Oviedo in solitaria è un’esperienza che unisce il fascino di una capitale regionale asturiana a un patrimonio storico e artistico di livello mondiale, il tutto immerso in un paesaggio verdeggiante che pochi si aspettano. Capitale del Principato delle Asturie, Oviedo (Uviéu in asturiano) è una città elegante e vivace, con un centro storico compatto e perfettamente percorribile a piedi, dove ogni angolo racconta mille anni di storia. Dai reami delle Asturie, primo nucleo della Reconquista cristiana in Spagna, ai premi Principessa delle Asturie, passando per il sidro più famoso del mondo, Oviedo è una scoperta continua.
In questa guida per Oviedo in solitaria troverai tutto ciò che ti serve: come arrivare in treno da Madrid, León e Gijón, quali attrazioni non perderti assolutamente (dalla Cattedrale di San Salvador con la sua Camera Santa al Monte Naranco con le chiese pre-romaniche Patrimonio UNESCO), come muoverti con gli autobus EMTUSA, dove assaggiare la migliore cucina asturiana (fabada, cachopo, sidro), e naturalmente tutti i consigli pratici per un viaggio indimenticabile nella capitale delle Asturie.
Indice dell’articolo
- Arrivare a Oviedo in treno: stazione e collegamenti da Madrid, León e Gijón
- Muoversi a Oviedo senza auto: EMTUSA bus e percorsi pedonali
- Cattedrale di Oviedo: San Salvador, la Camera Santa UNESCO e il Sudario
- Plaza de la Catedral e il cuore del centro storico
- Plaza del Ayuntamiento e statua di Pedro Menéndez
- Teatro Campoamor e i Premi Principessa delle Asturie
- Calle Gascona: il tempio del sidro asturiano
- Museo Archeologico delle Asturie: viaggio nella storia
- Monte Naranco: chiese pre-romaniche Santa María del Naranco e San Miguel de Lillo
- Parco San Julián de los Prados e la chiesa di Santullano
- Cucina asturiana: fabada, menestra, cachopo e sidro
Arrivare a Oviedo in treno: stazione e collegamenti da Madrid, León e Gijón
Arrivare a Oviedo in treno è comodo, economico e il modo migliore per iniziare la tua visita in solitaria. La Estación de Oviedo (Oviedo Railway Station, nota anche come Estación del Norte) si trova in calle Uria, a pochi minuti a piedi dal centro storico e dalla pluripremiata Calle Uria stessa, la principale via commerciale della città. La stazione è ben servita dalla rete ferroviaria spagnola Renfe e offre tutti i servizi essenziali: biglietteria automatica e sportello, deposito bagagli (consigna), bar, caffetterie e edicole. La sala d’attesa è spaziosa e pulita, con panchine e schermi informativi in tempo reale. Il personale è generalmente disponibile e molti parlano inglese di base.
Da Madrid (stazione di Madrid-Chamartín-Clara Campoamor) il viaggio dura circa 3 ore e 45 minuti — quasi 4 ore — con i treni Alvia diretti. I convogli Alvia sono confortevoli, climatizzati e dotati di prese elettriche, carrozza ristorante con snack e bevande, e connettività Wi-Fi di base. Il percorso attraversa la Submeseta Norte, con i campi di grano della Castiglia e León che lasciano gradualmente il posto alle prime colline verdi delle Asturie man mano che il treno si avvicina al Puerto de Pajares. Il biglietto costa tra i 25 e i 55 euro a seconda dell’anticipo con cui prenoti: acquistalo sul sito ufficiale renfe.com con almeno due settimane di anticipo per ottenere le tariffe Promo più convenienti. Se stai programmando un itinerario più ampio, la nostra guida su Madrid in solitaria ti aiuterà a organizzare la prima tappa del tuo viaggio spagnolo.
Da León il viaggio è brevissimo: appena 1 ora e 20-30 minuti con i treni Alvia o Media Distancia (regionali) che percorrono la tratta León-Oviedo passando per La Robla e Pola de Lena. Il paesaggio è spettacolare: il treno attraversa le gole del fiume Lena e il Puerto de Pajares, un passo montano che segna il confine tra la Castiglia e León e le Asturie, regalando scorci di montagne verdi, viadotti in pietra e gallerie scavate nella roccia. Il biglietto costa tra i 12 e i 22 euro. Se hai tempo, una sosta a León con la sua spettacolare cattedrale gotica dalle vetrate tra le più belle di Spagna è caldamente consigliata — leggi la nostra guida su León in solitaria per organizzare al meglio la visita.
Da Gijón, la città costiera a soli 30 chilometri da Oviedo, i treni Cercanías (linea C-1) impiegano appena 25-35 minuti. È il collegamento più frequente: i treni passano ogni 30-60 minuti dalle 6 del mattino a mezzanotte, rendendo Oviedo e Gijón praticamente un’unica area metropolitana. Il biglietto costa circa 4-5 euro a tratta, e il percorso costeggia le verdi colline della zona centrale delle Asturie. Gijón merita senz’altro una visita, con le sue spiagge di San Lorenzo e il quartiere di Cimadevilla, ma Oviedo è il cuore culturale della regione.
Se arrivi da altre città spagnole del nord, Santander dista circa 3 ore e mezza di treno (con cambio a Palencia o via Alvia diretto via Palencia-León) ed è un’altra splendida meta del nord della Spagna. Dai un’occhiata alla guida su Santander in solitaria per organizzare un itinerario combinato.
Muoversi a Oviedo senza auto: EMTUSA bus e percorsi pedonali
Oviedo è una città compatta e il centro storico si gira comodamente a piedi. Tuttavia, per raggiungere il Monte Naranco (a circa 3-4 km dal centro) o la chiesa di San Julián de los Prados, ti serviranno i mezzi pubblici. La rete di autobus urbani è gestita da EMTUSA (Empresa Municipal de Transportes Urbanos de Oviedo, emtusa.es), con 25 linee che coprono l’intera città e la periferia.
Il biglietto singolo costa 1,30 euro (tariffa 2026), mentre la tarjeta recargable (carta ricaricabile) “Tarjeta Cina” offre ogni corsa a 0,82 euro e si acquista nelle tabaccherie (estancos) e negli uffici EMTUSA in calle Fontán. Per il viaggiatore solitario è la soluzione migliore. Esiste anche un biglietto giornaliero (bonobús diario) a circa 3,50 euro per corse illimitate. Le linee più utili per il turista sono la linea C (circolare del centro) e la linea B per Copián, e la linea N (Nocturna) per la notte. Le fermate sono chiaramente segnalate e gli autobus sono moderni, climatizzati e accessibili. Puoi monitorare i tempi di attesa in tempo reale via app EMTUSA o sul sito ufficiale.
Per il Monte Naranco, prendi l’autobus linea E (special Naranco) che parte da calle Uria vicino alla stazione. La corsa dura circa 10-15 minuti. In alternativa, puoi noleggiare una bicicletta in uno dei punti di noleggio in città o semplicemente incamminarti a piedi: la salita è impegnativa (circa 200 metri di dislivello) ma la vista ripaga ogni sforzo. Oviedo è anche una città molto bike-friendly, con diverse piste ciclabili e parchi.
Cattedrale di Oviedo: San Salvador, la Camera Santa UNESCO e il Sudario
La Cattedrale di San Salvador (Catedral Metropolitana Basílica de San Salvador) è il monumento più importante di Oviedo e uno dei capolavori dell’architettura gotica spagnola. Costruita a partire dal XIII secolo (con rifiniture fino al XVI) sui resti di una precedente cattedrale preromanica del IX secolo voluta dal re Alfonso II il Casto, la cattedrale si erge maestosa in Plaza de Alfonso II el Casto, dominando la piazza con la sua torre campanaria alta 82 metri, aggiunta nel XVI secolo in stile rinascimentale-herreriano. La facciata gotica fiammeggiante presenta un magnifico rosone a raggi di 4 metri di diametro, tre portali strombati con statue di apostoli e santi, e un frontone triangolare decorato con lo stemma del Capitolo.
L’interno, a tre navate con volte ogivali a crociera, è luminoso e slanciato, con altari barocchi e neoclassici. Il Retablo Mayor (Altare Maggiore), opera rinascimentale di Juan de Valmaseda e altri maestri (1512-1520), è un trittico in legno policromo di quindici pannelli che raccontano la vita di Cristo, da ammirare con calma. Ai lati si trovano le cappelle laterali, tra cui spiccano la Capilla del Rey Casto (cappella reale con le tombe di Alfonso II e altri sovrani asturiani) e la Capilla de la Balesquida (patrona dei sarti e dei viandanti).
La vera gemma della cattedrale è la Cámara Santa (Camera Santa), un gioiello dell’architettura preromanica asturiana del IX secolo dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO (insieme alle chiese del Monte Naranco) nel 1985. In origine era il tesoro reale e la cappella palatina della corte asturiana. La Camera Santa è composta da due ambienti sovrapposti: la cripta inferiore dedicata a Santa Leocadia (con volte a botte e capitelli preromanici scolpiti con motivi vegetali e animali fantastici) e la camera superiore a due navate con volte a crociera sostenute da colonne di marmo reimpiegate da edifici romani. Qui sono custoditi i tesori più preziosi della cristianità spagnola: la Cruz de los Ángeles (Croce degli Angeli, 808), emblema di Oviedo e delle Asturie — una croce d’oro e gemme donata dal re Alfonso II; la Cruz de la Victoria (Croce della Vittoria, 908), il più importante simbolo delle Asturie — una croce d’oro tempestata di 122 gemme e perle, realizzata per il re Alfonso III il Magno; e la Caja de las Ágatas (Scatola delle Agate), un reliquiario in avorio e argento del X secolo di fattura mozarabica.
Ma il reperto più celebre è il Santo Sudario de Oviedo, conosciuto anche come il Sudario di Cristo (Sudarium Domini), un telo di lino di circa 85×53 centimetri conservato in una teca d’argento della fine del XII secolo, nella Capilla del Rey Casto. Secondo la tradizione, sarebbe il telo che avvolse la testa di Cristo dopo la deposizione dalla croce, portato a Oviedo da Gerusalemme nel VII secolo e qui giunto nel 1075. Indipendentemente dalla tua fede, il Sudario è oggetto di studio scientifico: le macchie di sangue, compatibili con il gruppo AB, sono state analizzate dal Centro di Edontologia di Oviedo e presentano caratteristiche compatibili con la Sindone di Torino. L’ingresso alla Cattedrale costa circa 8 euro (ticket combinato che include anche la Camera Santa e il Museo Diocesano). Aperta tutti i giorni lun-sab 10:00-18:00, dom 12:30-18:00. Visita consigliata: almeno 1 ora e mezza.
Plaza de la Catedral e il cuore del centro storico
La Plaza de la Catedral (ufficialmente Plaza de Alfonso II el Casto) è il punto di partenza ideale per qualsiasi itinerario a Oviedo. Dominata dalla mole della cattedrale, la piazza è un elegante spazio porticato con palazzi del XVIII secolo, ristoranti, terrazze e l’inconfondibile statua in bronzo del re Alfonso II el Casto, a cavallo, che guarda verso la sua cattedrale. La piazza è interamente pedonale, lastricata in granito, e ospita mercatini artigianali durante le festività e il mercato domenicale di oggetti d’antiquariato. Sotto i portici, i caffè e le sidrerie servono sidro e tapas per tutto il giorno. Dalla piazza partono le principali vie dello shopping e delle tapas: calle Cimadevilla, calle San Francisco e la celebre calle Gascona.
Plaza del Ayuntamiento e statua di Pedro Menéndez
Percorrendo calle Cimadevilla verso ovest, si arriva alla Plaza del Ayuntamiento (Plaza de la Constitución), il cuore civile di Oviedo. Qui sorge il Palacio del Ayuntamiento (Municipio), un edificio neoclassico del XVII secolo con facciata in pietra, balconata in ferro battuto, un orologio centrale e lo stemma della città. Al centro della piazza campeggia la statua di Pedro Menéndez de Avilés (1519-1574), il navigatore e ammiraglio asturiano fondatore di St. Augustine, la città più antica degli Stati Uniti (1565). La statua, in bronzo su piedistallo di granito, lo ritrae in abiti rinascimentali con la mano destra protesa verso l’Atlantico, come a guidare le sue navi verso il Nuovo Mondo. La piazza è un punto di ritrovo popolare per gli abitanti del posto, con mercatini all’aperto il sabato mattina e il mercato di Natale a dicembre, ed è circondata da caffè, pasticcerie e negozi.
Teatro Campoamor e i Premi Principessa delle Asturie
A pochi passi dalla piazza del Municipio, in calle San Francisco, si trova il Teatro Campoamor, il teatro dell’opera di Oviedo e sede dei famosi Premios Princesa de Asturias (Premi Principessa delle Asturie), i più prestigiosi riconoscimenti culturali e scientifici della Spagna, assegnati ogni anno a ottobre con una cerimonia solenne alla presenza della famiglia reale spagnola. Il teatro, inaugurato nel 1892 in stile eclettico con influenze neobarocche (facciata in pietra, arcate a tutto sesto, colonne corinzie, balconate in ferro battuto e lampadari in cristallo), è un gioiello architettonico con una capacità di oltre 1.500 posti distribuiti in platea, palchi e galleria. L’interno è riccamente decorato con stucchi dorati, velluti rossi e un soffitto affrescato da José Marcelo Contreras che rappresenta l’Aurora e le Muse. Se ami la musica lirica, la Temporada de Ópera de Oviedo (stagione lirica) si tiene tra settembre e dicembre con un calendario di 6-8 titoli ogni anno. Puoi anche visitare il teatro con un tour guidato (circa 5 euro, durata 45 minuti) che include platea, palchi, camerini e il foyer con il busto della Principessa Letizia. La biglietteria è aperta dal lunedì al venerdì 11:00-14:00 e 17:00-20:00.
Sulla piazza antistante si trova la moderna Escultura del Premio Princesa de Asturias, un’installazione in acciaio Corten e vetro che rappresenta un albero della vita con i rami che simboleggiano le otto categorie del premio (Arti, Letteratura, Scienze Sociali, Comunicazione e Umanità, Cooperazione Internazionale, Sport, Ricerca Scientifica e Tecnica, Concordia).
Calle Gascona: il tempio del sidro asturiano
La Calle Gascona, conosciuta anche come il “Bulevard del Sidro” (Boulevard de la Sidra), è una delle strade più animate e caratteristiche di Oviedo. Un intero isolato dedicato al sidro asturiano, con oltre una dozzina di sidrerie tradizionali (sidrerías) fianco a fianco, dove il sidro si beve secondo il rituale più autentico: l’escanciado, la tecnica di versare il sidro dall’alto con un braccio teso, facendolo colpire il bordo del bicchiere per ossigenarlo e sprigionare gli aromi fruttati e le bollicine naturali. I camareros (camerieri) sono veri e propri artisti dell’escanciado: in un gesto fluido e teatrale, versano il sidro da un’altezza di circa un metro, producendo il caratteristico suono sibilante del liquido che schiocca contro il vetro.
Tra le sidrerie più famose: Sidrería El Gobernador (calle Gascona 4), una delle più antiche con oltre 50 anni di storia, dove il sidro si accompagna a formaggio Cabrales (il famoso formaggio blu asturiano fatto con latte di vacca, pecora e capra, stagionato in grotte naturali), chorizo a la sidra e tortilla de patatas; Sidrería Tierra Astur (calle Gascona 6, conosciuta anche come “El Zagal”), la più frequentata dai turisti ma comunque autentica, che serve fabada e cachopo in porzioni abbondanti con una scenografica coppa di sidro da mezzo litro; e Sidrería Los Pomares (calle Gascona 21), con un’atmosfera più raccolta e un ottimo menù del giorno a 12-15 euro. Calle Gascona è anche un ottimo punto di partenza per una serata in solitaria: l’atmosfera è conviviale, ci si siede spesso ai tavoli condivisi e i locali sono aperti fino a tardi, specialmente nel weekend. Il sidro asturiano (sidra natural) è secco, leggermente acidulo, a bassa gradazione alcolica (4-6 gradi) e va consumato giovane, entro l’anno. La tradizione impone di berlo subito dopo l’escanciado, tutto d’un fiato, lasciando un dito di sidro sul fondo (la “madre”, il fondo naturale) da versare a terra.
Museo Archeologico delle Asturie: viaggio nella storia
Il Museo Arqueológico de Asturias (MAA) ha sede nell’ex convento barocco di San Vicente (calle San Vicente 3), un edificio del XVIII secolo con un magnifico chiostro a due piani, colonne in pietra e arcate a tutto sesto. Il museo, recentemente rinnovato (2024), racconta la storia delle Asturie dalla preistoria all’alto Medioevo attraverso oltre 15.000 reperti archeologici disposti in 18 sale espositive, organizzate su tre piani. Le collezioni più importanti includono: la sezione preistorica con strumenti litici del Paleolitico inferiore (oltre 100.000 anni fa), incisioni rupestri e ceramiche neolitiche, tra cui spicca una Venere di tipo gravettiano in avorio di mammut (un reperto rarissimo per la Spagna settentrionale); la sezione castreña (cultura dei castros, i villaggi fortificati preromani dell’età del Ferro) con armi in bronzo e ferro, ceramiche e statue di guerrieri asturi, tra cui i famosi dischi solari in bronzo e i torques (collari) in oro; la sezione romana con mosaici, monete, iscrizioni e resti della via Asturica (la calzata romana che attraversava le Asturie), tra cui spicca un mosaico pavimentale policromo di epoca flavia proveniente da una villa di Lugo de Llanera; e la sezione altomedievale dedicata al Regno delle Asturie (718-910), il primo regno cristiano della Spagna dopo l’invasione islamica, con ceramiche, monete, epigrafi e pietre scolpite. Il museo è interamente visitabile in circa 1 ora e mezza. L’ingresso è gratuito per i cittadini dell’UE (presentando il documento d’identità), mentre per i turisti extra-UE costa 3,50 euro. Aperto da martedì a sabato 10:00-19:00, domenica 10:00-15:00, chiuso il lunedì. Chiuso anche il 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio.
Monte Naranco: chiese pre-romaniche Santa María del Naranco e San Miguel de Lillo
A circa 3 chilometri dal centro di Oviedo, sul versante meridionale del Monte Naranco (che sale fino a 634 metri sul livello del mare), si trovano due dei gioielli più preziosi dell’architettura preromanica in Europa: Santa María del Naranco e San Miguel de Lillo, entrambe Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1985 come parte del gruppo dei “Monumenti di Oviedo e del Regno delle Asturie”. Costruite nella prima metà del IX secolo, queste due chiese rappresentano l’apice dell’architettura ramirense, dal nome del re Ramiro I (842-850), sotto il cui regno furono edificate.
Santa María del Naranco è, in realtà, il più straordinario esempio di architettura civile altomedievale spagnola: originariamente era il palazzo estivo (aula regia) del re Ramiro I, non una chiesa. Solo in epoca successiva (XII secolo) fu convertita in chiesa, quando vi fu aggiunta l’abside. L’edificio è a pianta rettangolare allungata (20×7 metri), su due piani: il piano inferiore era adibito a cripta (ha funzione di cisterna d’acqua piovana con volte a botte e tre aperture sulla parete sud) e il piano superiore ospitava la sala reale con un loggiato tripartito su ciascuno dei lati lunghi, tre archi a sesto acuto per lato su colonne di marmo bianco con capitelli decorati a motivi vegetali e animali fantastici. Le volte a botte in pietra sono sorrette da archi trasversali che poggiano su lesene con capitelli istoriati. La cosa più sorprendente sono i rilievi scolpiti sulla facciata: scene di caccia al cinghiale, figure di arcieri, animali fantastici (gazzelle, leoni, aquile) e motivi geometrici di chiara influenza bizantina e visigota, che rappresentano uno dei cicli scultorei più importanti dell’alto Medioevo europeo. La vista sulla valle di Oviedo dal loggiato superiore è spettacolare: tutta la città si stende ai tuoi piedi, con la Cattedrale e il centro storico incorniciati dalle verdi colline asturiane. Ingresso: 5 euro biglietto singolo, o 7 euro combinato con San Miguel de Lillo. Aperta tutti i giorni 10:00-13:00 e 15:00-18:00 (orario invernale), fino alle 19:00 in estate. La visita richiede circa 30-40 minuti.
San Miguel de Lillo (San Miguel de Liño) si trova a pochi minuti a piedi da Santa María del Naranco (circa 300 metri lungo un sentiero sterrato) ed era la chiesa palatina del complesso reale ramirense. Costruita intorno all’845, originariamente aveva tre navate, ma oggi ne rimangono solo due (la terza crollò probabilmente nel XIII secolo a causa di un cedimento strutturale). La pianta è a croce latina con un’abside tripartita. L’elemento più spettacolare di San Miguel de Lillo sono le finestre trifore (tre aperture ad arco su colonnine di marmo), considerate capolavori della scultura altomedievale europea, con transenne in alabastro (gelosie) finemente scolpite che filtrano la luce creando un’atmosfera mistica. I capitelli e le lesene sono decorati con scene figurate di rara finezza: un giocoliere, musici con strumenti a corda, animali araldici, personaggi in abiti bizantini e figure geometriche. Sono conservati anche frammenti di affreschi originali del IX secolo (motivi vegetali e figure di santi), visibili sulla parete nord della navata. L’ingresso è incluso nel biglietto combinato da 7 euro. È possibile raggiungere entrambe le chiese con l’autobus EMTUSA linea speciale E (partenza da calle Uria, ogni 30 minuti nei giorni feriali) o a piedi attraverso un sentiero che sale dal Parco San Julián de los Prados (circa 45 minuti di salita). Per chi ama l’escursionismo leggero, il Monte Naranco offre anche diversi sentieri ben segnalati tra i prati verdi e i boschi di querce e castagni.
Parco San Julián de los Prados e la chiesa di Santullano
Ai piedi del Monte Naranco, lungo la calle San Julián, si estende il Parque de San Julián de los Prados, un ampio spazio verde di circa 7 ettari con prati all’inglese, alberi secolari (tigli, ippocastani, platani), fontane ornamentali, un laghetto con anatre e cigni, e percorsi pedonali ombreggiati. È il luogo ideale per una pausa rilassante dopo la visita alle chiese del Monte Naranco o per un picnic con vista sulla valle di Oviedo. Il parco è molto frequentato dagli asturiani nei fine settimana, con famiglie, jogging e cani al guinzaglio.
All’interno del parco sorge la Iglesia de San Julián de los Prados, conosciuta anche come Santullano, uno dei più antichi e meglio conservati esempi di architettura preromanica asturiana del IX secolo (costruita tra l’812 e l’842 per volere del re Alfonso II il Casto). La chiesa è a tre navate con abside tripartita separata da arcate su pilastri in laterizio. L’interno è famoso per il meraviglioso ciclo di affreschi originali del IX secolo, considerati il più importante esempio di pittura murale altomedievale di tutta la Spagna. Gli affreschi, restaurati tra il 2014 e il 2018, raffigurano architetture illusorie (edicole, frontoni, colonne), motivi geometrici (rosette, croci, cerchi intrecciati), figure di uccelli (colombe, pavoni) e simboli vegetali, in una combinazione di colori vivaci (rosso pompeiano, ocra, blu lapislazzuli, nero e bianco) che rievoca la pittura romana e bizantina. La decorazione ha un forte significato simbolico: le croci rappresentano la vittoria di Cristo sulla morte, i pavoni simboleggiano l’immortalità, le rosette la bellezza del Paradiso. L’ingresso è gratuito. Aperta negli stessi orari del parco: tutti i giorni 10:00-13:00 e 15:00-18:00 (fino alle 19:00 in estate). La visita richiede circa 30 minuti.
Cucina asturiana: fabada, menestra, cachopo e sidro
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La cucina asturiana è una delle più ricche e generose di Spagna, con piatti sostanziosi nati dalla cultura contadina e marinara di questa regione verde e piovosa. Ecco i piatti assolutamente da provare durante la tua visita a Oviedo in solitaria.
Fabada Asturiana — Il piatto nazionale delle Asturie per eccellenza. Uno stufato ricco e corposo a base di fagioli bianchi (fabes de la Granja), chorizo, morcilla (sanguinaccio), pancetta (tocino), lardo e talvolta costine di maiale (costillas). Il tutto viene cotto lentamente per almeno 2-3 ore fino a ottenere una consistenza cremosa e vellutata delle fabes. La si serve in ciotola di terracotta e si accompagna con pane di campagna (pan de escanda, un pane di farro tipico asturiano) e un bicchiere di sidro. Prezzo medio: 10-14 euro in un ristorante del centro. Provala alla Sidrería Tierra Astur Gascona (calle Gascona 6/8) o al Restaurante La Sebina (calle Santa Teresa de Jesús 12).
Menestra asturiana — Una sostanziosa zuppa di verdure di stagione (carote, patate, fagiolini, piselli, cavolo verde, cardo) con prosciutto serrano, chorizo e talvolta uovo sodo. Perfetta per le giornate fresche, è spesso servita come primo piatto (primer plato) nei menu del giorno. La menestra è più leggera della fabada ma comunque molto saporita, grazie al brodo di carne in cui vengono cotte le verdure. Prezzo medio: 8-10 euro.
Cachopo — Il piatto più popolare tra i giovani e i turisti: due grandi fette di vitello (o lonza di maiale) farcite con prosciutto serrano (jamón) e formaggio (di solito formaggio di capra o Emmental), impanate e fritte fino a ottenere una crosta dorata e croccante. Il risultato è un piatto enorme (spesso 300-400 grammi), servito con patate fritte, peperoni di Padrón e una generosa insalata verde. Il cachopo è un’esplosione di sapori e calorie, perfetto dopo una giornata di visite turistiche. Prezzo medio: 12-18 euro. Da provare alla Casa Gerardo (calle González Besada 8) o alla Sidrería Faya (calle Gascona 5).
Sidro (Sidra Natural) — Il sidro asturiano è molto diverso dal sidro dolce o frizzante che conosci: è secco, naturalmente fermentato, con una gradazione alcolica di 4-6 gradi e un caratteristico retrogusto amarognolo. La produzione del sidro in Asturias ha una tradizione millenaria. Il sidro si beve secondo il rituale dell’escanciado (versato dall’alto), in piccole quantità, tutto d’un fiato. A Oviedo, la “Ruta de la Sidra” su Calle Gascona è l’epicentro: puoi ordinare una “botella de sidra naturale” (bottiglia da 750 ml, circa 4-6 euro) in qualsiasi sidrería e condividerla con nuovi amici ai tavoli comuni. Le marche più rinomate: El Gaitero, Trabanco, Fanjul, Pomarada. Se hai tempo, visita la Llagar de Sidra Trabanco (a Lugones, 5 km da Oviedo, raggiungibile con bus EMTUSA linea L) per una visita guidata alla produzione artigianale del sidro con degustazione finale.
Non dimenticare il formaggio Cabrales, il re dei formaggi asturiani: un erborinato (blu) prodotto con latte di vacca, pecora e capra, stagionato per 2-5 mesi in grotte naturali del Picu d’Europa, dove l’umidità e i funghi Penicillium creano le venature blu-verdi. Servito con sidro dolce (sidra dulce) o con marmellata di mele cotogne (membrillo), è un’esperienza indimenticabile. E per concludere, i carbayones: dolci tipici di Oviedo a base di pasta sfoglia farcita con crema di mandorle, tuorlo d’uovo e zucchero, ricoperti di glassa al limone. La pasticceria più famosa è la Confitería Roldán (calle San Antonio 2), che li produce dal 1894.
Tour consigliati per Oviedo in solitaria
- Tour guidato del centro storico di Oviedo con Cattedrale e Cámara Santa — Una visita guidata a piedi di circa 3 ore che ti porta alla scoperta del centro storico UNESCO, della Cattedrale di San Salvador con la Camera Santa, del Teatro Campoamor e di Calle Gascona. Guida in italiano e spagnolo, ingressi inclusi.
- Monte Naranco: tour alle chiese pre-romaniche UNESCO — Escursione di mezza giornata (4 ore) con trasporto incluso alle chiese preromaniche di Santa María del Naranco e San Miguel de Lillo, con guida esperta in storia dell’arte altomedievale. Partenza dal centro di Oviedo.
- Degustazione di sidro asturiano e cucina tipica — Un’esperienza enogastronomica nella Cideria più famosa di Calle Gascona con lezione di escanciado, degustazione di tre tipi di sidro (natural, semidulce e espumoso) e assaggio di formaggio Cabrales, chorizo a la sidra e frixuelos. Durata 2 ore.
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