Visitare Dinkelsbuhl in solitaria è stato uno dei regali più belli che la Strada Romantica potesse farmi. Ero partito con l’idea di una tappa veloce tra Rothenburg e Nördlingen, e invece sono rimasto tre giorni in questa cittadina della Franconia che i manuali definiscono una delle meglio conservate di tutta la Germania: un anello di mura completo, sedici torri, quattro porte monumentali e un centro storico medievale che non è stato toccato dalla guerra. Da solo, ho scoperto, Dinkelsbühl si apre in un modo diverso: niente code, niente orari di gruppo, solo io, il selciato e il rumore del fiume Wörnitz che gira intorno alle mura. In questa guida ti racconto come organizzare la visita, cosa vedere, dove mangiare e dormire e perché questa città merita molto più di una sosta veloce.
Se stai costruendo un viaggio più ampio in Baviera, ti conviene leggere anche la mia guida a Norimberga in solitaria e quella a Monaco di Baviera in solitaria: Dinkelsbühl sta esattamente nel mezzo, come una pausa medievale tra le due capitali.

Indice dell’articolo
- Perché Dinkelsbühl merita un viaggio in solitaria
- Dove si trova e come arrivare
- Come muoversi: il centro storico a piedi
- Le mura e le torri: quattro chilometri di Medioevo
- Il Münster di San Giorgio, il gigante gotico
- Il Deutsches Haus e le case a graticcio
- La Kinderzeche e la storia salvata dai bambini
- I musei di Dinkelsbühl da visitare da soli
- Cosa mangiare: carpa, Schneeballen e cucina francone
- Itinerario di un giorno a Dinkelsbuhl in solitaria
- Dove dormire da soli
- Il mercatino di Natale e le stagioni
- Gite nei dintorni: Nördlingen, Harburg e Rothenburg
- Consigli pratici e budget per chi viaggia solo
- Domande frequenti su Dinkelsbuhl in solitaria
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Perché Dinkelsbühl merita un viaggio in solitaria
Dinkelsbühl non ha bisogno di presentazioni enfatiche: basta guardare la cartolina della Wörnitz-Tor, la porta gotica che si specchia nelle acque del fiume, per capire che qui il tempo si è fermato. La cittadina conta circa dodicimila abitanti e sorge nella Franconia centrale, lungo quel tratto della Romantische Straße che collega Rothenburg ob der Tauber a Nördlingen. Fu città libera dell’Impero dal 1351 e questa indipendenza le portò secoli di prosperità, visibili ancora oggi nelle case a graticcio, nei portali scolpiti e nelle torri massicce.
Per chi viaggia da solo è il formato ideale di città: compatta, sicura, camminabile in venti minuti da una porta all’altra, ma ricca abbastanza da trattenerti due o tre giorni. Io ho scoperto che la mattina presto, quando i turisti di passaggio non sono ancora arrivati, e la sera tardi, quando se ne sono andati, Dinkelsbühl è un posto quasi privato. Le guide della Strada Romantica la presentano come la sorella minore di Rothenburg, più tranquilla e meno commerciale, e in parte è vero: qui non trovi il carosello dei negozi di souvenir, ma una vita vera di paese dentro una cornice medievale.
La storia recente ha aggiunto un altro motivo per amarla: durante la seconda guerra mondiale la città fu risparmiata dalla distruzione, e la leggenda locale racconta che un ufficiale americano rimasto colpito dalla sua bellezza convinse i superiori a non bombardarla. Che sia leggenda o verità, il risultato è sotto gli occhi di tutti: un centro storico intatto dove passeggiare da soli senza fretta, esattamente come si faceva cinque secoli fa.
Dove si trova e come arrivare
Dinkelsbühl si trova nel nord-ovest della Baviera, nel distretto di Ansbach, a circa centoventi chilometri a ovest di Norimberga e a metà strada tra Rothenburg ob der Tauber e Nördlingen. La posizione è comoda per chi viaggia in auto: l’autostrada A7 passa a pochi chilometri e l’uscita di Dinkelsbühl/Fichtenau ti lascia direttamente sulla Strada Romantica. Se arrivi da Monaco di Baviera in solitaria, conta circa due ore e mezza di auto; da Stoccarda in solitaria invece poco più di un’ora e mezza.
In treno la situazione è più articolata, ma gestibile: la stazione di Dinkelsbühl si trova sulla linea Nördlingen–Dombühl, servita da treni regionali, e in estate la tratta viene percorsa anche da treni storici a vapore del museo ferroviario bavarese, un’esperienza a sé. Dalla stazione al centro storico sono circa dieci minuti a piedi. Da Norimberga il percorso più semplice prevede un cambio a Ansbach o a Crailsheim; in alternativa, se vuoi evitare i cambi, l’autobus della Strada Romantica ferma proprio a Dinkelsbühl e collega la città con Rothenburg, Nördlingen, Augusta e Füssen nella bella stagione: i dettagli degli orari li trovi sul portale ufficiale della Romantische Straße.
La mia scelta, quando sono andato, è stata il treno fino ad Ansbach e poi un regionale locale: lento, ma con paesaggi di colline, boschi e campi di grano che preparano perfettamente all’atmosfera della città. Per chi viaggia leggero, con uno zaino solo, anche il cambio è senza stress: le stazioni sono piccole e le coincidenze comode.
Come muoversi: il centro storico a piedi
Il centro storico di Dinkelsbühl è la definizione stessa di città a misura di pedone. Tutto quello che conta vedere sta dentro l’anello delle mura, in un perimetro che si attraversa da parte a parte in una ventina di minuti. Non serve il bus, non serve la macchina, non serve nemmeno una mappa: basta lasciarsi guidare dai campanili del Münster, che svettano sopra ogni tetto, e dalle quattro porte monumentali che si aprono ai punti cardinali.
La spina dorsale è la coppia di strade principali, Nördlinger Straße e Segringer Straße, che si incrociano al centro della città antica, e attorno si sviluppa un labirinto di vicoli acciottolati, cortili e piazzette dove è facilissimo perdersi e altrettanto facile ritrovarsi. Da solo ho camminato ore senza meta, seguendo le targhe delle vie e fermandomi ogni volta che un portale o una facciata meritava uno sguardo più lungo: è il modo migliore per conoscere Dinkelsbühl.
Se vuoi un primo orientamento, ti consiglio di prenotare un tour guidato a piedi del centro storico: dura circa un’ora e mezza, si svolge anche con pochi partecipanti e ti porta nei cortili che da soli non noteresti. Io di solito diffido delle visite guidate, ma qui la guida racconta storie sulle case e sulle famiglie che le abitavano, e dopo quel giro la città ha smesso di essere solo bella ed è diventata viva.
Le mura e le torri: quattro chilometri di Medioevo
Il vero capolavoro di Dinkelsbühl è il suo sistema difensivo: un anello di mura lungo circa quattro chilometri, quasi interamente percorribile a piedi, con sedici torri e quattro porte monumentali. È uno dei percorsi più suggestivi che abbia mai camminato in Germania, e farlo da soli ha un vantaggio enorme: puoi fermarti su ogni merlo, sederti su ogni bastione e goderti il panorama in silenzio assoluto.
Le quattro porte sono la Wörnitz-Tor a sud, la Nördlinger-Tor a est, la Segringer-Tor a ovest e la Rothenburger-Tor a nord. La più fotografata è la Wörnitz-Tor, con il suo arco gotico e la torre che si riflette nel fiume: il punto migliore per scattarla è dal ponte di legno sul Wörnitz, al mattino quando la luce è radente. La Rothenburger-Tor è invece la più imponente, un complesso di torri gemelle con un passaggio interno che vale la pena esplorare.
Il tratto di mura che preferisco è quello che corre lungo il fiume, tra la Wörnitz-Tor e la Segringer-Tor: aiuole fiorite, sentieri ombreggiati e una vista continua sui tetti rossi della città. In alcuni punti si sale direttamente sul camminamento di ronda e si guarda il centro storico dall’alto. Per coprire tutto il giro, contando soste e foto, metti in conto due ore abbondanti; in estate, con le giornate lunghe, ti consiglio di farlo al tramonto, quando le torri si accendono di luce calda.

Il Münster di San Giorgio, il gigante gotico
Il cuore religioso e architettonico della città è il Münster di San Giorgio, una delle più grandi chiese a sala tardo-gotiche della Baviera, costruita tra il 1448 e il 1499. Il campanile, alto circa sessantadue metri, è visibile da chilometri di distanza e funziona come una bussola naturale per orientarsi in città: quando ti sei perso, basta alzare gli occhi.
L’interno è sorprendente per leggerezza: le navate sono alte e slanciate, sorrette da pilastri sottili, e la luce filtra da vetrate cinquecentesche che nelle ore centrali della giornata dipingono il pavimento di colori. Da non perdere l’altare maggiore tardo-gotico con le sue ali dipinte, il fonte battesimale e il celebre gruppo scultoreo della Cena, oltre a una serie di epigrafi e lapidi che raccontano la storia della città. L’ingresso è libero e, se viaggi da solo, puoi prenderti tutto il tempo che vuoi: io ci sono rimasto quasi un’ora, passando da una cappella all’altra senza che nessuno mi facesse fretta.
Di fronte al Münster si apre la Marktplatz, la piazza del mercato con l’antico municipio e le case borghesi a graticcio. Qui, a metà mattina, la vita si accende con il mercato settimanale e i caffè all’aperto: è il posto giusto per una pausa caffè con vista sul campanile, magari con un libro, osservando il viavai dei paesani che si conoscono tutti per nome. Da solo ci si sente subito parte del quadro, senza essere notati.

Il Deutsches Haus e le case a graticcio
Se c’è un edificio che merita un capitolo a parte, è il Deutsches Haus sulla Weinmarkt, la piazza del vino. Costruito nel Quattrocento, è considerato uno dei più bei palazzi a graticcio di tutta la Germania: cinque piani di legno scolpito, con figure, stemmi e scene bibliche intagliate sulle travi, e una facciata che cambia aspetto a ogni ora del giorno. La mattina, con il sole che la investe, sembra un merletto; la sera, illuminata, è teatrale.
Attorno alla Weinmarkt si concentrano le case più ricche della città, quelle dei mercanti che commerciavano sale, vino e tessuti: portali in pietra, cortili interni con loggiati e, ai piani alti, le tradizionali finestre a bovindo. Vale la pena fare il giro della piazza lentamente, leggendo le targhe che ricordano gli antichi mestieri, e poi infilarsi nei vicoli laterali, dove le facciate sono meno famose ma altrettanto belle.
Una curiosità che ho apprezzato viaggiando da solo: molti di questi edifici sono ancora abitati o ospitano botteghe artigiane, e i proprietari sono abituati ai visitatori curiosi. Entrare nei cortili è generalmente permesso, e in alcuni si trovano piccoli caffè nascosti dove nessun turista di passaggio si ferma. Io ho passato un’intera mattinata tra la Weinmarkt e la Segringer Straße, e ho scoperto che il bello di Dinkelsbühl non sta nei singoli monumenti, ma nella coerenza dell’insieme: ogni vicolo è una continuazione della stessa storia.

La Kinderzeche e la storia salvata dai bambini
Dinkelsbühl ha una storia che nessun’altra città della Strada Romantica può raccontare: quella della Kinderzeche, la festa dei bambini, che ogni anno a luglio rievoca l’episodio del 1632, durante la guerra dei Trent’anni. Secondo la tradizione, le truppe svedesi stavano per saccheggiare la città, quando un gruppo di bambini guidato dal figlio del comandante locale uscì dalle mura e implorò il generale svedese di risparmiarla. Il generale, commosso, avrebbe accettato a una condizione: che i bambini di Dinkelsbühl ricordassero per sempre quel giorno.
E così fanno: da secoli, la Kinderzeche è la festa più importante dell’anno, con sfilate in costumi storici, scene teatrali e la rievocazione dell’arrivo dei bambini davanti al generale. Se sei in zona a luglio, è un’esperienza unica, con la città intera in costume e migliaia di visitatori; se invece viaggi in altri mesi, il racconto della leggenda ti accompagna comunque in ogni angolo, nei dipinti, nei manifesti e nei musei.
La storia è anche una chiave per capire l’identità della città: una comunità piccola che ha costruito la propria fortuna sulla protezione, sulla diplomazia e sulla memoria. Camminando da solo per le strade, pensavo a quanti strati di storia si intrecciano qui, tra la guerra dei Trent’anni, l’epoca imperiale e il Novecento, e a come una leggenda possa ancora oggi definire il carattere di un intero paese. Il profilo della città su Wikipedia racconta bene queste vicende, con molti dettagli sulla Kinderzeche e sulla storia delle mura.

I musei di Dinkelsbühl da visitare da soli
Quando viaggio da solo, i musei sono il mio rifugio preferito: nessun compromesso sugli orari, nessuna fretta, si entra e si esce quando si vuole. Dinkelsbühl, nonostante le dimensioni, offre alcune sorprese interessanti per chi ama la storia e l’arte.
Il museo civico, la Stadtmuseum, è ospitato nell’antico castello dell’Ordine Teutonico e racconta la storia della città con collezioni che vanno dall’archeologia all’artigianato, passando per le sale dedicate alla vita borghese. È piccolo, curato e quasi sempre vuoto: il posto ideale per una visita lenta di un paio d’ore. Più singolare è il Museum 3 Dimension, un museo dedicato all’arte stereoscopica e alle immagini tridimensionali, dove si guardano quadri e foto con occhiali speciali: un’esperienza curiosa che piace molto, anche a chi pensava di non essere interessato.
Nella chiesa di San Paolo, l’ex chiesa del monastero domenicano, si ammirano invece affreschi medievali e un’atmosfera di grande quiete: è uno dei luoghi che preferisco per una sosta di silenzio. Infine, se ti interessa la storia della città nel Novecento, il percorso espositivo dedicato alla guerra e alla ricostruzione completa il quadro. In totale, con i tre musei principali, ti consiglio di mettere in conto una mezza giornata: sono tutti a ingresso contenuto, e chi viaggia da solo può approfittare di tariffe ridotte in molti casi.
Cosa mangiare: carpa, Schneeballen e cucina francone
La cucina francone è una delle ragioni per cui torno volentieri in questa regione, e Dinkelsbühl non fa eccezione. Il piatto simbolo del territorio è la carpa: la zona è piena di stagni per l’allevamento, e da settembre a Pasqua la trovi servita fritta, in umido o in versione blu, accompagnata da patate e insalata. Nei ristoranti della città vecchia la chiedono spesso in porzione intera, e da soli va benissimo: è uno di quei piatti che non hanno bisogno di conversazione per essere apprezzati.
Da non perdere gli Schneeballen, le celebri palle di neve della Franconia: strisce di pasta fritta spolverate di zucchero a velo o ricoperte di cioccolato, cannella e altri gusti. Sono nati qui nella regione e a Dinkelsbühl li trovi in ogni pasticceria; se viaggi da solo puoi comprarne uno e mangiarlo camminando, che è poi il modo migliore. Più sostanziosi, i classici della cucina francone: lo Schäufele, spalla di maiale con crosta croccante e canederli, la salsiccia di Norimberga e i crauti, senza dimenticare il pane di segale e i formaggi locali.
Per il vino, la Franconia è famosa per il Silvaner, coltivato più a ovest ma ben rappresentato nelle cantine della zona; in città trovi anche birre artigianali di piccoli birrifici regionali. Un consiglio da viaggiatore solitario: cerca le taverne storiche con gli interni a graticcio, dove si cena accanto ai locali e spesso si finisce a parlare con il cameriere che ti racconta la storia della casa. Io ho mangiato benissimo spendendo il giusto, sempre senza prenotare, e non ho mai avuto problemi a sedermi da solo: in Germania è normalissimo. Se vuoi esplorare la cucina locale con una guida, esistono anche tour gastronomici della Franconia con degustazioni guidate.
Itinerario di un giorno a Dinkelsbuhl in solitaria
Se hai un solo giorno, ecco come lo organizzerei, basandomi su quello che ho fatto io. Al mattino presto, prima delle nove, camminata fino alla Wörnitz-Tor per le foto con la luce bassa e il ponte deserto, poi giro completo delle mura lungo il fiume: a quell’ora incontrerai solo jogging locali e qualche ciclista. Alle dieci, quando aprono le botteghe, visita del Münster di San Giorgio, con calma, seguita da una sosta caffè sulla Marktplatz.
Il pomeriggio è il momento dei musei: la Stadtmuseum al mattino presto o dopo pranzo, il Museum 3 Dimension nel mezzo, e una passeggiata nella Weinmarkt con il Deutsches Haus. Verso le cinque, salita sulla Rothenburger-Tor per il panorama dall’alto, poi aperitivo in una taverna storica con una birra locale. La sera, cena a base di carpa se è stagione, o di Schäufele, e passeggiata notturna nel centro illuminato: con i turisti di passaggio ormai partiti, le piazze tornano ai dinkelsbühler e l’atmosfera è magica.
Se invece hai due giorni, aggiungi al secondo la gita nei dintorni (ne parlo più avanti) o una giornata lenta tra botteghe, chiese secondarie e caffè. Per i dettagli su orari e prezzi aggiornati, il sito ufficiale del turismo è dinkelsbuehl.de: io l’ho consultato ogni giorno del viaggio, soprattutto per gli orari dei musei che cambiano con la stagione. Se preferisci avere una guida locale che ti racconti la città senza pensare a nulla, il tour a piedi del centro che ti ho segnalato nella sezione sui trasporti resta la scelta più comoda.
Dove dormire da soli
Dormire dentro le mura di Dinkelsbühl è un’esperienza che consiglio a tutti: la sera, quando i gruppi se ne vanno, il centro diventa silenzioso e camminare per tornare in albergo tra torri illuminate e piazze vuote vale da solo il prezzo della camera. Le opzioni spaziano dagli alberghi storici nelle case a graticcio, con camere dai soffitti in legno e mobili d’epoca, ai piccoli bed and breakfast familiari e alle pensioni più semplici fuori dalle mura, spesso più economiche.
Per chi viaggia da solo ci sono anche camere singole in diverse strutture del centro: in Germania le singole sono una tradizione consolidata e si trovano con facilità, senza supplementi assurdi. Io ho scelto un alberghetto sulla Segringer Straße, a due passi dalla Weinmarkt, e la mattina aprivo la finestra sul rumore dei passi sui ciottoli e delle campane del Münster: difficile chiedere di più. Se arrivi in auto, verifica sempre se la struttura offre parcheggio: dentro le mura le auto sono limitate e i parcheggi pubblici sono appena fuori dalle porte, a pochi minuti a piedi.
In alta stagione, e soprattutto durante la Kinderzeche a luglio e il mercatino di Natale, le camere vanno prenotate con largo anticipo. Il resto dell’anno, invece, Dinkelsbühl è tranquilla e trovare posto all’ultimo minuto è spesso possibile. Il mio consiglio: dormi almeno una notte dentro le mura, anche se costa qualche euro in più, perché la città di sera è un’altra cosa rispetto alla città del giorno.
Il mercatino di Natale e le stagioni
Dinkelsbühl è una delle mete più belle della Germania per il periodo dell’Avvento, e il suo mercatino di Natale è considerato uno dei più suggestivi della Baviera: bancarelle di legno disposte attorno al Münster e nelle piazze principali, luci calde, vin brulé con le spezie e l’odore di mandorle tostate. Da solo è un’esperienza particolare: la folla è numerosa ma rilassata, ci si muove al proprio ritmo, e fermarsi con un bicchiere di Glühwein a guardare la folla è un piacere semplice e vero. Il mercatino si tiene nel periodo dell’Avvento, con date che variano di anno in anno: ti conviene verificare il calendario ufficiale prima di organizzare il viaggio.
In primavera e in estate, Dinkelsbühl è al suo massimo splendore: i giardini lungo le mura fioriscono, le terrazze dei caffè si riempiono e le giornate lunghe permettono di camminare fino a tardi. L’autunno è la stagione della carpa e dei colori, con le colline intorno che si tingono di rosso e oro. L’inverno, fuori dal periodo natalizio, è freddo e silenzioso, ma ha il fascino delle città medievali sotto la neve, con le torri che emergono dalla bruma: se ami la fotografia, è il momento più scenografico.
Se il tuo viaggio è dedicato ai mercatini, considera che Dinkelsbühl dista poco da Norimberga, che ospita uno dei più famosi della Germania: puoi leggere la mia guida per organizzare Norimberga in solitaria e abbinare le due città nella stessa settimana. Per il mercatino locale, trovi facilmente tour e attività del mercatino di Natale di Dinkelsbühl prenotabili online.
Gite nei dintorni: Nördlingen, Harburg e Rothenburg
La posizione di Dinkelsbühl sulla Strada Romantica la rende una base perfetta per esplorare la zona. A tredici chilometri a sud c’è Nördlingen, l’unica città tedesca costruita interamente dentro un cratere meteoritico, con le sue mura perfette e il campanile da cui si vede tutto il cerchio: una gita di mezza giornata ideale, anche solo per il contrasto tra le due città medievali. Sulla strada tra le due, merita una sosta il castello di Harburg, uno dei più grandi castelli medievali di Germania, arroccato su una rupe sopra il paese: la visita guidata è breve ma affascinante.
Verso nord, a meno di un’ora, c’è Rothenburg ob der Tauber, la città più famosa della Strada Romantica: se non l’hai ancora vista, vale la pena passarci una giornata, anche se più affollata. Io la racconto nella guida dedicata a Rothenburg in solitaria, con i consigli su come gestire la folla e i momenti migliori per le foto. Più vicino, Feuchtwangen è un’altra cittadina a graticcio tranquilla, con un famoso chiostro romanico e un festival di musica antica in estate.
Per chi viaggia senza auto, i collegamenti tra queste città non sono sempre diretti, ma gli autobus turistici della Strada Romantica e i treni regionali coprono i tragitti principali nella bella stagione. Un’alternativa comoda è unirsi a una gita di un giorno sulla Strada Romantica da Monaco o da Norimberga, che tocca le tappe principali senza pensieri di orari: perfetta se hai poco tempo e vuoi vedere più città in una volta.
Consigli pratici e budget per chi viaggia solo
Chiudo con i consigli pratici che avrei voluto leggere prima di partire. La lingua non è un problema: in centro, nei musei e nei ristoranti si parla inglese senza difficoltà, e i menu principali sono tradotti. Il pagamento con carta è accettato quasi ovunque, ma ti consiglio di avere sempre qualche contante per le botteghe artigiane e i mercati. Le distanze sono brevi, l’acqua del rubinetto è ottima e le fontane pubbliche abbondano: porta una borraccia e risparmierai.
Per il budget, Dinkelsbühl è nella media della Germania del sud: una camera singola in centro parte da circa sessanta euro, un pasto completo con bevanda costa tra i quindici e i venticinque euro, e i musei hanno biglietti tra i quattro e gli otto euro. Con circa settanta euro al giorno si viaggia comodamente, e meno se scegli pensioni fuori dalle mura e mangi nei locali più semplici. I prezzi salgono durante la Kinderzeche e il Natale, quando conviene prenotare tutto in anticipo.
Ultime due cose. La prima: porta scarpe comode, perché il selciato medievale è bello ma impegnativo, e un maglione anche d’estate, perché le chiese sono fresche. La seconda: non riempire l’agenda. Dinkelsbühl si gusta camminando senza meta, sedendosi sulle panchine delle piazze, rileggendo le targhe sulle case. Se viaggi da solo, quella lentezza è il tuo superpotere: usala. Per le attività da prenotare in anticipo, dal tour a piedi alla gita in bici lungo la valle, ti lascio la pagina di ricerca di GetYourGuide con le attività a Dinkelsbühl.
Domande frequenti su Dinkelsbuhl in solitaria
Quanto tempo serve per visitare Dinkelsbühl? Un giorno pieno è sufficiente per il centro, le mura e un museo; due giorni permettono di aggiungere le gite nei dintorni e una visita più lenta. La città si visita comodamente a piedi e la sicurezza è totale, anche la sera: viaggiare da soli qui è rilassante come in pochi altri posti.
Dinkelsbühl è adatta a chi viaggia da solo? Assolutamente sì: è compatta, tranquilla, ben segnalata e piena di viaggiatori singoli, quindi nessuno ti guarderà strano se mangi da solo al ristorante o passeggi per i musei. Le strutture ricettive offrono camere singole e i ristoranti accettano volentieri tavoli per una persona.
Qual è il periodo migliore? Per me la tarda primavera e l’inizio dell’autunno, con il clima mite e pochi turisti; dicembre per il mercatino di Natale, e luglio per la Kinderzeche, se ti va la folla festosa. Come arrivare? In auto lungo la A7, in treno con cambio ad Ansbach o Crailsheim, o con l’autobus della Strada Romantica nella bella stagione, come raccontavo nella sezione sull’arrivo.
E se volessi visitare altre città della zona? La Strada Romantica offre un percorso continuo di meraviglie: da qui puoi andare a nord verso Rothenburg e Würzburg, a sud verso Nördlingen e Augusta, o verso le grandi capitali Norimberga e Monaco, tutte raggiungibili in poche ore. Io ho abbinato Dinkelsbühl a un itinerario più ampio in Baviera, e l’ho trovata la tappa perfetta per rallentare: una città che non ti chiede nulla, e ti restituisce tutto.
