viaggia da solo è una tappa comoda e sicura: si arriva in treno o dall’aeroporto di Urgench, si dorme in guest house dentro o vicino alle mura e si visita a piedi un insieme di oltre 50 monumenti e 250 case antiche, dal Kalta Minor alla moschea Djuma con le sue 112 colonne.

Il periodo migliore va da aprile a maggio e da settembre a ottobre; l’estate è torrida e l’inverno rigido.

Itchan Kala e UNESCO

Itchan Kala è il nucleo interno fortificato della Khiva storica, inserito nella Lista del patrimonio mondiale UNESCO nel 1990. Madrase, moschee, minareti, mausolei e palazzi formano un insieme urbano, non solo singoli monumenti. Biglietti, accesso ai musei e possibilità di salire sui punti panoramici possono cambiare: verifica la situazione alla porta o alla biglietteria ufficiale.

Kalta Minor

Kalta Minor è il minareto incompiuto accanto alla madrasa Muhammad Amin Khan. La costruzione iniziò nel XIX secolo e si fermò dopo la morte del khan; la torre rimase bassa e larga, completamente rivestita di piastrelle smaltate turchesi. Oggi va osservata dall’esterno: non dare per scontato l’accesso interno o la salita.

Kunya Ark e Tosh Hovli

Kunya Ark era la cittadella dei khan e comprendeva spazi amministrativi, religiosi e di corte. Tosh Hovli, o Tash Hauli, è un palazzo ottocentesco con cortili e decorazioni in ceramica. Visita le sale seguendo i percorsi consentiti e non fotografare persone o ambienti con divieti.

Juma Mosque e mausolei

La Juma Mosque è nota per la sala ipostila con numerose colonne lignee. Il mausoleo di Pahlavon Mahmud è un luogo religioso e commemorativo, non un semplice fondale fotografico. Indossa abiti rispettosi, togli le scarpe quando richiesto e parla a bassa voce.

Arrivare da Urgench

Urgench è il principale punto di accesso regionale, collegato a Khiva su strada e con servizi ferroviari o aerei variabili. Conferma il trasferimento appena conosci l’orario di arrivo. Taxi e cambi valuta vanno concordati senza affidarsi a un primo prezzo proposto in strada.

Itinerario di due giorni

Giorno 1: Kalta Minor, Kunya Ark, Juma Mosque e passeggiata nelle vie interne al mattino presto.

Giorno 2: Tosh Hovli, Pahlavon Mahmud, musei e un punto panoramico se accessibile.

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Caldo, biglietti e rispetto

Primavera e autunno sono più comodi per camminare; in estate il caldo può essere intenso. Porta acqua, cappello e scarpe adatte alle superfici irregolari. Conserva contanti in som uzbeki per piccoli acquisti, senza pubblicare cifre fisse che possono cambiare. Chiedi prima di fotografare artigiani e abitanti.

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I dintorni di Khiva

A pochi chilometri da Khiva si trovano alcune delle mete più interessanti dell’Uzbekistan occidentale: Urgench, con la stazione e i mercati; il deserto del Karakum, con le dune e i laghi; e l’Amu Darya, con i panorami sul fiume. Chi viaggia da solo trova in questi borghi mercati mattutini, guest house familiari e una cucina semplice a base di pilaf, manti e lagman. La distanza breve tra un punto e l’altro rende facile costruire un itinerario di due o tre giorni, muovendosi con autobus locali o taxi condivisi, senza bisogno di noleggiare l’auto per ogni spostamento. In primavera le pianure dell’Uzbekistan si tingono di verde e rosso, mentre in autunno le giornate sono fresche e limpide, ideali per le escursioni ai templi e per le passeggiate lungo i mercati.

Esperienze

Le attività da non perdere a Khiva: la passeggiata nell’Ichon-Qala, con le mura di 10 metri; la madrasa Muhammad Amin Khan del 1851; il minareto Kalta Minor con le tessere blu e verdi. Per i più avventurosi, il trekking verso il deserto del Karakum offre panorami mozzafiato; per i più rilassati, le passeggiate nel centro storico sono ideali per giornate tranquille. Le uscite del mattino si prenotano con anticipo nei mesi estivi, quando il caldo è più intenso.