Merano in solitaria è l’Alto Adige più gentile: una città termale di 41.000 anime nel fondovalle dove confluiscono tre valli — la Val Venosta, la Val Passiria e la Val d’Adige —, circondata da montagne tra i 1.500 e i 3.330 metri, con il torrente Passirio che attraversa il centro e i palmieri che crescono accanto ai pini. La città che fu residenza imperiale della contessa Sissi, oggi è una delle capitali europee del benessere alpino: le Terme di Merano in vetro e acciaio sul fiume, i Giardini di Castello Trauttmansdorff sulla collina, la passeggiata della Passer che contorna il centro medievale, e i mercati di Natale che da novembre a dicembre riempiono la Promenade di luce e spezie.
Questa guida copre tutto ciò che serve per visitare Merano da solo: il centro storico con la curazia e la via dei Portici, il castello e i giardini botanici, le terme e le passeggiate della Tappeiner, le escursioni in Val Venosta, come arrivare senza auto da Bolzano e Verona, dove dormire e mangiare tra canederli e Strangolapreti, e i costi reali di un soggiorno autonomo tra Alpi e Mediterraneo.
📑 Indice dell’articolo
- Perché Merano in solitaria funziona
- Storia in breve: il Tirolo, Sissi e la città termale
- Itinerario a piedi in un giorno
- Il centro storico: Portici, Duomo e curazia
- Castello Trauttmansdorff e i giardini
- Le Terme di Merano
- Le passeggiate: Tappeiner, Passer e Gilf
- La Val Venosta: castelli, mele e passerella
- Castel Tirolo e il paese che ha dato il nome al Tirolo
- Dove mangiare a Merano
- Dove dormire da solo
- Come arrivare a Merano
- Muoversi senza auto
- Quando andare e budget
- Sicurezza e consigli per chi viaggia da solo
- Esperienze da prenotare su GetYourGuide
- FAQ — Domande frequenti su Merano in solitaria
- Fonti e approfondimenti
- Da leggere prima o dopo Merano
- Conclusione
n
Perché Merano in solitaria funziona
Merano funziona per il viaggiatore solo perché è una città alla scala umana con la logistica di una capitale: tutto il centro si attraversa a piedi in venti minuti, ma i servizi — treni, bus, funivie, terme, musei — sono quelli di una città importante. La città è bilingue (italiano e tedesco) e abituata da un secolo e mezzo a ospitare viaggiatori: l’ospitalità non è uno sforzo, è la vocazione. Chi arriva da solo trova camere singole reali (non l’extra della doppia), banchi delle terme dove sedersi in pace, e un’offerta di ristoranti dove il posto al banco o al tavolo piccolo è normale.
La seconda ragione è la natura a portata di mano: dalla passeggiata Tappeiner — il balcone soleggiato sopra il centro con le vedute sulla valle — partono sentieri che in un’ora ti portano al Castel Tirolo, e la Val Venosta con la sua passerella sui meleti è a un treno di vapore di distanza. La terza ragione è il clima: Merano ha il microclima più mite dell’arco alpino italiano, protetto dal Gruppo Tessa e aperto a sud — a dicembre il sole scaldare le terrazze mentre le cime innevate guardano dall’alto. Chi cerca l’Alpi senza il freddo, e la cultura senza la folla, trova qui la combinazione giusta.
Storia in breve: il Tirolo, Sissi e la città termale
La storia di Merano è la storia del Tirolo: sul colle sopra la città sorge il Castel Tirolo, la fortezza che dal XII secolo dà il nome all’intera regione storica e alla casata dei conti del Tirolo. Nel 1418 la capitale del Tirolo si sposta a Innsbruck, e Merano — già “stat ze Meran”, la città di Merano dei documenti medievali — resta il centro economico e agrario della valle: i viticoltori, i melicoltori, i mercanti dei transiti tra Germania e Italia. Nel XIX secolo la città cambia volto: la medicina dei climi fa di Merano una stazione di cura d’Europa, e quando la giovane Sissi, imperatrice d’Austria, soggiorna qui con il marito Francesco Giuseppe (le visite documentate sono del 1870 e 1889), la città entra nei salotti di Vienna. Il castello di Trauttmansdorff, dove l’imperatrice alloggiava, diventa il simbolo del turismo termale.
Dopo la Grande Guerra Merano passa all’Italia con l’Alto Adige, e la città bilingue ricostruisce il turismo di qualità: le terme, riaperte nel 2005 nel progetto architettonico di Matteo Thun, riportano la città al centro del benessere alpino europeo. Oggi Merano è la seconda città dell’Alto Adige per popolazione e la prima per la cura dell’ospitalità: il centro storico restaurato, i giardini botanici premiati, e la Promenade del Passer che è una delle passeggiate urbane più curate del continente.
Itinerario a piedi in un giorno
Arrivi alla stazione o al parcheggio del Teatro: la mattina la dedichi al centro storico. Da Piazza del Duomo — con la chiesa di San Nicola gotica e le case dipinte — sale verso la via dei Portici (Lauben in tedesco), il porticato lungo settanta archi dove le botteghe si alternano alle pasticcerie e le vitrine raccontano il più antico circuito commerciale della regione: il porticato è documentato dal XIV secolo e ha mantenuto la misura, il ritmo e le corsie del mercato medievale. Al termine della via, la chiesa dei Crociferi (Spitalkirche) e la curazia di San Zeno, il sobborgo dei pescatori con le case basse che sale verso il castello.
La seconda parte della mattina la dedichi al Castello Trauttmansdorff: bus urbano o passeggiata di 25 minuti, poi i Giardini di Sissi con ottantuno aiuole tematiche, i sentieri delle rocce, il museo del turismo. La visita dura mezza giornata se ami i giardini, un’ora e mezza se vuoi solo il belvedere con le vedute sulla città. Per il pranzo, le birrerie e le trattorie del centro aprono a 12; il pomeriggio, le Terme di Merano — due ore tra piscine, laghi interni e le terrazze sul Passer — e la sera, la promenade della Passer con la luce sugli affreschi del Kurhaus. Se hai una notte in più, al tramonto sale sulla Tappeiner: il balcone sopra la città è il miglior punto per vedere il Gruppo Tessa che si accende.
Il centro storico: Portici, Duomo e curazia
Il centro storico di Merano si gira in un quadrilatero compatto: la via dei Portici — il porticato commerciale medievale —, la Piazza del Duomo con la chiesa gotica di San Nicola e la torre campanaria che domina il profilo, il Kurhaus — il teatro-tepale liberty progettato da Josef Czemy nel 1874 —, e la via della Main con le case patrizie. Il profilo della città è quello delle torri: la torre bianca, la torre del Duomo, la torre della campana dei morti. Nei vicoli tra Portici e fiume si snodano le vie della vecchia Merano: la via della Malga, la Piazza di Diana con i suoi caffè storici, e la curazia di San Zeno, il quartiere antico dei pescatori con le case affrescate e le siepi.
Per il viaggiatore solo, il centro è il luogo dell’abitudine: il caffè mattutino in Piazza del Duomo con le strudel e la crema, la lettura sul banco della biblioteca dei giardini, la passeggiata della sera sulla Passer con la luce dei lampioni sui ponti. I musei del centro — il Turmmuseum nella torre, il museo provinciale di belle arti — aprono con orari variabili per la stagione; verifica in loco. Il mercato settimanale del venerdì riempie la piazza con i prodotti dei meleti e dei viticoltori della valle: i formaggi d’alpe, le mele della Venosta, le erbe di montagna.
Castello Trauttmansdorff e i giardini
Castello Trauttmansdorff — la residenza dove soggiornò l’imperatrice Sissi — è oggi il museo del turismo e il cuore dei Giardini di Castello Trauttmansdorff, il complesso botanico più premiato d’Europa: più di ottanta aiuole a tema su dodici ettari di colline, dal giardino all’italiana ai campi di riso, dai cactus alle piante alpine. La collina dei giardini è divisa in quattro scenari: il Giardino delle Baie con le palme e le spezie mediterranee, il giardino delle culture con le camelia e le rose, il Giardino delle fontane con i gabbiani d’acqua, e il Giardino delle montagne con i pini e le sassifraghe d’alta quota. Le vedute sulla città, sulla valle e sul Gruppo Tessa si aprono a ogni tornante.
La visita dura da un’ora e mezza a mezza giornata: i sentieri salgono con le rampe, i tavolini panoramici offrono la pausa, e il ristorante della torre — nel padiglione in vetro — è il posto per il pranzo con la vista. Per il viaggiatore solo: la mattina presto o il primo pomeriggio eviti i gruppi, e il biglietto comprende il museo del turismo nella cantina del castello — la storia del viaggio d’epoca tra Sissi, i Balcani e i bagni di lusso. In novembre-dicembre il castello ospita il mercatino di Natale sui terrazzamenti: le luci, le specie invernali e il vin brulé sui balconi della collina sono la variante più scenografica dei mercati meranesi.
Le Terme di Merano
Le Terme di Merano — progettate da Matteo Thun e inaugurate nel 2005 — sono il tempio moderno della tradizione termale della città: un complesso in vetro e acciaio sul Passer, con piscine interne ed esterne, laghi, grotte sensoriali, saune e le terrazze con la vista sulle montagne. L’edificio si apre sul fiume come una sereniana: la piscina esterna e i laghi termali guardano direttamente le cime. La cura termale di Merano ha una storia secolare — le acque sorgive della città erano documentate già nel XIX secolo, quando i medici di Vienna prescrivevano i bagni e le passeggiate climatiche — ma l’architettura è questa: quotidiana, luminosa, aperta.
L’ingresso: i bagni (piscine e aree termali) e le saune (area sauna con regole di riservatezza e promenade esterna) hanno tariffe separate; verifica i biglietti sul sito. Per il viaggiatore solo, le terme sono il momento della pausa: due ore tra l’acqua calda esterna con le cime innevate d’inverno, le sedute di rilassamento, il tè nelle sale panoramiche. Il benessere termale qui è città: dopo le terme, la passeggiata della Passer e il caffè con la mela — il succo locale che la valle offre in mille versioni — chiudono la giornata nel modo giusto.
Le passeggiate: Tappeiner, Passer e Gilf
Merano è una città di passeggiate: il soggiorno termale ottocentesco aveva già costruito il mito delle “promenade climatiche”, e oggi la rete urbana di sentieri carrabili e muletti è la più densa d’Italia. La Tappeiner — il balcone soleggiato sopra il centro, con i cipressi, le camelia e le vedute sulla valle — è la passeggiata più famosa: si sale dal Kurhaus o dalla Gilf, e il percorso costeggia le terrazze con le palme e gli olivi fino al sobborgo di Untermais. La Promenade del Passer — lungo il torrente — è il percorso urbano quotidiano: le palme, i salici, i ponti in legno e la luce sul fiume. La Gilf — il sentiero del berretto — sale tra i vigneti verso il borgo di Obermais con le vedute a 180 gradi.
Per il viaggiatore solo, le passeggiate sono il ritmo del soggiorno: mattina la Tappeiner con il caffè alla stazione, il pomeriggio il Passer tra le librerie e i caffè, la sera il Gilf con il tramonto. I sentieri sono segnalati, pavimentati o sterrati comodi, e accessibili tutto l’anno: è il modo più diretto per capire perché i medici ottocenteschi prescrivevano “Merano e le sue passeggiate”. Se vuoi allungare, il sentiero Marlinger Waalweg — il canale antico che attraversa i meleti del colle sopra la città — offre tre ore di cammino piano con le vedute sulla valle e i frutti da coltivare in stagione.
La Val Venosta: castelli, mele e passerella
La Val Venosta — la valle che sale verso il passo di Resia a ovest di Merano — è la zona più arida e più luminosa delle Alpi italiane: i meleti a perdita d’occhio, i castelli sulla rupe, i paesi di vino e i vigneti di montagna. La passerella della Val Venosta — il ponte tibetano più lungo d’Italia, 246 metri sul dirupo del Noglerbach vicino a Naturno — è l’attrazione più fotografata: si raggiunge in bus o in auto da Merano in mezz’ora. Il Castel Tirolo e il Castel Fontana custodiscono la storia della contea; il monastero di Sabiona a Chiusa è la scalinata medievale su rupe; e il lago di Resia con il campanile nell’acqua è il monumento della valle.
Il treno della Val Venosta — la linea che salita da Merano verso Malles — è un’esperienza in sé: il treno a scartamento ridotto attraversa i meleti, i paesi e le pareti rocciose. Per il viaggiatore solo, la gita della valle è la mattina o la giornata intera: treno + bus + passerella + rientro per le terme. La valle è anche il territorio del vino: i vini di montagna — il Vernatsch, il Lagrein, i bianchi di Kerner e Müller Thurgau — e le mele della Val Venosta — le più dolci d’Europa, documentate per la prima volta nel 1600 — sono i prodotti da portare a casa. In autunno i törggele — le sagre del vino nuovo con le castagne — riempiono le corti.
Castel Tirolo e il paese che ha dato il nome al Tirolo
Sul colle sopra Merano, nel comune di Tirolo (Dorf Tirol), sorge il Castel Tirolo: la fortezza che dal 1140 circa è la sede dei conti del Tirolo — la casata che dà il nome all’intera regione storica — e oggi il museo della cultura della montagna. La posizione è quella che spiegare la città: la fortificazione domina il fondovalle dove Merano si è sviluppata, e il panorama dal colle copre le tre valli. Il museo racconta la contessa Adelheid, i passaggi di potere tra i Wittelsbach e gli Asburgo, la vita alpina medievale; i sentieri del colle — con le schede didattiche — collegano il castello ai meleti, alle rovine e ai paesi.
La passeggiata dal centro di Merano al Castel Tirolo dura un’ora e mezza per la strada panoramica, mezz’ora in bus di linea. Per il viaggiatore solo è l’escursione comoda della mezza giornata: il paesi di Tirolo ha i caffè e le terrazze, il castello è accessibile con il biglietto dei giardini, e la discesa per la via dei mulini antichi chiude il cerchio. Se preferisci il treno, la funivia del Tirolo sale dal fondovalle in cinque minuti. In ogni caso: il colle sopra Merano è il punto da cui la città si capisce meglio, e la visita del castello completa la storia che le terme e i giardini ti hanno raccontato.
Dove mangiare a Merano
La cucina meranese è il punto d’incontro tra la tavola austriaca e quella italiana: i canederli (Knödel) — di pane, di spinaci, di formaggio d’alpe —, gli Strangolapreti al burro fuso e formaggio, la zuppa di orzo con le erbe di montagna, la carne affumicata (Speck) con il pane scuro, i tortelli di mele (Apfelkuchen) e lo strudel caldo con la crema. Il vino: i bianchi di montagna (Kerner, Müller Thurgau, Sylvaner), il Lagrein di Bolzano, e i rossi di Val Venosta. La birra artigianale alpina e il sidro di mele (Most) chiudono la tavola.
Le birrerie e le trattorie del centro — tra Portici e il fiume — hanno menù con primi e secondi singoli (12–25 euro), e la tavola con il pane, lo Speck e il formaggio è il pranzo del viaggiatore solo: chiedi del tagliere dell’Alto Adige. I ristoranti panoramici (30–60 euro) sono la scelta per la cena con la vista sul Gruppo Tessa; i popolari Buschenschränke — le cantine dei viticoltori — aprono in stagione con i vini della casa e i piatti semplici. Se vuoi cucinare da solo, i negozi del centro e il mercato del venerdì hanno il necessario: pane scuro, Speck, formaggi d’alpe, mele della valle, marmellate. Lo strudel la trovi nelle pasticcerie del centro tutto l’anno, caldo con la crema: è la merenda del pomeriggio in città.
Dove dormire da solo
Merano ha l’offerta di alloggi più ampia dell’Alto Adige: gli hotel termali con le piscine e le spa (120–300 euro), i B&B del centro gestiti da famiglie (70–110 euro), le case vacanza nei vicoli (65–100 euro), gli agriturismi dei colle con la vista (80–140 euro), e gli ostelli e camere economiche — la proposta è più limitata ma reale: conti 50–75 euro. La colazione è quasi sempre inclusa e ricca: pane scuro, dolci, formaggi, frutta dei meleti.
Il consiglio per il viaggiatore solo è di dormire nel centro storico o a Untermais: la sera la città si riempie di eventi ma resta percorribile a piedi, e il risveglio con le campane del Duomo e la vista sul Passer è il momento migliore. Se preferisci la natura, gli agriturismi dei colli di Obermais e Tirolo offrono camere con balcone e la piscina panoramica; le strutture fuori dal centro sono la scelta migliore per chi cerca la quiete: i prezzi settimanali partono da 500 euro. In alta stagione (luglio-agosto, il periodo dei mercatini di Natale) prenota con anticipo: la città si riempie. Per un soggiorno lungo, l’appartamento nel centro è la scelta migliore: i prezzi mensili partono da 900 euro.
Come arrivare a Merano
In treno: la linea Bolzano–Merano è una ferrovia panoramica di 40 minuti che sale l’Adige; i treni regionali partono ogni mezz’ora e da Bolzano sono collegati con le linee nazionali (Verona 1h30, Milano 3h40 circa via Verona). La stazione di Merano è a dieci minuti a piedi dal centro. Il treno della Val Venosta da Merano verso Malles è la linea panoramica per le gite.
In aereo: gli aeroporti più comodi sono Verona Villafranca (circa 150 chilometri, bus diretto in stagione), Innsbruck (circa 170 chilometri, treno via Brennero), Bolzano (aeroporto locale con pochi voli) e Milano Bergamo (circa 230 chilometri). In auto: dall’autostrada A22 del Brennero uscita Bolzano Sud, poi la MeBo — la superstrada a quattro corsie che collega Bolzano a Merano in 30 minuti; i parcheggi periferici del Teatro, del Terme e della stazione hanno tariffe giornaliere moderate e il centro è zona pedonale. In inverno: attenzione alle strade di collina in caso di neve, ma la viabilità principale è sempre ripulita.
Muoversi senza auto
Merano si cammina ovunque: il centro, le passeggiate e le colline sono accessibili a piedi, e le salite sono dolci. Per gli spostamenti esterni, i bus urbani collegano il centro con Untermais, i giardini di Trauttmansdorff e i paesi dei colli; i bus regionali salgono in Val Venosta, verso il passo di Resia e verso il Merano 2000 — la zona sciistica sopra la città. La funivia del Tirolo e le seggiovie della valle aperte in estate collegano i punti panoramici senza auto. Il treno della Val Venosta — con le carrozze panoramiche — è il modo più bello per vedere la valle.
Per le escursioni di montagna senza auto, i bus escursionistici estivi della regione collegano Merano con i sentieri del Gruppo Tessa, i valichi e i laghi; la bicicletta è la regina della valle: la ciclabile della Val Venosta (la Via Claudia Augusta) parte dal centro di Merano e risale la valle in piano con i noleggi e il servizio di rientro in bus. In inverno, gli skibus collegano la città con le piste del Merano 2000 in venti minuti. La mobilità integrata dell’Alto Adige (mobilcard) offre i trasporti pubblici illimitati: la scelta migliore per il soggiorno senza auto.
Quando andare e budget
Merano ha il microclima più mite dell’arco alpino: 300 giorni di sole all’anno, estati calde ma ventilate, inverni soleggiati con le temperature che raramente scendono sotto lo zero nel fondovalle. Le stagioni migliori per il soggiorno sono aprile-giugno e settembre-ottobre: i giardini fioriscono o si colorano, le passeggiate sono asciutte, i sentieri accessibili e la folla ridotta. Luglio e agosto sono i mesi più affollati; novembre-dicembre è la stagione dei mercatini di Natale — la città si trasforma con le luci, gli stoll e il vin brulé — ed è il periodo più magico se accetti i gruppi. L’inverno ha il fascino del silenzio: le terme con le cime innevate, le passeggiate fredde e limpide, i salumi e i vini caldi.
Budget indicativo per il viaggiatore solo, per giorno: 90–150 euro con B&B (70–110 euro), pranzo in trattoria (12–25 euro), cena con la cucina altoatesina (20–45 euro), bus e treni locali (3–10 euro). Se aggiungi le terme (20–40 euro), i giardini di Trauttmansdorff (14 euro circa) e le funivie, calcola 30–60 euro extra. La passeggiata della Tappeiner, il centro storico e le promenade sono gratis: la natura è la parte più economica e più bella del soggiorno.
Sicurezza e consigli per chi viaggia da solo
Merano è una città sicura e ordinata: la criminalità è bassa, e il centro e le passeggiate si girano liberamente anche la sera. Le raccomandazioni sono le standard: attenzione ai sentieri in quota quando il terreno è bagnato, cura dei beni personali nei mercatini affollati, prudenza sulle bici in ciclabile — la velocità dei ciclisti è il rischio più reale dei percorsi della valle. Il numero di emergenza europeo è il 112; il pronto soccorso è all’ospedale di Merano, a dieci minuti dal centro.
Nelle escursioni del Gruppo Tessa e della Val Venosta, se esci da solo informa la struttura dove dormi del percorso previsto e dell’orario di rientro: i sentieri sono segnalati ma la quota e il sole restano impegnativi in estate. Per la discesa in bici della valle e per i percorsi in quota usa gli operatori autorizzati. Il viaggiatore solo qui trova una città che ha ospitato i bagnanti dal 1850: se prani da solo o ti sedi al banco della birreria, la conversazione arriva da sola — spesso in tre lingue. Se cerchi compagnia per le escursioni, gli operatori e le guide alpine della valle organizzano uscite aperte ai singoli, e le passeggiate didattiche dei giardini sono aperte a tutti.
Esperienze da prenotare su GetYourGuide
Se vuoi prenotare tour ed escursioni guidate con Merano come base, queste esperienze su GetYourGuide sono un buon punto di partenza (link affiliati: se prenoti, il blog riceve una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te):
- Tour di Merano — il centro storico, il Kurhaus e i portici con una guida locale.
- Castello Trauttmansdorff — i giardini botanici e il museo di Sissi.
- Escursione in Val Venosta — i meleti, i castelli e la passerella.
- Terme di Merano — il benessere alpino tra piscine panoramiche e saune.
FAQ — Domande frequenti su Merano in solitaria
Quanto tempo serve per Merano? Un giorno pieno copre il centro, i giardini di Trauttmansdorff e le terme; due giorni aggiungono le passeggiate dei colli e la gita in Val Venosta; una settimana ti lascia il tempo per i sentieri del Tessa, il lago di Resia e i paesi della valle.
Si può arrivare in treno? Sì: la linea Bolzano–Merano è frequente e panoramica, e da Bolzano arrivano i treni nazionali da Verona e Milano. È la destinazione alpina italiana più facile senza auto.
Cosa si mangia a Merano? La cucina alpina d’incontro: canederli, Speck, strangolapreti, strudel, i formaggi d’alpe e le mele della Val Venosta, con i vini di montagna. I Buschenschränke — le cantine dei viticoltori — aprono in stagione.
È adatto a chi viaggia da solo? È una destinazione ideale: la città compatta e sicura, l’ospitalità che è la vocazione locale, le camere singole reali, le terme e le passeggiate che non richiedono compagnia. La lingua non è mai un problema: la città è bilingue e abituata ai viaggiatori internazionali.
I mercatini di Natale valgono il viaggio? Se ami l’atmosfera alpina delle feste, sì: i mercati di Merano sono tra i più curati d’Europa, con gli stoll in legno, gli artigiani locali e il vin brulé sulle promenade. Preparati ai gruppi e prenota l’alloggio con anticipo.
Fonti e approfondimenti
Per verificare orari, biglietti e programmazioni, queste fonti ufficiali e istituzionali sono il punto di partenza:
- Meran.eu (ufficio turismo ufficiale)
- Südtirol Info (portale turistico ufficiale dell’Alto Adige)
- Wikipedia — Merano
- Wikipedia — Castello Trauttmansdorff
- Wikipedia — Val Venosta
Da leggere prima o dopo Merano
Se stai organizzando un itinerario in Alto Adige e sulle Dolomiti, questi articoli del blog completano il quadro:
- Bolzano in solitaria: mercatini, Ötzi e l’Alto Adige
- Weekend a Bolzano: guida tra Dolomiti e Alto Adige
- Guida a Bolzano tra Ötzi, mercatini e Alto Adige
- Belluno in solitaria: le Dolomiti e la valle
- Castelmezzano in solitaria: il borgo tra le Dolomiti lucane
Conclusione
Merano in solitaria è l’Alto Adige che ti prende per mano: la città termale con il centro medievale, i giardini di Sissi, le terme sul fiume e le passeggiate che i medici del 1850 avrebbero prescritto anche oggi. Arrivi in treno da Bolzano in mezz’ora, dormi nel centro storico, mangi i canederli e lo strudel, e ogni sera la Tappeiner ti regala il tramonto sul Gruppo Tessa. Se cerchi le Alpi con la calma, la cultura con la gentilezza, e il benessere che non è un lusso ma un’abitudine secolare — Merano è la destinazione giusta, e il viaggio da solo è il modo giusto di viverla: al tuo ritmo, sulle tue passeggiate, con la città che si apre a ogni passo.
